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Come sta il tuo bambino interiore? Abbraccialo e riconciliati con lui

Philippe Put-CC

Luz Ivonne Ream - pubblicato il 17/05/17

Se il nostro bambino interiore è ferito, la nostra parte adulta non si svilupperà in modo sano

L’infanzia è una fase cruciale per lo sviluppo della nostra personalità. È il periodo in cui tutto ciò che acquisiamo definirà chi saremo. Ci aiuterà cioè nel nostro sviluppo generale come persone, tenendo conto che mente, corpo e spirito saranno sempre perfettamente uniti tra loro.

Durante l’infanzia impariamo ad avere idee chiare, in modo da poter discutere – e non solo ad avere opinioni – sul mondo, sull’uomo, sulla vita. Impariamo a distinguere il bene dal male, basandoci su valori che ci permettono di formare giudizi e quindi di comportarci in base ad essi.

È la fase in cui i nostri genitori sono i nostri eroi, i modelli da seguire, le figure che ci danno sicurezza e che ci fanno sentire amati e apprezzati (anche se, purtroppo, a volte accade il contrario). Osserviamo i loro atteggiamenti e i loro comportamenti, i quali avranno un forte impatto nelle nostre emozioni, nella nostra percezione della vita, dell’amore, del perdono, ecc. Tutte queste sensazioni – di amore o di rifiuto; di paura o di fiducia in se stessi, ecc, – rimarranno impresse nella nostra memoria.

Un’infanzia sana è quindi essenziale per il nostro sviluppo ottimale verso l’età adulta. Tuttavia, sappiamo che la maggior parte delle persone non ha avuto un’infanzia del genere.

Il bambino interiore è esattamente questo, quell’insieme di credenze – buone e meno buone – che ci sono stati instillate durante i nostri primi anni di vita (sin dal grembo materno), di idee che abbiamo assorbito, che sono rimaste impresse nella nostra memoria e che oggi ci rendono ciò che siamo e che ci fanno comportare in un certo modo.

Quindi, se il nostro bambino interiore è ferito, la nostra parte adulta non si svilupperà in modo sano. Per farla breve, nell’età adulta ci trasciniamo il senso di abbandono e le ferite emotive ricevute durante l’infanzia, fino al momento in cui le riconosciamo e facciamo un percorso di guarigione interiore.

È importante considerare che, se vogliamo davvero guarire il nostro bambino interiore, non dovremmo cercare colpevoli o accusare i nostri genitori di essere i principali responsabili del fatto che noi siamo in un certo modo. Al contrario, è necessario mostrare loro gratitudine se vogliamo veramente guarire.




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Dobbiamo dire, con consapevolezza e dal cuore: “Grazie papà, grazie mamma per tutto quello che mi avete dato, e anche per quello che non mi avete dato: ora, da adulto, mi impegno a ottenerlo”. Sai perché? Perché, alla fine, anche loro sono stati un prodotto della propria storia, e ci hanno dato quello che avevano loro stessi, né più né meno. Siamo convinti che, se avessero saputo agire diversamente per mostrarci il loro amore incondizionato, lo avrebbero fatto.

Questo non vuol dire che li giustifichiamo, ma che stiamo diventando consapevoli di ciò che sentiamo, riconoscendo i nostri sentimenti e affrontandoli per guarire interiormente. Oggi siamo adulti e, quindi, responsabili di cercare e trovare soluzioni, di sbarazzarci di modi di pensare e comportamenti che ci impediscono di crescere come persone integre.

Essere sempre bambini… essere sani interiormente, liberi da qualsiasi attaccamento e rancore, proprio come loro. Si dice nelle Sacre Scritture che per entrare nel regno dei cieli bisogna essere come bambini, e vivere come tali. E può esserci qualcosa di più reale e sincero dell’innocenza che viene dall’anima di un bambino, dal suo cuore puro? È meravigliosa la semplicità con cui vivono, non si complicano la vita come gli adulti. La loro capacità di perdonare è impressionante, da imitare. Se tutti vedessimo il mondo attraverso i loro occhi, sarebbe un posto migliore in cui vivere.

La grande ironia è che molti bambini vogliono crescere rapidamente e diventare adulti, e coloro che ora sono adulti desiderano tornare bambini. E sai una cosa? Possiamo tornare ad essere bambini, da un punto di vista spirituale.

Ad esempio, ricordi che quando da bambino cadevi, correvi tra le braccia della mamma per trovare consolazione, perché eri certo che lei avrebbe potuto fare qualcosa per farti stare meglio? Cercavi con fiducia il suo abbraccio, e anche soltanto le sue carezze e la sua voce ti tranquillizzavano. Nelle braccia dei genitori c’è qualcosa di speciale che nessun altro può dare. Quindi, bisogna tornare bambini e lasciarsi andare tra le braccia del nostro amorevole Padre – Dio – sicuri del fatto che Lui avrà sempre la capacità di salvarci da qualsiasi caduta nella vita e di guarirci, a prescindere da quanto malandata e profonda sia la nostra ferita.

Dobbiamo tornare bambini! A te piacerebbe farlo? Penso che molte persone abbiano un bambino interiore molto sveglio. Soprattutto coloro che non prendono le cose troppo sul serio e che cercano di vedere la vita attraverso gli occhi di un bambino, come se fosse una grande avventura, imparando ad apprezzare le cose più semplici. Per queste persone è molto importante mantenere il cuore infantile, il più puro e semplice possibile, in modo da poter percepire tutto l’amore che Dio ha in serbo per loro.

Certo, spesso non si riesce a mantenere questo approccio alla vita, e quando emergono la paura e la frustrazione il bambino interiore si spaventa, e l’adulto gli parla e lo rassicura: “Sii calmo piccolo, adesso io – l’adulto – mi prenderò cura di te. E Dio si prenderà cura di entrambi. Non c’è nulla da temere, siamo al sicuro“.

Rifletti adesso: se in questo momento tu avessi davanti agli occhi il tuo riflesso – cioè te stesso – ma più piccolo, un bambino, cosa pensi ti direbbe?




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Sarebbe felice o deluso nel vedere ciò che ne hai fatto? Ti ringrazierebbe per il meraviglioso adulto che sei, responsabile, virtuoso, amorevole, fedele alla tua vocazione e fedele ai tuoi valori. Ti darebbe un grande abbraccio e ti direbbe all’orecchio: “Grazie per avermi salvato e per avermi fatto diventare un adulto sano e maturo”. Oppure si metterebbe le mani ai capelli e ti direbbe con gli occhi lucidi: “Sono molto dispiaciuto ci ciò che sono diventato; perché hai scelto di non salvarmi né guarirmi mai?”

Qualsiasi delle due opzioni, abbracciare il tuo bambino interiore con amore, chiedigli perdono e riconciliati con lui, datti da fare per salvarlo e guarirlo.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

Tags:
feriteguarigione interioreinfanziapsicologia
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