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Papa Francesco e Donald Trump d’accordo… per fare la pace

Alessandra Tarantino | POOL | AFP
Pope Francis (R) meets with US President Donald Trump during a private audience at the Vatican on May 24, 2017. US President Donald Trump met Pope Francis at the Vatican today in a keenly-anticipated first face-to-face encounter between two world leaders who have clashed repeatedly on several issues. / AFP PHOTO / POOL / Alessandra Tarantino
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Un Donald Trump visibilmente impressionato, nell’occasione della sua prima visita in Vaticano, ha dichiarato la sua intenzione di lavorare per la pace

Nelle foto ufficiali, la differenza di stazza tra i due uomini è evidente. Non è però sicuro che il presidente – che ricorda un giocatore di football americano – abbia dominato l’incontro (di trenta minuti) che ha avuto con lui il capo della Chiesa cattolica.

Anzitutto c’è il protocollo, plurisecolare e immutabile. Giunto nel cortile di San Damaso con la sua Chevrolet blindata, il presidente americano è stato accolto da guardie svizzere in alta uniforme – assieme alla moglie Melania, alla figlia Ivanka e al genero Jared, consigliere speciale del presidente – sotto al portico del palazzo apostolico, prima di essere scortato dai gentiluomini pontifici fino al secondo piano, sotto i magnifici affreschi rinascimentali che esaltano la gloria divina.

Poi viene l’attenzione al dettaglio. Sulla soglia della porta della Biblioteca, Papa Francesco si è concesso il lusso di far attendere qualche secondo il presidente della prima potenza mondiale. Al momento di salutarsi, i due uomini sembrano tesi, il Papa abbassa gli occhi, serio e poco sorridente, e Donald Trump espone un sorriso smagliante, ma di facciata.

Ciononostante, sedendosi a tavolino, in Biblioteca, prima dell’uscita dei giornalisti, il presidente rompe il ghiaccio con una parola di ringraziamento al Papa che gli fa – dice Trump – un “onore grandissimo”.

Bisognerà attendere la fine dell’incontro privato perché il clima si riscaldi sensibilmente. Una particolarità del rituale in vigore nello Stato del Vaticano: le famiglie non sono escluse dagli incontri, anzi vengono presentate ufficialmente. La cosa torna qualche volta utile, come è stato oggi per Melania Trump, il capo velato di nero, che ha colto l’occasione per far benedire un rosario dal Papa.

È durante lo scambio dei regali che l’ascendente del Sommo Pontefice è apparso più evidentemente. Offrendo al presidente Trump una medaglia raffigurante un albero d’ulivo, “simbolo di pace”, il Pontefice ha insistito sulla necessità della pace, raccogliendo in risposta l’assenso di Trump. Il quale addirittura dirà, prima di partire: «Non dimenticherò quello che mi ha detto».

Ormai a suo agio, Papa Francesco si sarebbe infine tolto lo sfizio di darne segno con un ultimo motto arguto, domandando a Melania Trump se nutra il suo gigantesco marito con la putizza, specialità slovena (Paese d’origine della first lady) che il Papa apprezza particolarmente.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

Più tardi la First Lady degli Stati Uniti, Melania Trump, ha deciso di visitare l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù mentre il marito era impegnato negli altri incontri istituzionali. Melania è arrivata al Gianicolo poco prima delle ore 11. Ad accoglierla, davanti al piazzale antistante il Pronto Soccorso del Dipartimento di Emergenza e Accettazione, la presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù Mariella Enoc, il direttore sanitario Massimiliano Raponi, il direttore scientifico Bruno Dallapiccola, il coordinatore generale dell’Ospedale Ruggero Parrotto. Due bambini hanno consegnato alla signora Trump un bouquet di fiori come benvenuto che la First Lady ha depositato ai piedi della statua della Madonna antistante il Pronto Soccorso.

La First Lady ha percorso quindi il viale interno dell’Ospedale passando accanto ai padiglioni dedicati ai Pontefici Pio XII e Giovanni Paolo II. Davanti al Dipartimento Medico Chirurgico di Cardiologia Pediatrica, Lady Trump ha preso l’ingresso dellaTerapia Intensiva Cardiochirugica, dove sono ricoverati bambini – anche piccolissimi – sottoposti a interventi cardiochirurgici, trapianti di cuore e impianti di cuore artificiale.

A seguire, l’incontro nella ludoteca dell’Ospedale con 15 bambini e ragazzi di nove nazionalità diverse: italiana, africana, filippina, irachena, libanese, macedone, marocchina, nepalese, ucraina. Sulle pareti, accanto alla foto di Papa Francesco, un disegno rappresenta la Terra circondata da bambini di ogni etnia, con la scritta: Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me (Mc 9, 37). Un altro grande pannello contiene la scritta “Vite che aiutano la vita” tradotta in tutte le lingue del mondo.

La First Lady si è intrattenuta a giocare e disegnare con i giovani pazienti, tra i 5 e i 16 anni, che alla fine le hanno portato in dono un libro fotografico che racconta la realtà dell’Ospedale, intitolato significativamente “Vite Coraggiose”; una statua in legno raffigurante una Madonna proveniente dal Centrafrica e realizzata da un artigiano di Bangui, dove il Bambino Gesù ha preso in carico la ristrutturazione dell’Ospedale pediatrico; un disegno realizzato dai pazienti con la scritta in inglese: Tutti i bambini del mondo sono uguali.

Prima di salutarli, la signora Trump ha lasciato un messaggio scritto sul libro dei saluti della ludoteca: “Great visiting you! Stay strong & positive! Much love, Melania Trump”.

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