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Il papa nomina cardinale un vescovo ausiliare, perché?

YURI CORTEZ / AFP
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Papa Francesco sorprende creando cardinale monsignor Gregorio Rosa Chávez

Il papa ha sorpreso con l’annuncio della designazione di un vescovo ausiliare al Collegio Cardinalizio. Si tratta del vescovo ausiliare di San Salvador (El Salvador), monsignor Gregorio Rosa Chávez, 74 anni, che dopo un servizio come vescovo ausiliare di San Salvador per più di 30 anni sarà il primo caridnale salvadoregno della storia.

Tecnicamente i cardinali non devono neanche essere vescovi, basta che siano sacerdoti, ma in generale se i sacerdoti vengono designati cardinali senza essere stati prima elevati alla dignità episcopale avviene dopo che hanno compiuto 80 anni.

In ogni caso, siamo abituati a che le designazioni riguardino i vescovi titolari delle diocesi o gli emeriti in segno di riconoscimento del loro operato e per contare fino all’ultimo dei loro giorni sulla loro espereinza come consiglieri nel governo della Chiesa.

È forse un affronto per l’arcivescovo di San Salvador, monsignor José Luis Escobar Alas? Le decisioni della Chiesa non si possono intendere in base a una logica politica, ha detto papa Francesco qualche ora dopo la sua elezione a Sommo Pontefice in un incontro con la stampa. Non si tratta, quindi, di un’offesa né nei confronti di monsignor Escobar né di monsignor Sáenz Lacalle, vescovo emerito di San Salvador.

Si tratta innanzitutto di un riconoscimento nei confronti di una persona e di quello che questa può offrire alla Chiesa come membro del Collegio Cardinalizio accompagnando il papa attuale ed eventualmente i successivi.

Oltre a servire come vescovo ausiliare per più di 30 anni nella Chiesa salvadoregna, monsignor Gregorio Rosa Chávez è stato rettore del seminario quando il beato Óscar Romero guidava la diocesi di San Salvador. Il beato Romero lo apprezzava moltissimo, al punto da definirlo nel suo diario personale “amico da tanto tempo”. In quelle pagine si legge che padre Rosa lo accompagnava nella redazione dei documenti, nell’organizzazione dei viaggi e nella stesura delle omelie.

 

Nel 1982, quando monsignor Romero era già morto, è stato designato vescovo ausiliare di San Salvador. Da allora ha accompagnato tre arcivescovi nella guida pastorale della diocesi, e ha anche presieduto la Caritas dell’America Latina.

Monsignor Rosa si esprime di solito in termini molto simili a quelli che usa il papa a favore dei poveri e dei bisognosi, è assai duro al momento di segnalare mali come la droga e il loro effetto sulle famiglie e lavora da vicino con i giovani in un Paese in cui le gang giovanili hanno grande potere.

Contare nel Collegio Cardinalizio su qualcuno che ha alle spalle tanti anni di servizio alla Chiesa e che ha conosciuto da vicino uno dei vescovi martiri del XX secolo sarà estremamente utile non solo al Santo Padre, ma anche al futuro pontefice e ai vari membri del Collegio. Non c’è niente di strano nella designazione di un nuovo membro per un Collegio Cardinalizio sempre più ricco in termini di provenienza ed esperienza pastorale.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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