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Mio figlio ruba, cosa posso fare?

Shutterstock-ShoreTie
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Una cosa è farlo a 4-5 anni, un’altra è farlo a 12-13

Un figlio che apre il portafogli e prende denaro senza permesso è una delle esperienze più sgradevoli che possano accadere a un genitore. Come fa quel piccolo innocente che gioca e sorride ad essere capace di fare una cosa del genere? La tentazione di ricorrere alla punizione fulminante è più che comprensibile, soprattutto temendo che se non viene corretto in tempo da adulto il figlio potrà sentire il peso – assai meno affettuoso – della Giustizia.

Altri genitori si frustrano pensando di aver fallito, o si incolpano ritenendo che il figlio li inganni perché non si sente amato o non ha la fiducia necessaria per esprimere le proprie necessità. Non è raro che questo rappresenti un motivo di scontro tra i genitori, nel tentativo di identificare quale dei due sia il “colpevole” che dà “il cattivo esempio”.

In questa situazione, il primo passo è mantenere la calma

Il fatto che un bambino o un adolescente rubi ai genitori è una cosa che durante lo sviluppo evolutivo può accadere per vari motivi. Un bambino sta evolvendo anche sul piano morale e attraversa tappe distinte, in cui aumenta la sua capacità di ragionare e di rispondere della propria condotta. Non si può criminalizzare un bambino di 4 anni che prende qualcosa che non gli appartiene, né lo si può paragonare a un adolescente che deruba i genitori in segno di ribellione.

La psicologia evolutiva dimostra che più o meno fino ai sei anni – anche in base al bambino, al carattere e alla maturità – non c’è ancora una consapevolezza molto chiara della morale personale. In questa tappa si imitano dei comportamenti, cercando l’adattamento all’ambiente e copiando il modo di fare altrui. Dai sette anni, in generale, c’è uno sviluppo cognitivo sufficiente che permette una maggiore consapevolezza dei propri atti e del valore e delle implicazioni morali di quello che si fa.

Non condannare il bambino

Proprio comprendendo questa gradualità nell’educazione morale, è molto importante non qualificare mai il bambino a livello morale, soprattutto se è piccolo. Non bisogna mai chiamarlo “ladro”, ma piuttosto stimolarlo a migliorare il proprio comportamento e ad essere una persona sempre migliore.

La cosa più importante è sempre l’educazione preventiva, ovvero bisogna educare ai valori del rispetto e della sincerità per avere le motivazioni interne necessarie a evitare questo tipo di comportamenti, e soprattutto per sentirsi più motivati a distinguersi per un buon comportamento che per stili di vita negativi.

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