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12 vaccinazioni obbligatorie sono una scelta giusta? Le ragioni del sì

Didesign021/Shutterstock

Silvia Lucchetti - Aleteia - pubblicato il 09/06/17

Abbiamo avuto un crollo delle coperture vaccinali perché i genitori hanno deciso di non vaccinare i bambini, li vaccinano sempre meno in generale ed in particolare contro il morbillo. Questa situazione ha dato origine al decreto appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore all’8 giugno, che rende obbligatorie 12 vaccinazioni, compreso quella contro il morbillo che fino ad oggi non era obbligatoria ma solo raccomandata. Le vaccinazioni obbligatorie sono: anti-poliomelitica; anti-difterica; anti-tetanica; anti-epatite B; anti-pertosse; anti Haemophilus influenzae tipo B; anti-meningococcica B; anti-meningococcica C; anti-morbillo; anti-rosolia; anti-parotite; anti-varicella. Il decreto rappresenta anche un grande vantaggio economico per le famiglie in quanto rende gratuite tutte queste vaccinazioni. È una vera e propria rivoluzione per l’Italia, dove erano rimaste in vigore pochissime vaccinazioni obbligatorie: tetano, difterite, poliomielite, epatite B, scaturita sull’onda dei pericoli che stiamo vivendo come dimostrano i tantissimi casi di morbillo segnalati (tra il 1 Gennaio e il 21 Maggio 2017, l’Istituto Superiore di Sanità ha registrato in Italia 2581 nuovi casi), malattia che eravamo sul punto di eliminare totalmente. Per eliminare il morbillo bisogna arrivare ad una copertura del 95%: vaccinare quindi almeno questa percentuale della popolazione infantile. In Italia eravamo arrivati al 90%, mentre attualmente siamo attestati all’incirca all’85%. Questo calo di cinque punti, che apparentemente può sembrare poco significativo, ha determinato la crescita esponenziale da qualche centinaio di casi alle migliaia attuali».




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Il morbillo è una malattia pericolosa?

«Molto pericolosa. Ogni 1000 bambini che si ammalano uno muore e uno viene colpito da encefalite. Nel 50% dei casi l’encefalite lascia residuati neurologici gravi, paresi o deficit intellettivi: è pertanto una malattia grave».

E la scarlattina?

«La scarlattina è una malattia grave, molto meno diffusa della varicella e del morbillo, contro la quale non abbiamo un vaccino. Gli streptococchi sono centinaia ed è praticamente impossibile mettere a punto un vaccino, ma fortunatamente essendo dei batteri li si può combattere con gli antibiotici. Se curata per tempo la malattia si risolve facilmente, ma se non trattata può diventare molto pericolosa. Si manifesta con 2 sintomi principali: la febbre molto elevata e la comparsa di macchioline di colore rosso intenso, fitte e piccole, che ricoprono tutta la superficie corporea».

Attualmente quali sono le malattie esantematiche più diffuse?

«Varicella, morbillo, parotite, rosolia. Quest’ultima si caratterizza per un esantema molto tenue e per fortuna non è pericolosa per i bambini. Invece se la contrae una mamma in gravidanza nel primo trimestre, il pericolo diviene molto importante per il feto che può andare incontro ad una grave embriopatia che esita in gravissimi difetti agli occhi, alle orecchie, al cuore e anche cerebrali».

La varicella invece?

«La varicella è una malattia meno grave del morbillo, specialmente nei bambini, anche se si possono manifestare delle complicanze: soprattutto la cerebellite che è una infezione del cervelletto in grado di causare deficit dell’equilibrio. Nella popolazione infantile questa complicanza si verifica più raramente rispetto agli adulti, che presentano in genere manifestazioni più gravi, e nei quali le bolle tendono ad infettarsi maggiormente».




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È possibile che una di queste malattie si ripresenti dopo averla già contratta?

«No, non si verifica mai. Sono stati descritti casi rari di recidiva in persone molto anziane, oltre i novant’anni. Queste malattie non si ripresentano più nello stesso individuo perché l’organismo possiede una memoria immunologica. Ma, come la memoria intesa in senso proprio, con il passare degli anni anche le prestazioni di quella immunologica si attenuano. Ecco perché in quest’età molto avanzata c’è il rischio di contrarre varie malattie, tra cui quelle esantematiche, magari già sofferte una prima volta in età più giovanile».

Con il nuovo decreto i vaccini diventano obbligatori per poter iscrivere i propri figli a scuola?

«Gratuiti ed obbligatori per accedere al nido e alla scuola materna. Per la scuola dell’obbligo la mancata vaccinazione non comporta l’esclusione dall’iscrizione ma, tra l’altro, rivelanti sanzioni economiche».

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