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10 santi che sono stati soldati (e forse non lo sapevate)

SOLDATI SANTI
M a n u e l-cc
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La maggior parte di loro ha finito i propri giorni con il martirio

Sant’Espedito

Sant’Espedito fu comandante della XII Legione Romana, chiamata “Fulminata”, che combatté contro i barbari nella regione della Germania. Circondati da nemici, senza cibo né acqua, i soldati si sarebbero potuti salvare solo con un miracolo.

Quando i barbari giunsero per l’attacco finale, i soldati romani si inginocchiarono e cominciarono a pregare come avevano visto fare ai cristiani, chiedendo a Dio una soluzione urgente. Ci fu il miracolo dall’acqua e da quel momento molti dei soldati divennero devoti al cristianesimo e Espedito fu toccato dalla grazia divina. Morì martire decapitato.

Sant'Espedito
M a n u e l-CC

Sant’Ignazio di Loyola

Sant’Ignazio nacque probabilmente nel 1491, nel castello di Loyola ad Azpeitia, nei pressi dei Pirenei. Suo padre, don Bertrán, era signore di Onaz e Loyola, capo di una delle più antiche e nobili famiglie della regione. Non era meno illustre la stirpe di sua madre, Marina Sáenz di Licona e Balda. Iñigo era il più giovane di otto figli e tre figlie della nobile coppia. Combatté contro i francesi nel nord della Castilla.

Ma la sua breve carriera militare terminò bruscamente quando una palla di cannone gli ruppe una gamba durante la battaglia per la difesa del castello di Pamplona. Questo fatto sarebbe stato decisivo nella sua vita, perché durante la sua convalescenza la lettura di libri religiosi lo avrebbe portato ad approfondire la fede cattolica e l’imitazione dei santi. Poi decise di effettuare un pellegrinaggio a Gerusalemme, che sarebbe dovuto passare anche per Roma dopo prima sosta a Montserrat e Manresa, dove cominciò a sviluppare i suoi esercizi spirituali, alla base della sua spiritualità.

Sant'Ignazio di Loyola
dominio pubblico

San Francesco d’Assisi

Quando Francesco era giovane partecipò alla guerra scoppiata tra le città di Perugia e Assisi e venne fatto prigioniero dal popolo di Perugia. La prigionia durò un anno, e Francesco la subì allegramente. Tuttavia, quando riacquistò la sua libertà, si ammalò gravemente. La malattia rafforzò e maturò il suo spirito.

Quando si sentì abbastanza forte, decise di andare a combattere nell’esercito di Galterio e Brienne nel sud Italia. A tal fine, comprò una costosa corazza e un bel cappotto. Ma un giorno mentre camminava indossando il suo vestito nuovo, si imbatté in un signore mal vestito che era caduto in miseria; mosso a compassione prima di questa disgrazia, Francesco scambiò i suoi costosi abiti con quelli miseri del signore.

Quella notte in sogno vide uno splendido palazzo con camere colme d’armi, su cui era inciso il segno della croce e gli parve di sentire una voce che gli diceva che queste armi appartenevano a lui e ai suoi soldati. Francesco partì per la Puglia con chiarezza nell’anima e la sicurezza del successo, ma non raggiunse mai il fronte della battaglia. A Spoleto, sulla strada da Assisi a Roma, si ammalò di nuovo e, durante la malattia, sentì una voce celeste che lo esortava a “servire il padrone, non il servo” e il giovane obbedì.

San Francesco d'Assisi
Brad Coy-cc

San Longino

Il centurione Gaio Cassio Longino, che aveva il comando dei soldati romani al momento della crocifissione di Gesù Cristo sul Golgota, fu, secondo alcune tradizioni cristiane, colui che trafisse il fianco del corpo di Gesù con la sua lancia; conosciuto come la Sacra Lancia.

Il centurione era affetto da un’infezione a entrambi gli occhi, che gli impediva di vedere lasciandolo quasi cieco. Quando trapassò Gesù con la sua lancia, un torrente di sangue e acqua sgorgò sul suo viso e fu guarito dall’infezione agli occhi. Più tardi si convertì e venne martirizzato. Viene spesso identificato anche con il centurione che, alla morte di Gesù, esclamò: “Davvero costui era Figlio di Dio”.

san longino
© Ma. Paola Daud

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