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“La misura dell’amore è amare senza misura”? Sant’Agostino non l’ha mai detto!

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La celebre frase è tratta dal primo capitolo del De diligendo Deo, di san Bernardo di Chiaravalle. Ripercorrendo il percorso di una frase smarrita e data in adozione ad altro genitore si può capire qualcosa di come funzionino le “fake news” in buona fede

Due per tutte, che parlano ovviamente d’amore:

Ama e fa’ ciò che vuoi.

e

La misura dell’amore è amare senza misura.

E se si conoscesse il buon vescovo di Ippona da queste frasi o da altre simili uno si farebbe di lui un’idea un po’ diversa da quella che ne rimanda Possidio ricordandolo, ancora sul letto di morte, che chiedeva perdono a Dio per i propri peccati.

Per inciso, dunque, la prima delle due frasi la scrisse veramente Agostino, non è pseudoepigrafia: nella settima omelia sulla Prima lettera di San Giovanni si legge infatti:

Considerate bene quanto qui insegniamo, che cioè i fatti degli uomini non si differenziano se non partendo dalla radice della carità. Molte cose infatti possono avvenire che hanno una apparenza buona ma non procedono dalla radice della carità: anche le spine hanno i fiori; alcune cose sembrano aspre e dure; ma si fanno, per instaurare una disciplina, sotto il comando della carità. Una volta per tutte dunque ti viene imposto un breve precetto: ama e fa’ ciò che vuoi; sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene.

Agostino, Commento alla lettera di san Giovanni 7, 8

E leggendola per intero uno capisce che il senso è quasi l’opposto di quello che aveva afferrato sulle prime. Non che sia meno bello, anzi è sublime… ma forse lo spasimante che scarta un cioccolatino e lo porge maliziosamente alla cupida bocca dell’amata sta pensando ad altro.

La seconda frase, invece, non è di Agostino. Agostino non ha mai detto una cosa come “La misura dell’amore è amare senza misura”.

Però di per sé non sarebbe impossibile: chiunque frequenti un po’ da vicino il vescovo di Ippona sa che la questione della misura gli sta molto a cuore, anche dal punto di vista filosofico, e dunque che in una pagina della sua sterminata produzione sia arrivato a interrogarsi sulla “misura dell’amore” non desterebbe meraviglia.

Come risalire alla “verità probabile”

Sta di fatto, però, che se si va a fare una ricerca su Google bloccando la frase in un’unica chiave di ricerca essa emerge sì indicizzata molte volte e con chiarezza, ma nessuna delle occorrenze risultanti è in grado di offrire al lettore la citazione precisa, quella che illustra puntualmente in quale opera Agostino avrebbe detto così e cosà.

Questo è già un campanello d’allarme: per autori così famosi le citazioni autentiche sono facilmente riconoscibili perché su cento fonti cinquanta non si preoccuperanno di indicare la fonte, ma altre cinquanta lo faranno; se non lo fanno, gatta ci cova.

Gli attrattori semantici rintracciano, nell’opera di Agostino, svariate pagine in cui le parole “misura” e “amore” (nei vari lessemi che le indicano) tornano insieme. Quella che però sembra avvicinarsi di più al senso della citazione ricercata… dice una cosa completamente diversa, che è quasi il suo contrario:

Nessuno deve amare padre, madre, moglie e figli più di quanto deve amare Cristo. Le stesse cose che si amano rettamente, che si amano santamente, a causa delle quali si commette peccato se non si amano, nessuno deve amarle più di quanto si deve amare Cristo, nessuno deve amarle al pari di Cristo. Se uno le ama così, potrà dirsi che le ama “secondo la norma dell’amore” ma non “secondo la vera misura dell’amore”. Che vuol dire: “secondo la norma dell’amore, non secondo la vera misura dell’amore”? Vuol dire “non in modo carnale”, ma “in modo spirituale”. Tu però non devi amare in questo modo, cioè altrettanto e in misura uguale. Poiché non solo è peccato amare uno più di Cristo, ma è peccato anche non amare Cristo più di un altro. “Non lo amo di più” dice uno. Ecco, tu non pecchi ma io dovrei sentire un’altra risposta. In qual misura lo ami? Tu rispondi: «Amo Cristo nella stessa misura con cui amo i genitori, la moglie e i figli». Ancora commetti un peccato. Come peccheresti preferendoli, così pecchi mettendoli sullo stesso piano. Ti pare forse giusto che Cristo sia amato da te tanto quanto il padre, la madre, la moglie? È giusto per te mettere il Creatore allo stesso livello della creatura? È forse giusto? Dove va a finire ciò che ci viene proclamato: Ponete in me ordine alla carità [Ct 2,4]?

Agostino Discorso 65A 11

Accidenti, altro che “senza misura”: Agostino dice che una misura ci vuole eccome, ed è ben precisa.

Torniamo a caccia del nostro testo, vediamo di risalire la corrente di miriadi di citazioni false.

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