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12 fenomeni inspiegabili che si verificano sui corpi incorrotti dei santi

CORPO INCORROTTO SANTO
Sailko/Wikimedia Commons
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Dalle luci prodigiose ad odori particolari, dalle membra flessibili al sangue liquido a distanza di decenni e secoli

Ad esempio su San Gerardo Maiella (m. nel 1756 e sepolto a Materdomini, Avellino), un secolo dopo la sua scomparsa le autorità ecclesiastiche ordinarono una ricognizione delle reliquie. All’apertura della tomba si scoprì che un olio fragrante sgorgava copiosamente dal cranio e dalle ossa.

A Toledo, in Spagna, il corpo della Beata Maria di Gesù (m. nel 1640) essuda ancora oggi un profumo (descritto come aroma di rose e gelsomini), insieme con una manna oleosa.

Il fenomeno risulta assolutamente inspiegabile per la scienza, che non è stata in grado di individuare casi simili d’essudazione, né sui corpi conservati artificialmente, né su quelli preservati da cause naturali. Naturalmente è da scartare in partenza l’ingenua tesi che si possa trattare di balsamo utilizzato per la conservazione delle salme: come spiegare, infatti, la quantità e la durata di tali secrezioni (persino centinaia d’anni), la loro cadenza periodica, oppure il fatto che ad essudare siano semplici ossa o una lapide?

5) IL MANTENIMENTO DEL CALORE

Meno frequente, ma riferita da testimoni degni di fiducia, è la persistenza del calore per molto tempo dopo la morte; a volte con una temperatura notevolmente alta.

Nel caso della Serva di Dio Maria Villani (m. nel 1670), il chirurgo che eseguì (nove ore dopo il decesso) l’intervento per l’estrazione del cuore, ebbe difficoltà a introdurre la mano nelle cavità addominali, talmente forte era il calore. Lo stesso fenomeno venne riscontrato con la Venerabile Serafina di Dio (m. nel 1699), a trenta ore di distanza dal trapasso.

Secondo la scienza, è possibile che i fenomeni putrefattivi possano com- portare il ritorno di un certa temperatura, ma l’ipotesi non è applicabile agli incorrotti, in quanto (nel loro caso) il calore si accompagnava alla constatazione di organi freschi, assenza di cattivo odore e nessuna traccia di putrefazione.

6) I MOVIMENTI RAZIONALI E VOLONTARI DELLA SALMA

Non mancano gli episodi in cui il Santo, già morto, abbia alzato un braccio per benedire (San Gibriano, Santa Eustochia da Messina), sollevato un piede per essere baciato (Sant’Agnese da Montepulciano), aperto gli occhi e rivolto il capo verso il Santissimo Sacramento (San Pasquale Baylon), coperto le parti intime con le mani mentre veniva rivestito (San Filippo Neri, San Gerardo da Aurillac), incrociato le braccia sul petto (Beata Veronica da Binasco), oppure abbia sorriso mentre veniva trasportato davanti all’altare (Santa Caterina De’ Vigri).

Si tratta di eventi, per i quali si deve escludere la possibilità di uno stato catalettico o di una morte apparente, a causa delle circostanze stesse che accompagnano il fenomeno; così come, la razionalità e la logica dei gesti escludono la possibilità di movimenti convulsivi del cadavere dovuti alle conseguenze della putrefazione.

7) IL RINGIOVANIMENTO DEI CORPI

Il corpo incorrotto generalmente non suscita né orrore né spavento, anzi colpisce per la serenità dell’aspetto, simile a quello di una persona addormentata. Ma si conoscono casi clamorosi in cui i testimoni presenti al trapasso hanno assistito ad autentici miracoli: in pratica (scomparse improvvisamente le tracce che il tempo e le malattie avevano lasciato) le sembianze del defunto apparivano abbellite e ringiovanite di molti anni.

Un caso esemplare è quello di San Francesco d’Assisi. Ma si possono citare anche Sant’Antonio da Padova, Santa Lutgarda, Sant’Andrea Avellino, la Beata Colomba da Rieti.

8) LA CRESCITA DELLE UNGHIE, DELLA BARBA, DEI CAPELLI

In alcune circostanze, oltre al fenomeno dell’incorruzione è stata riscontrata una prodigiosa crescita delle unghie, dei capelli o della barba. Citiamo ad esempio San Gaudenzio, San Jodoco, Sant’Amando da Maastricht, la Venerabile Maria Lorenza Longo, la Beata Elena Enselmini.

9) LA TRAS-VERBERAZIONE DEL CUORE

A volte, durante la ricognizione della salma è stata notata la presenza di stigmate nel cuore, già preannunciate (e descritte minutamente) dal Santo mentre era in vita. In alcuni casi il muscolo cardiaco è apparso letteralmente trapassato da una lesione (Santa Teresa d’Avila), mentre in altri conteneva escrescenze carnose raffiguranti il crocifisso, i chiodi della passione, o altri simboli religiosi (Santa Veronica Giuliani, Santa Chiara da Montefalco, la Venerabile Caterina Savelli, la Venerabile Serafina di Dio, ecc.).

Alcuni critici hanno contestato la realtà di questi miracoli, sostenendo che si trattava piuttosto di patologie cardiache scambiate ingenuamente per prodigi. Una tesi, questa, che non regge alla prova dei fatti, in quanto furono proprio medici e chirurghi ad eseguire le autopsie.

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