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I dialoghi tra la Madonna e la veggente di Montichiari

©Rosa Mistica Fontanelle
Pierina Gilli
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La Vergine si manifesta in provincia di Brescia come "Rosa mistica" e chiede preghiera e sacrifici

Appare una grande scala bianca, con i lati ornati da rose bianche, gialle e rosse, alla cui sommità la Madonna biancovestita si presenta come a Lourdes: «Io sono l’Immacolata Concezione» e poi ancora: «Io sono Maria di Grazia, Madre del Divin Figlio Gesù Cristo. […] Per la mia venuta a Montichiari desidero essere chiamata “Rosa Mistica”».

La Madonna quindi annuncia l’Ora di grazia universale, ogni 8 dicembre a mezzogiorno, legando a questa pratica «numerose grazie spirituali e corporali» e chiedendo di riferirne al Santo Padre Pio XII. «Quelli che non potranno portarsi nelle loro Chiese, pur restando nelle proprie case a mezzogiorno, pregando, otterranno da me grazie».

E così avvenne che diverse persone ricevettero grazie. Ma da allora inizio’ un braccio di ferro tra Pierina e la Curia che non credeva alle visioni. Al punto da vietarle di indossare l’abito di suora. Furono anni di umiliazioni per la donna, che si protrassero fino al 1966 quando tornò a vedere la Madonna per quattro volte. Il 17 aprile di quell’anno la Vergine consacrò una fonte a Fontanelle di Montichiari Da allora molti ammalati hanno trovato in quell’acqua la guarigione proprio come avviene a Lourdes.

LE INDAGINI DELLA CHIESA

Le prime indagini su Pierina iniziano subito dopo la grande apparizione nel duomo di Montichiari dell’8 dicembre 1947.

In quel periodo la mistica venne trattata da isterica, sottoposta a esami e domande invasive, subendo persino l’umiliazione di vedersi togliere l’abito di postulante, infine confinata lontano da casa e sotto falso nome.

Durante il secondo ciclo di apparizioni il vescovo di Brescia, mons. Luigi Morstabilini, preferì non fare ulteriori indagini né riesaminare i precedenti processi.

Chi invece sosteneva l’autenticità delle apparizioni era il confessore di Pierina, padre Moratti, che stese una serie di relazioni positive, presentate nel 2000 al nuovo vescovo di Brescia, mons. Giulio Sanguineti. Sarà proprio mons. Sanguineti nel 2001 ad autorizzare il culto di “Rosa Mistica” a Fontanelle, pur senza far riferimento alle apparizioni. Disposizioni poi confermate dal suo successore mons. Luciano Monari, che ha approvato un apposito direttorio nominando un delegato per il culto a Fontanelle nella persona del cancelliere vescovile mons. Marco Alba.

IL “VIA LIBERA” AL CULTO DI “ROSA MISTICA”

In altre parole, a Fontanelle si va a pregare Maria, invocandola col titolo antichissimo di Rosa Mistica, a prescindere che sia apparsa o meno a Pierina – il che è in fase di studio e approfondimento – la cui esperienza spirituale, indipendentemente dalla veridicità o meno delle apparizioni, costituisce se non altro un prezioso contributo all’approfondimento di tale titolo mariano e un esempio per vivere la devozione alla Madre di Dio.

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