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5 trucchi per difendersi dagli stalker digitali

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Silvia Costantini - Aleteia Italia - pubblicato il 14/06/17

Strategie e accorgimenti per smettere di essere vittima di molestatori tecnologici

Il fenomeno del femminicidio è tristemente in aumento. Lo dicono i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), con il 35% della popolazione mondiale femminile che ha subito almeno una violenza nella vita. Le più colpite sono essenzialmente donne.
Una delle derive collaterali di questa triste realtà è oggi la persecuzione tecnologica, digitale, anch’essa in crescita, che spesso amplifica gli effetti delle molestie.
Per capirne di più e soprattutto per imparare a difenderci, ne abbiamo parlato con il prof. Edoardo Arena, docente di Informatica Giuridica e Forense presso l’Università E-Campus, nonché Consulente Tecnico (CTU) della Procura della Repubblica di Roma.

Come agisce lo stalker tecnologico?

“Prima dell’avvento dell’era digitale, gli atti persecutori erano essenzialmente azioni materiali, fisiche, eseguite in prossimità della vittima. Oggi, con otto italiani su dieci in possesso di uno smartphone, perennemente “connessi”, siamo anche più facilmente raggiungibili dai criminali, che possono agire anche a distanza, in ogni ora del giorno e della notte. Lo stalker di nuova generazione utilizza: e-mail, tutti i tipi di messaggi che si possono inviare via telefoni mobili, come SMS, MMS, o applicativi (App) che consentono di chattare oppure di scambiare messaggi e contenuti multimediali, come per esempio WhatsApp o Messanger. Ma, la persecuzione tecnologica “per eccellenza” rimane la classica telefonata. Spesso lo stalker chiama la sua vittima al telefono compulsivamente. A casa, sul lavoro, sul cellulare, soprattutto sul cellulare.

Cosa vuole lo stalker?

Lo stalker si nutre dell’esasperazione della vittima a causa delle continue chiamate che riceve. Lo squillo continuo del telefono impedisce alla vittima di pensare, di studiare, di lavorare di rilassarsi. Immaginatevi continue chiamate, giorno e notte. Significa perdere la lucidità.

Un esempio?

In un recente caso, in cui ero CTU nominato dall’Autorità Giudiziaria – un soggetto per impedire alla vittima di lavorare presso un esercizio commerciale dotato di due linee telefoniche fisse, chiamava per ore entrambe le linee fisse ed il telefono mobile della sventurata, servendosi dei tre telefoni cellulari che aveva a disposizione e programmando le telefonate nella modalità di re-call. L’obiettivo dello stalker era di esasperare ed annichilire la vittima, fino alla resa: il delinquente impediva al suo “bersaglio” di lavorare, creando ulteriore frustrazione e notevole danno economico.

Chi è lo stalker?

Il ruolo di persecutore maniacale può essere assunto tanto da una persona vicina alla vittima, come un figlio, figlia, marito, fidanzato, amico, amica, conoscente, collega, quanto da perfetti estranei che il caso mette sulla strada della vittima.

Come comportarsi di fronte a tali condotte persecutorie?

1. Il primo dogma da assimilare è che i crimini vanno sempre denunciati al più presto.

2. Non bisogna mai sottovalutare la pericolosità di uno stalker, anche se tecnologico, perché potrebbe passare dalla persecuzione digitale, virtuale a quella fisica. E, questo è molto pericoloso. Anche in caso di dubbi o incertezze è bene recarsi in Questura o dai Carabinieri e confrontarsi con il Personale riguardo al da farsi.

3. Altra regola fondamentale è quella del no contact: bisogna assolutamente evitare di rispondere a qualsiasi delle comunicazioni dello stalker.

Lo stalker è alimentato dall’attenzione della vittima. Si nutre di qualunque risposta (dura o gentile) che la vittima incautamente concede.

4. Inserire in una “black list” i numeri telefonici indesiderati, così come settare la propria casella di posta elettronica e i “social network”, in modo da isolare il persecutore.

5. Qualora il criminale cambiasse il proprio numero di telefono in continuazione, divenisse “polimorfo”, cioè assumesse diverse “identità informatiche” aggirando le nostre contromisure, diventa indispensabile parlare del problema con le Forze dell’Ordine e con le persone che ci sono più vicine e delle quali ci fidiamo.

Il fine del molestatore è sempre anche quello di isolare le vittime e di farle sentire sole e inermi.

E’ importante considerare che attualmente, la stragrande maggioranza delle tecnologie utilizzate dagli stalker può essere tracciata. Ciò significa che nella maggior parte dei casi in cui la vittima sporge denuncia, il responsabile viene assicurato alla Giustizia e punito. Per cui, bisogna farsi coraggio e denunciare il persecutore”

Tags:
femminicidio
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