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Davvero il centurione dei Vangeli aveva una relazione gay con il proprio servo?

Clavius (Joseph Fiennes) leads his Roman soldiers during the zealot battle in Columbia Pictures' RISEN.
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Da qualche anno a questa parte si accredita da parte di certi ambienti questa blasfema sciocchezza, priva di qualsivoglia sostegno filologico

Pensavo fosse unicamente una stramberia dell’ultimo libro (l’unico noto ai non addetti) di Krzysztof Charamsa, invece da una domanda dei lettori giunta in redazione è partita una ricerca che mi ha condotto a scoprire un intero filone di gente che ne scrive:

  1. il centurione che supplica Gesù per la guarigione del servo – se ne parla nei Vangeli secondo Matteo e secondo Luca – sarebbe omosessuale; indi per cui
  2. il momento liturgico in cui si ripetono le sue parole, durante la Messa, sarebbe un “gay pride moment” piantato nel cuore della celebrazione eucaristica.

Qui si esagera un tantino: esiste certamente una “lobby gay”, in tutto il mondo (e s’infiltra anche nella Chiesa), ma se la facciamo capace di manipolare testi tanto nevralgici sfioriamo il delirio paranoide; se è proprio la stessa lobby a pretenderlo, invece, oscilla tra la millanteria e la mitomania. Tutte cose che non dicono di una buona salute mentale.

L’ex officiale del Sant’Uffizio

Mesi or sono, dicevo, lessi il diario di don Charamsa, e mi colpì, a p. 110, questa boutade esegetica, in cui m’imbattevo per la prima volta in vita mia:

Per fortuna, però, lo stesso Gesù non ha mai detto né insinuato che un certo orientamento sessuale sia peccato. Anzi, addirittura guarì il giovane servo del centurione che, leggendo fra le righe il testo evangelico (soprattutto Luca), pare legato al padrone da una vera e propria relazione omosessuale (Matteo 8,5-13, Luca 7,1-10).

K. Charamsa, La prima pietra, 110-111

E trenta pagine più tardi l’ex teologo di ferro tornava a insistere:

Che fuori facessero ciò che volevano, ma qui dentro dovevano lavorare! E invece alcuni si nominavano come segretario un amico, esattamente secondo il paradigma evangelico del centurione che conviveva con il suo ragazzo, servo e amante, e che chiese a Gesù di guarire. Questo schema si ripete in molte relazioni nella Chiesa. È il nostro modello nascosto (Matteo 8,5-13, Luca 7,1-10) ma certo non possiamo spiegarlo alla gente. Chi era quel giovane servo, posto che non era figlio del centurione? Si tratta solo di un passo molto oscuro dei Vangeli, su cui – prudentemente e devotamente – è meglio voltare pagina.

Ivi, 143-144

Passo che mi sembrò immediatamente molto interessante, non tanto per la questione del centurione (che da subito ebbe per me il sapore di un delirio intellettualoide), quanto per l’implicita ammissione dell’esistenza della lobby gay nella Chiesa – la quale consiste e si struttura mediante lo stabilimento di relazioni improprie tra ecclesiastici: un pactum sceleris che ne confedera una certa parte (non tutti i preti omosessuali ne fanno parte, evidentemente, e neppure tutti quelli che “praticano”) nel perseguire fini eversivi.

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