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Il “Blue Whale Challenge”, una pericolosa moda che spinge i giovani al suicidio?

Lucandrea Massaro - pubblicato il 16/05/17

Oppure una notizia un po' gonfiata? In ogni caso vale la pena vigilare

Non sono moltissime le informazioni circa quella che sembra essere una delle nuove tendenze sui social nell’ambito degli adolescenti, cioè il gioco “social” che porta i ragazzi al suicidio. Il nome, Blue Whale, deriva dal fenomeno di spiaggiamento delle grandi balene in giro per il mondo, un fenomeno che apparentemente assomiglia al suicidio per questi grandi cetacei ma che gli etologi non hanno ancora definito in modo concreto. I ragazzi come cetacei dunque, che volontariamente si spiaggiano, cioè si suicidano.




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Una “sfida” che viene dalla Russia

Sebbene il sensazionalismo sia sempre in agguato tra i media, specie alcuni tabloid inglesi o nel web, le autorità sono legittimamente preoccupate dalla morte di circa 150 adolescenti a seguito di comportamenti che sembrano abbastanza standardizzati, se a questo si aggiunge la confessione dell’ideatore, Philipp Budekin un giovane studente 22enne, russo, di psicologia che le autorità avrebbero collegato ad almeno 15 di questi suicidi:

«Ci sono le persone e gli scarti biologici. Io selezionavo gli scarti biologici, quelli più facilmente manipolabili, che avrebbero fatto solo danni a loro stessi e alla società. Li ho spinti al suicidio per purificare la nostra società» – ha spiegato il giovane durante un interrogatorio – «Ho fatto morire quelle adolescenti, ma erano felici di farlo. Per la prima volta avevo dato loro tutto quello che non avevano avuto nelle loro vite: calore, comprensione, importanza» (Messaggero).
Philipp Budeikin

Il programma Le Iene ha fatto una inchiesta che sembra far capire che questa “moda” è arrivata anche in Italia, collegando la morte di un 15enne di Livorno al “gioco”.




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Ma quali sono gli step del gioco?

Il magazine online The Submariner ha ricostruito parzialmente la genesi della macabra sfida e ha tradotto i presunti step del Blue Whale dove i ragazzi che decidono di sottoporsi a questa sfida mortale contattano i cosiddetti “curatori” tramite la rete e attraverso la rete ricevono queste informazioni. Il “challenge” viene monitorato tramite i social e hashtag come #F57. Come abbiamo già detto le “balene” sono coloro che partecipano al challenge:

01. Inciditi “f57” sulla mano usando una lametta, invia la foto al curatore. 02. Svegliati alle 4:20 di mattina, e guarda i video psichedelici, o dell’orrore, che il curatore ti ha inviato. 03. Tagliati il braccio vicino alle vene, ma non troppo in profondità, e solo tre tagli. Invia le foto al curatore. 04. Disegna una balena, invia una foto al curatore. 05. Se sei pronto a diventare una balena, inciditi YES su una gamba. Se no, tagliati tante volte, per punirti. 06. Il curatore ti invia un enigma. 07. Inciditi “f40” sulla mano, invia una foto al curatore 08. Aggiorna il tuo status su VKontakte digitando “#i_am_whale”. 09. Devi superare le tue paure. 10. Svegliati alle 4:20 di mattina e sali su un tetto. (Il piú in alto possibile). 11. Disegna una balena sulla mano, con una lametta, invia una foto al curatore. 12. Guarda video psichedelici e dell’orrore tutto il giorno. 13. Ascolta la musica che “loro” (i curatori) ti mandano. 14. Fatti un taglio sulle labbra. 15. Punzecchiati la mano con un ago tante volte. 16. Provocati dolore finché non vomiti. 17. Vai sul tetto piú alto che trovi, stai sull’orlo per un po’ di tempo. 18. Vai su un ponte, stai sull’orlo. 19. Arrampicati su una gru, o almeno, provaci. 20. Il curatore controlla che tu sia affidabile. 21. Parla con un’altra balena (un altro giocatore, o un curatore) su Skype. 22. Vai su un tetto e siediti sull’orlo con le gambe a penzoloni. 23. Un altro enigma da risolvere. 24. Compito segreto. 25. Incontra un’altra balena di persona. 26. Il curatore ti dice la data della tua morte, e devi accettarla. 27. Svegliati alle 4:20 e vai a stare un po’ su dei binari (vai nella stazione piú vicina che trovi). 28. Non parlare con nessuno per tutto il giorno. 29. Giura di essere davvero una balena. 30–49. Svegliati tutti i giorni alle 4:20 di mattina, guarda video dell’orrore, ascolta solo musica che “loro” ti mandano, fatti un taglio sul corpo al giorno, parla tutti i giorni con un’altra balena. 50. Gettati da un palazzo e ucciditi.

Come è logico è molto difficile capire dove finisce l’abuso e dove inizia l’emulazione:

È difficilissimo, nel mare di informazioni sull’argomento che si possono trovare sul darknet, distinguere tra casi di effettivi gruppi della morte dove “curatori” uccidono persone attraverso abusi psicologici, e semplici casi di emuli, colpiti da effetto Werther.

Non sono ancora chiari tutti i meccanismi, né esattamente come sia nato il gioco, né se Budekin sia effettivamente l’inventore o uno dei curatori o chissà cos’altro, è evidente che i social network con il loro carattere individualizzante e insieme totalizzante possa facilmente inserirsi in situazioni di fragilità. La lista è ciò che “gira” nel web, ma non è detto che sia effettivamente il percorso del challenge. E’ chiaro che questi possono essere dei segnali utili per capire se c’è un pericolo, il modo migliore però è la prevenzione, l’ascolto, la costruzione di reti reali di sostegno alla fragilità adolescenziale, contro il bullismo o la depressione.




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Tags:
social networksuicidio
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