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5 modalità di pettegolezzo: l’uso sbagliato della parola

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Parlare alla leggera degli altri può provocare grandi danni che neanche immaginiamo

Una delle “categorie” di peccato che in genere minimizziamo più spesso è quella dei peccati della lingua o della parola. Forse, però, il modo più comune di peccare è proprio il cattivo uso della parola. Quasi senza pensare, ci convolgiamo con grande facilità in pettegolezzi, bugie, esagerazioni, attacchi velenosi e osservazioni prive di carità.

Con la lingua possiamo diffondere l’odio, incitare gli altri alla paura e alla malizia, diffondere disinformazione, promuovere la tentazione, scoraggiare, insegnare l’errore e rovinare reputazioni. È indubbio che possiamo provocare gravi danni con il dono della parola, con il quale potremmo fare un gran bene.

Possiamo provocare danni anche per omissione, visto che spesso restiamo in silenzio quando dovremmo invece parlare; non correggiamo gli errori del prossimo quando dovremmo affrontarli con la dovuta discrezione e gentilezza.

Nella nostra epoca, il trionfo del male è ampiamente sostenuto dal silenzio dei buoni – anche dal nostro silenzio come popolo cristiano. I profeti devono annunciare la Parola di Dio, ma noi spesso incarniamo quello che ha detto Isaia al capitolo 56, versetto 10: “I suoi guardiani sono tutti ciechi, non si accorgono di nulla. Sono tutti cani muti, incapaci di abbaiare; sonnecchiano accovacciati, amano appisolarsi”.

Diceva bene San Giacomo: “Se uno non manca nel parlare, è un uomo perfetto” (Giacomo 3, 2). È vero che non tutti i peccati di parola sono gravi o mortali, ma possiamo infliggere grandi mali con la lingua. Per questo i peccati di lingua possono diventare gravi e mortali. Gesù ci mette in guardia: nel giorno del giudizio, gli uomini dovranno rendere conto di ogni parola oziosa che hanno pronunciato (cfr. Mt 12, 36).

Concentriamoci quindi sull’aspetto del peccato della parola che in genere chiamiamo “pettegolezzo”.

In una definizione generale, questo termine si può applicare a commenti volgari sulla vita altrui, ancor più quando viene considerata specificatamente un peccato. Il pettegolezzo consiste nel parlare di qualcuno in modo ingiusto, mediante la menzogna e la diffusione di questioni personali o private che non si riferiscono a nessuno se non alla vittima stessa del pettegolezzo.

In genere il pettegolezzo implica conversazioni inappropriate e senza carità su persone che non sono presenti. Quasi sempre, inoltre, aggiunge errori e variazioni alle informazioni che si trasmettono.

San Tommaso d’Aquino include il pettegolezzo nel suo trattato sulla giustizia (II, IIae 72-76) nella Summa Theologiae, visto che attraverso il pettegolezzo pregiudichiamo la reputazione altrui. Il Catechismo della Chiesa Cattolica include i pettegolezzi come materia dell’ottavo comandamento, “Non dire falsa testimonianza”.

In base alle varie forme di ingiustizia nel parlare identificate da San Tommaso possiamo menzionare varie modalità di peccati della lingua:

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