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Il motivo per cui le tue ansie di fare grandi cose non si concretizzano

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padre Carlos Padilla - pubblicato il 07/06/17

Quando siamo emotivamente disordinati ci illudiamo con obiettivi che non si realizzano mai

Mi piacciono l’assenza di Gesù e la sua presenza nascosta. Ho un grande vuoto nel cuore. Desidero più di ciò che possiedo e sogno più di quello che ho. È per questo che in me c’è sempre un vuoto insoddisfatto che non riesco a comprendere. Una breccia aperta sull’infinito. Una parte di me che niente e nessuno riesce a consolare.

Desidero qualcosa di così grande che mi sfugge dalle mani, e sogno qualcosa di così eterno che il mio tempo non basta a rincorrerlo, a raggiungerlo, a trattenerlo. E mi aggrappo a un presente che si volatilizza.

Voglio fuggire da me stesso per arrivare presto da Dio e riempirmi della sua vita, ma non ci riesco e resto per un momento fermo ad aspettare che sia Lui a venire. Voglio riempirmi di Lui per non desiderare nient’altro nella mia vita, ma a volte sperimento la solitudine. Voglio toccare quella grotta oscura attraverso la quale vado e vengo.

Voglio arrivare più in alto, forse più lontano. E spesso palpo incosciente quello che descrive il vento. Con una brezza dolce che viene a risvegliarmi da tutto il mio letargo. E appena mi sveglio ricado addormentato, vinto dal sonno. Non so molto bene perché non riesco a riconoscere i suoi passi. Li scopro appena, a tentoni, con le mani.

Voglio attraversare mille mari senza timori. Voglio investire la mia vita in quel sogno eterno che decifro nella mia anima. Le mie mani accarezzano un vento che sfugge, e scopro parole che nascondono i silenzi. Voglio avvistare da lontano il suo ritorno immediato. Voglio sentire dentro la sua presenza che mi fa ardere.

Mi unisco a una persona che pregava dicendo: “Mi piace pensare che vieni quando te ne sei andato. Che torni nello stesso luogo in cui mi trovo perduto. Che mi dici le stesse cose che mi dicevi prima quando eri presente nella mia vita. Mi fa paura l’assenza quando si prolunga, e anelo al tuo ritorno più che alla mia stessa vita. Amo più te di me stesso, anche se a volte non so bene come dirtelo. Per questo so che la tua venuta arriva con una raffica di vento, con un fuoco che mi brucia dentro. Ti amo, sì, e tocco dolcemente la pelle della mancanza di incontro. Come chi ruba di nascosto ciò che non ha”.




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Desidero quella presenza che calma la mia anima. Spesso lo trovo nascosto e molte volte non lo vedo. Vorrei poterlo toccare ogni giorno. Vedere Dio in tutto ciò che mi accade. Decifrare le sue parole in mezzo al silenzio. Mi manca il poterlo toccare, ma noto la sua presenza in un fuoco nascosto.

È chiaro che Dio accende quel fuoco nell’anima. È chiaro che viene da me per riempire il mio vuoto. E mi parla, e mi dice che mi ama. Per ascoltarlo voglio imparare a immergermi nel silenzio. Ho tanto rumore nell’anima… Vorrei essere un uomo silenzioso, taciturno, pieno di una presenza misteriosa.

Il cardinale Robert Sarah commenta: “Il silenzioso è un uomo libero. Nessuna dittatura potrà nulla contro l’uomo silenzioso, nessuno può trascinarlo”. L’uomo innamorato di Dio che rimane in silenzio. Che ha Dio come roccia della sua vita. Che è profondo nell’anima.

Credo che solo le persone con un’anima profonda siano incorruttibili. Non si sottomettono. Restano salde come una roccia in mezzo alla tormenta. Mi manca profondità. Voglio navigare nel profondo della mia anima. Voglio essere quell’uomo silenzioso che nessuno può portare dove non vuole. Un cuore libero. Un cuore saldo. Luogo di riposo per molti. Grotta di quel grande anelito che fa ardere la mia vita.

In mezzo ai rumori del mondo a volte mi lascio trascinare dalla corrente. Senza direzione. Perduto. Voglio diventare quell’uomo ancorato, dalle radici profonde. Bisogna affondare nell’anima per andare più avanti. Per poter vivere con un centro sicuro. Per poter riposare dal rumore della vita. Voglio più armonia di quella che possiedo, un po’ più di ordine.

Leggevo giorni fa: “Con una vita emotiva disordinata passiamo a desiderare intensamente grandi cose, desideriamo compiere grandi imprese, affrontare grandi sfide, aspirare a grandi conquiste. Ma soccombiamo davanti a tutte, perché ci muoviamo solo nell’ambito dei desideri. Desideriamo voler fare e non facciamo. Desideriamo voler arrivare e non ci muoviamo. Desideriamo voler essere e non siamo. Vogliamo cambiare e non cambiamo. Perché quando siamo emotivamente disordinati ci illudiamo con obiettivi che non arrivano mai, perché non mettiamo in atto i mezzi per raggiungerli”.

Voglio che i miei desideri siano radicati nel cuore di Dio. Voglio che la mia ansia di camminare muova i miei passi verso le mete più elevate. Che ciò a cui anelo diventi vita nel mio cuore di bambino. Devo confidare più di quanto confido.

Chiedo a Dio di mettere ordine nella mia anima, di inviarmi il suo Spirito. Di farmi vedere quali sono le mie priorità. Di gettare luce sulle mie decisioni. Che ciò che desidero diventi realtà e che quello che sogno diventi azione in me. Devo mettermi in marcia e non restare fermo per paura, per trascuratezza, per pigrizia. Non mi limito a desiderare. Agisco, mi muovo.




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Metto la mia vita nelle mani di quel Dio che cammina al mio fianco, nascosto, in silenzio. Nel mio disordine frutto del peccato chiedo che Egli ponga la sua mano per placare le mie paure e frenare le mie ansie.

Perché so che custodisco molti sogni e non voglio restare a metà desiderando quello che non raggiungo. Mi metto in cammino. Decido in mezzo alla vita. Metto in atto i mezzi perché diventi vita in me tutto ciò che desidero.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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