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La Cripta del peccato originale

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La Cappella Sistina delle chiese scavate nella roccia…

Quando intorno al IX secolo dei monaci benedettini giunsero al sentiero di Pietrapenta, nei pressi della città meridionale di Matera (soprannominata la città sotterranea), decisero di insediarsi nelle abbondanti grotte situate sul pendio di un burrone roccioso, localmente conosciuto come La Gravina, già abitata nelle epoche paleolitiche e neolitiche. Una di quelle grotte è ora conosciuta come “La Cripta del peccato originale“, ed è considerata come la Cappella Sistina delle chiese scavate nella roccia.


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La cripta in quanto tale è stata quasi dimenticata e trascurata per secoli, ed è stata anche usata come rifugio per pastori, i quali si riferivano a essa (secondo un articolo pubblicato da Atlas Obscura) come “la grotta dei 100 santi” a causa del numero di dipinti che coprono le sue pareti. Qui si può “leggere” la storia biblica della creazione, ma vi si possono anche apprezzare le immagini degli apostoli Pietro, Andrea e Giovanni; Gli Arcangeli Michele, Raffaele e Gabriele; e un’immagine della Madonna. Uno degli affreschi, raffigurante Adamo ed Eva con il serpente attorno all’albero, dà alla cripta il suo nome.


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Oggi la cripta è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Godetevi la fotogallery qui sotto (un ringraziamento a visitmatera.it per le straordinarie foto)!

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archeologiaartestoria
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