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10 miti e realtà sulle protezioni solari

Shutterstock-Elena Rudakova
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Cosa c'è di vero e di falso in quello che si dice di questi oggetti indispensabili in estate?

1. Più ne metti, meglio è

Anche se è importante applicarne un buono strato (ma non al punto da sembrare un fantasma), la cosa più importante è la frequenza. Non serve a niente mettersi mezza boccetta se poi si passano due ore di seguito in acqua e quando si esce ci si asciuga (togliendo più dell’80% di quello che restava) e ci si mette a giocare a pallavolo senza rimetterlo. Il protettore solare dev’essere applicato ogni due ore e va unito ad altre cose, come il cappello. Allo stesso modo, è raccomandabile che la prima volta che si applica lo si faccia 30 minuti prima di esporsi al sole per garantirne l’assorbimento.

2. Ho bisogno della crema solo sul viso e nelle ore di punta

Il tumore alla pelle si può sviluppare in qualsiasi parte del corpo, e quindi è importante proteggerlo tutto (anche dietro le orecchie, soprattutto se si hanno i capelli molto corti). Quanto alle ore di punta (tra le 12.00 e le 17.00), bisogna fare sicuramente più attenzione, ma senza dimenticare le altre ore della giornata, nelle quali si è comunque esposti ai raggi UVA e UVB anche se non li sentiamo con altrettanta intensità.

Shutterstock-FernandoMadeir

3. Il sole migliora l’acne?

L’abbronzatura può dissimulare l’acne e il sole può dare la sensazione di “seccare” quelle escrescenze fastidiose, ma è una questione solo temporanea e alla lunga è dannoso, visto proprio per via della disidratazione della pelle le ghiandole sebacee produrranno più olio e uscirà più acne. Se poi un foruncolo si rompe ed è esposto al sole aumentano la possibilità che la pelle resti macchiata.

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