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L’innocenza controcorrente dei bambini in “Rosso come il cielo”

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Il film di Cristiano Bortone è decisamente adatto alla diffusione del messaggio cristiano

di Alberto Mario Acosta Madero

Quale messaggio di evangelizzazione è possibile trovare in un film i cui protagonisti sono dei bambini? Un bambino crea barche con scatole di cartone, perdona ognuno dei suoi amici in pochi minuti e infrange anche gli stereotipi partendo dalla propria disabilità.

“Rosso come il cielo” è un film italiano davvero ben fatto. Un bambino di nome Mirco diventa cieco dopo un incidente e, considerato disabile, continua i suoi studi in una scuola per non vedenti. Nell’istituto ci sono delle regole che limitano questi bambini ad attività molto selettive. Nella sua innocenza, Mirco finisce per ottenere quello che voleva, a fare quello che gli piace, e molti altri bambini finiranno per seguirne l’esempio.

Ecco alcuni elementi del film che meritano di essere condivisi:

1. La forza di Dio si manifesta pienamente nella debolezza dell’uomo

Tendiamo ad associare il verde agli alberi, il blu al mare e il rosso al fuoco; ma Mirco associa quest’ultimo al colore del cielo sull’imbrunire. Ognuno di noi associa i colori in modo personale, ma in fondo la bellezza della creazione si trova proprio nella diversità con cui la percepiamo. Dio ha creato ogni cosa in questo modo grandioso, per la felicità dell’uomo. Anche l’essere umano, e tutto ciò che è, è Sua creazione. Ecco perché a volte è difficile rispondere alla domanda del perché Dio abbia permesso la malattia nell’essere umano. Nei tempi antichi si riteneva che Dio punisse il peccato con la malattia. Davanti ad un cieco, i discepoli chiesero a Gesù se fosse lui il peccatore o i suoi genitori. E il Maestro rispose: “Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio” (Giovanni 9).

Mirco ne è l’esempio vivente. Il sacerdote Don Giulio, suo maestro, ne scopre il talento ed è lui il primo ad esortarlo a fare ciò che gli piace. Questo contesto ci dice che Dio prepara la strada davanti a chiunque abbia un cuore semplice. In Italia, la legge sull’inclusione per bambini ciechi si deve proprio all’innocenza di un bambino che ha scoperto il proprio talento nella sua cecità.

2. Combinare pasticci, un ingrediente importante

Man mano che cresciamo corriamo il rischio di seguire ciò che dice il mondo, anche se sentiamo che non sia giusto. Mirco, con il dono che Dio gli ha dato, stava combinando dei guai, coinvolgendo persino altri bambini. Questa propensione alla scoperta di se stesso era, per il preside, un pasticcio; credeva che ogni cieco sia destinato all’infelicità e che lui, conformano i bambini alla tradizione, avrebbe fatto loro un favore.

Dei farisei, Gesù disprezzava quella stessa “cultura della comodità” che escludeva i disabili e altre persone svantaggiate, ritenendole fuori dal piano salvifico di Dio. A “fare danno” è anche Don Giulio, che riesce ad amare tutti, a mettere in discussione e denunciare chi opprime o esclude, a pregare per il suo prossimo.

3. Le qualità di un bambino sono qualità di un’anima pulita

Il Signore manifesta la sua gloria anche nei bambini. Se non lo abbiamo ancora fatto, dovremmo leggere e rileggere Marco 10:13-15. Qui Gesù sottolinea che “chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso”. Significa che bisogna essere immaturi e comportarsi come loro? No! Non si tratta di questo, ma di affidarci al nostro Padre, mantenendo l’innocenza e la fede nel cuore, riconoscendo il bene che è dentro di noi. Tutto sarebbe molto più facile, se perdonassimo come fanno i bambini.

Si tratta anche di avere una gioia permanente… pensate forse che i bambini abbiano il musone tutto il giorno ogni giorno, come noi adulti? O che forse loro non contemplino meravigliati le gocce di pioggia o le farfalle e i fiori?

Inoltre i bambini hanno innato uno spirito di avventura. Hanno paura del buio o dei mostri, sì, ma non c’è bambino che non abbia nutrito una straordinaria curiosità per qualcosa. E non è forse vero che Dio si fa trovare proprio nella curiosità dell’uomo? L’energia che hanno i bambini nello scoprire cose nuove dovrebbe essere la stessa che abbiamo noi nel desiderare di più di Dio.

La capacità di sognare è un’altra qualità che, anche se il pessimismo del mondo ci vuole togliere, Dio ha messo dentro di noi. Sono buoni i sogni che coinvolgono gli altri. Le tipiche preghiere dei bambini includono la pace nel mondo e il pane per i poveri… noi quando abbiamo smesso di sognare queste cose?

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

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