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Pensieri e aneddoti per conoscere il nuovo presidente della Cei

GUALTIERO BASSETTI
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Il cardinale Gualtiero Bassetti è il successore di Angelo Bagnasco a Via Aurelia. Un uomo versatile e un pastore attento a molte spiritualità. Ne parla con noi anche la donna che il presule “maltrattò” il giorno della nomina cardinalizia

La maglia rosa non ce l’ha più dal 22 febbraio 2014, Gualtiero Bassetti: in quella data Papa Francesco glie ne assegnò una nuova – di un fiammante rosso porpora. Il giro d’Italia, però, lo aspetta ora più che mai, visto che stamattina è stata annunciata la sua nomina a nuovo Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. E dire che suo padre – il porporato l’ha più volte ripetuto – lo avrebbe visto bene come meccanico di biciclette!

La maglia rossa

Già quel cardinalato era parso “strano” a molti commentatori: anzitutto perché ricevuto ben oltre la soglia dei 70 anni; poi perché conferito a un vescovo di una diocesi nella cui storia la porpora romana non ha un posto costante (per quanto l’ultimo ad averla ricevuta prima di lui l’abbia poi dismessa per il bianco…). «Forse il Papa – commentava allora il vescovo – ha voluto sottolineare il valore di essere pastori piuttosto che la storia di una sede». E tuttavia la berretta non l’aveva mai presa per un mero distintivo onorifico, Bassetti, foss’anche pastorale:

Sono un figlio spirituale del cardinale Elia Dalla Costa, che ha guidato la Chiesa di Firenze fino al 1961 – aveva spiegato Bassetti –: il cardinalato avvicina al Papa perché si possa servire con più disponibilità la Chiesa. Faccio mia quell’intuizione.

Niente da fare: il suo non sarebbe stato un cardinalato onorifico, e doveva esserne in qualche modo presago quando commentò la nomina dicendo tra sé e sé: «Mi toccherà pedalare parecchio».

Il giro d’Italia

Questa mattina la prima dichiarazione del successore del cardinal Bagnasco raccoglieva i sentimenti di umiltà e gratitudine nei confronti dei confratelli vescovi in Italia:

Intendo lavorare insieme con tutti i vescovi, grato per la fiducia che mi hanno assicurato. Il Papa ci ha raccomandato di condividere tempo, ascolto, creatività e consolazione. È quello che cercheremo di fare insieme. «Vivete la collegialità», ci ha detto, «camminate insieme»: è questa la cifra che ci permette di interpretare la realtà con gli occhi e il cuore di Dio. Mi incoraggiano le parole del cardinale Bagnasco, a cui mi sento legato da sincera amicizia, quando ha augurato al nuovo presidente di “essere sé stesso”. E questo è quello che io desidero nel profondo del mio cuore.

Domani dunque il neo-eletto presiederà la conferenza stampa di chiusura della Conferenza episcopale:

Non ho programmi preconfezionati da offrire – ha detto oggi a caldo –. Nella mia vita sono sempre stato improvvisatore.

Una cosa che l’osservatore deve sicuramente annotare con positività è che da un lato il Papa ha scelto il membro più votato all’interno della terna proposta; dall’altro i vescovi si sono istintivamente diretti sul nome di Bassetti. È vero che possono essere molte le ragioni per cui l’afflato collegiale si è riversato sul vescovo di Perugia, ma se ci atteniamo all’incontrovertibile ci restano in mano due cose belle:

  1. da un lato è “un pastore con l’odore delle pecore”, e questo gli altri pastori lo percepiscono benissimo;
  2. dall’altro è nomina sicuramente gradita al Papa, che l’aveva additato con quell’insolita berretta;

e nel momento in cui si sceglie qualcuno per un ufficio così delicato anche queste considerazioni non vanno trascurate. Questa è stata infatti la prima volta che la Cei procedeva alla nomina del proprio presidente proponendo al Santo Padre una terna di nomi: fino a ieri – ed era questa un’eccezione della sola conferenza italiana – la nomina era operata direttamente dal Pontefice Romano.

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