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Come vestirsi se si deve incontrare il papa

VISITA PAPA
Shutterstock
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Seguire il protocollo è sempre un modo per mostrare rispetto, ed è un segno di carità

La maggior parte delle persone può solo sognare di incontrare il papa faccia a faccia, ma se quel sogno dovesse realizzarsi ecco qualcsa di cui tener conto: c’è un dress code, un codice di abbigliamento.

Questo codice si applica in particolare ai Capi di Stato, e ci sono delle differenze tra le visite di Stato formali e gli incontri informali.

Per le donne: spalle e décolleté dovrebbero essere coperti; vestiti e gonne non dovrebbero arrivare sopra il ginocchio; le scarpe dovrebbero avere la punta chiusa; è raccomandato un velo nero; i gioielli dovrebbero essere discreti.

Si raccomanda che le donne vestano di nero, ma ce ne sono alcune che hanno il privilège du blanc (privilegio del bianco), ovvero donne a cui per via del loro ruolo e del loro status è permesso di indossare il bianco.

Questo privilegio è riservato alle regine dei Paesi cattolici, e in alcuni casi alla moglie del Capo di Stato di un Paese cattolico.

Negli ultimi decenni il protocollo vaticano si è in qualche modo allentato per gli uomini. In precedenza ci si aspettava una giacca con le code, ma negli ultimi anni è diventato accettabile qualsiasi abito scuro con una cravatta dai colori sobri.

È anche accettabile incontrare il papa indossando gli abiti tradizionali del Paese d’origine della persona che gli fa visita.

Prima di parlare con il papa bisognerebbe inchinarsi, accogliendo la sua mano di modo da poter baciare l’anello, simbolo della sua autorità come Successore di Pietro. I non credenti, anziché baciare l’anello, possono mostrargli il rispetto dovuto a qualsiasi Capo di Stato, stringendogli la mano. Il pontefice non dovrebbe essere salutato con un bacio sulla guancia, anche se è un saluto abituale della terra d’origine del visitatore (o del papa!)

Al papa bisognerebbe rivolgersi dicendo “Sua Santità”.

È anche utile sapere come rivolgersi correttamente ad altri che potrebbero accompagnare il papa.

I cardinali si distinguono dalla berretta rossa, e ci si dovrebbe rivolgere a loro dicendo “Sua Eminenza”. In base al protocollo, i cardinali che accompagnano il papa si posizionano con i cardinali da più tempo in servizio più vicini al Santo Padre.

Ai vescovi, invece, bisogna rivolgersi dicendo “Sua Eccellenza”.

Naturalmente questi codici e il protocollo cambiano con il tempo, o anche con la personalità di chi siede sulla Cattedra di Pietro.

Papa Francesco, ad esempio, è abituato a indossare scarpe nere ed è noto per le sue vigorose strette di mano anziché per il fatto di tendere la mano per il bacio dell’anello. Da bravo argentino, è anche abituato a salutare con un bacio, soprattutto quando incontra anziani, malati o persone a lui vicine. Spesso si riferisce a se stesso nelle omelie o nelle sessioni informali di domande e risposte semplicemente come a “padre”, come qualsiasi altro sacerdote.

Il privilège du blanc al giorno d’oggi è più complicato che in passato. Anche se in origine era inteso come una dimostrazione di gratitudine per la fedeltà alla Chiesa da parte di un Paese, oggi le monarchie sono poco collegate alle confessioni religiose, e molti governanti di Paesi tradizionalmente cattolici non sono più tali.

E allora sì, le regole possono cambiare, ma il protocollo e il dress code sono un’indicazione delle maniere, della cortesia e del rispetto di una persona – e tutto questo è legato alla carità, che come Cristo non svanirà mai.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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