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«Fammi udire la tua voce!»: i “Diari” di Carmen Hernández

Carmen Hernández
©EMANUELA DE MEO/CPP
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Le rivelazioni della co-iniziatrice del Cammino Neocatecumenale, tra l'unione mistica con Gesù e la “notte oscura” dell'anima

Emergono in modo particolare i combattimenti più personali, quei momenti di silenzio e di aridità spirituale in cui la sua preghiera si rivolge a Dio come un grido di aiuto, per implorare di sostenerla: «Signore, dove sei?»; «Fammi udire la tua voce»; «Dall’oscurità della notte togli la mia anima». Sono sentimenti che Carmen non lasciava trapelare facilmente, complice il carattere introverso, schivo, e la sua timidezza. A questo riguardo Kiko afferma: «Carmen ha sofferto ogni giorno e non ha detto niente a nessuno. A volte aveva sofferenze, notti oscure, e gridava a Dio. Entrava in profonde sofferenze, ma mai ci ha detto niente, mai!». Così infatti scriveva il 13 gennaio 1979:

Barcellona. Quando tutto svanisce nel nulla e la notte nell’oscurità, come l’anima nel nulla. Signore, dove? Come? Chi sei? Tu sei un Dio misterioso, nascosto, e la tua assenza rende impossibile l’allegria. Il dolore mi mangia la vita, uccide ogni possibilità ed accusa ogni presente. Accusatore implacabile, terribile, demolitore. Gesù, Gesù mio, grido a Te notte e giorno. Vieni, vieni, Amore della mia gioventù e della mia speranza. Infondimi energia, che piombo nel nulla. Vieni, Gesù. Ti amo. Solo spero in Te. Abbi compassione della mia assoluta impotenza, della mia nullità radicale. Vieni, vieni Tu! Sei Verità, Unico. Tu esisti.
Oppure il 22 gennaio 1979:

Barcellona. E’ sempre difficile svegliarsi nel nulla e per il nulla di un giorno, solo con un punto di sostegno angosciante, tra il tutto e il nulla, o il procedere passivamente. Signore Gesù, Tu mi conosci. Tu sai ogni cosa. Che faccio, Signore? Che devo fare io? Ti amo. Semplificami spontaneamente. Questi dolori insoliti, nevrotici, di impotenza… Signore, aiutami. Matteo 14. La barca. “Sono Io”. Gesù meraviglioso, l’unico che resta nella tribolazione, nella notte, nel mare. Mi porti a cercarti lì, nella tormenta. Solo Tu appari come possibilità, come fantasma. Fammi udire la tua voce. Chiamami Tu stesso, Gesù, consolami, vieni domani al mio risveglio.

30 gennaio 1979
Inquietudine, Signore. Inquieta e insoddisfatta fino al midollo. Che solitudine! […] Signore, dove sei? I fantasmi mi perseguitano accusandomi, giudicandomi, assediandomi come nemici. Il “che cosa diranno…”. Signore, la verità fa liberi, la libertà, il tuo amore, la tua presenza, la tua parola. Gesù, apri il mio orizzonte, le mie labbra! Vieni, aiutami.

26 febbraio 1980
[…] Gesù mio, misterioso, grandioso nella Croce, Ti amo. In mezzo all’oscurità e al dolore, Tu sei il mio unico amore. In mezzo alla mia incredulità, ho fede solo in Te e Ti amo. Abbi compassione di me. Visitami che ho paura, terrore, tristezza grande, distacco da tutto, voglia di nascondermi e sparire muta, muta, muta totalmente e tristissima.
Allo stesso modo, nei Diari troviamo anche momenti di lode e di ringraziamento a Dio per le grazie ricevute che si trasformano in dichiarazioni d’amore a Gesù Cristo, l’unica fonte di consolazione e di ispirazione. Come scriveva il 26 gennaio 1979 da Madrid:

Notte. Gesù mio, la pace, incredibile. Tu sei buono. Grazie, Gesù. Non togliermela. Svegliami nella pace. Ispirami, se vuoi. Fa lo stesso. Tu mi basti, Gesù, Gesù mio. Mi hai tratto dall’abisso, grazie, Gesù. Mi dà misericordia guardare la gente. Consola quelli che soffrono, quelli che hanno paure, angustie. Gesù, che mistero è tutto. Grazie, Gesù. Vieni al risveglio a saziarmi del tuo volto.

E anche il 10 marzo 1979

Freschezza della predicazione. Incredibile. Mi consola vedere che Kiko stia bene. E’ Incredibile la sua resistenza. Ti amo, Gesù mio!
L’incontro tra Kiko e Carmen, avvenuto alla fine degli anni sessanta nelle baracche di Palomeras Altas di Madrid, ha dato inizio all’esperienza del Cammino Neocatecumenale (all’inizio – hanno raccontato i protagonisti – fu più uno scontro che un incontro). Si trattò di un evento provvidenziale avvenuto mentre Carmen si preparava per partire missionaria in Bolivia. Nonostante le diversità caratteriali, presto capirono che Dio li chiamava a mettere assieme i loro carismi per il bene dell’evangelizzazione. Da quel momento non si separarono più sempre riconoscendo ognuno il carisma e il dono che Dio donava all’altro. Per questo nei Diari, Carmen cita spesso Kiko pregando per lui e ringraziando Dio per ciò che faceva con loro:

12 marzo 1979: Signore, credo in Te. Abbi compassione di noi. Aiuta Kiko. Fortificalo. Scenda la tua santità su di noi.

23 marzo 1979: Vedo che ispiri Kiko. Aiutalo. Grazie, Gesù…

29 aprile 1979: Rafforza la fede a Kiko.

14 febbraio 1980: […] Gesù mio… mi ammira il coraggio che dai a Kiko. Se gli succedesse quello che capita a me, sarebbe catastrofico…

Considerata l’anima “teologica” del Cammino Neocatecumenale, Carmen Hernández ha dedicato gran parte del suo tempo allo studio delle Sacre Scritture, dei Padri della Chiesa, del Concilio Vaticano II e del magistero dei papi. Il suo contributo è stato decisivo per la nascita e lo sviluppo di questo itinerario di fede fino all’approvazione degli Statuti. A lei il Cammino deve molto: l’applicazione della Riforma Liturgica voluta dal Concilio con la centralità della Veglia Pasquale e della Parola di Dio all’interno della comunità cristiana; la riscoperta delle radici giudaiche e della storia di salvezza del popolo ebraico; l’amore e l’obbedienza filiale alla Chiesa e in particolare al Santo Padre; il ruolo fondamentale della donna nella storia di salvezza e nella società… Sono tutti frutti del Concilio Vaticano II, pienamente assunti, vissuti e celebrati in questo itinerario di iniziazione cristiana e di riscoperta del Battesimo che Dio ha ispirato a lei e a Kiko.

Ora, con la pubblicazione dei suoi Diari, Carmen torna a parlare per testimoniare l’amore di Dio verso l’uomo e verso la sua Chiesa e a ricordare l’urgenza che questo Amore venga annunciato sino ai confini del mondo come Gesù ha chiesto alla sua Chiesa.

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