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Per gli adolescenti il sesso è deprimente

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Alcune ricerche sulla salute mentale confermano ciò che molti di noi già sapevano: incoraggiare l'astinenza rimane la soluzione migliore

Chiunque sia adolescente o ricordi gli anni dell’adolescenza sa che si tratta di una fase di grande cambiamento e sviluppo. Sebbene non sia così drammatica e tumultuosa come i media potrebbero ritrarre, non c’è dubbio che questi anni presentino delle sfide significative. A prescindere da come una persona sperimenti la propria adolescenza, possiamo tutti concordare su una cosa: di solito l’obiettivo che si vuole raggiungere è la felicità.

Ma negli adolescenti la ricerca della felicità è spesso legata alle relazioni e al modo in cui vengono gestite le proprie esigenze e tentazioni. Spesso viene fatto credere, soprattutto ai ragazzi, che a sembrare più felici sono coloro che conquistano più ragazze e che hanno rapporti sessuali. Questo aspetto viene associato alla popolarità, anche se per le adolescenti esiste una linea sottile tra quest’ultima e l’essere considerate “ragazze facili“.

Numerose ricerche hanno indicato che gli adolescenti più felici sono quelli che praticano l’astinenza. Al di là degli effetti negativi di gravidanze inaspettate e malattie sessualmente trasmissibili, i risultati mostrano che gli adolescenti attivi sessualmente sono a maggior rischio di depressione, di suicidio e di assumere droghe. È dimostrato che, nelle femmine, un ritardo nell’avere rapporti sessuali è associato a tassi più elevati di conseguimento del diploma e iscrizione all’università (tenendo conto anche della famiglia, della personalità e della questione della gravidanza). Un sondaggio del 2012 ha indicato che oltre due terzi delle ragazze adolescenti e oltre metà dei ragazzi adolescenti che hanno fatto sesso, vorrebbero aver saputo aspettare più a lungo. E il 78% dei ragazzi (dai 12 ai 14 anni) sessualmente attivi ha espresso rammarico per questa decisione. È interessante notare che l’84 per cento degli adolescenti ha creduto, a torto, che la maggior parte dei propri coetanei facesse sesso (i Centri per le malattie trasmissibili contattati per la ricerca hanno indicato che il 41 per cento dei liceali in questione ha avuto dei rapporti sessuali).

Gli adolescenti non sono preparati al sesso

Allora perché gli adolescenti sessualmente attivi non sono felici come i loro coetanei che praticano l’astinenza? Tanto per cominciare, durante il sesso sono coinvolti degli agenti fisiologici – come la dopamina e l’ossitocina – che sembrano unire gli adolescenti attraverso sensazioni di eccitazione e di intimità. Anche dopo il rapporto sessuale, sembra che venga rilasciata ossitocina per aumentare l’attrazione tra i partner rispetto ad altri individui. Negli adolescenti sessualmente attivi questo può portare a un vero e proprio conflitto fisiologico: se da una parte si sentono biologicamente travolti dalla realtà della loro connessione fisica, nello stesso tempo il loro cervello sta ancora sviluppando abilità quali il controllo degli impulsi, la regolazione emotiva e il pensiero consequenziale.

Immaginate quindi quanto possa essere confusa la decisione di frequentare una persona o interrompere il rapporto con essa, soprattutto se gli adolescenti sono coinvolti in un rapporto in cui si sentono fisicamente e/o emotivamente maltrattati. Tutto questo fa scaturire un fiume di sentimenti contrastanti e confusi, che possono portare alla depressione e all’ansia. E non ho neanche menzionato la preoccupazione di restare incinte o di contrarre una malattia sessualmente trasmissibile. In poche parole, gli adolescenti sembrano non essere in grado di gestire la complessità del sesso.

Il fattore sociale

Ma al di là delle implicazioni fisiche e psicologiche del sesso tra adolescenti, a sembrare particolarmente grandi sono le preoccupazioni di tipo sociale. Quando gli adolescenti fanno sesso (in particolar modo le ragazze) si aprono ad ogni sorta di imbarazzo sociale. Non solo è molto probabile che diventino oggetto di conversazioni (dal vivo o online) che potrebbero divulgare i dettagli di questa attività personale, ma vivono nella paura di cosa potrebbe accadere se dovessero lasciarsi col partner. Parlando con diverse adolescenti, mi è stata descritta la sensazione di trovarsi in una festa in cui la maggior parte dei presenti fosse al corrente della loro storia sessuale. Queste ragazze hanno confermato che la sensazione di essere marchiate per aver fatto qualcosa le faceva vivere nella paura.

Ma neanche i ragazzi non sono immuni dai “problemi di cuore”. Dato che per i maschi la capacità sessuale è spesso motivo di vanto, tendono a vivere nella paura che vengano diffuse storie sulla propria inadeguatezza sessuale. E sebbene gli adolescenti possano essere riluttanti ad ammettere di essere casti per paura di essere presi in giro, per loro è più facile dire di non fare sesso perché non vogliono mettere incinta una ragazza o contrarre malattie (tra gli altri motivi) piuttosto che gestire la paura di voci su “flop sessuali” di ogni genere.

Sono passati quasi 20 anni da quando mi sono diplomato, ma ricordo ancora oggi l’imbarazzo negli spogliatoi e nei corridoi quando spuntava il tema dell’attività sessuale. Ricordo di aver fatto fatica a rispondere ai commenti che, quando si parlava di sesso, ritraevano me e alcuni dei miei amici come dei moralisti.

La paura del “peccato” non basta

Dal sondaggio che ho citato prima sono emersi altri due risultati interessanti. Adolescenti di ogni età hanno detto che erano i genitori – e non gli amici – ad avere una maggiore influenza sulle loro decisioni in merito al sesso; gli adolescenti che si sentono vicini ai propri genitori hanno maggiori probabilità di aspettare prima di fare sesso. Quasi il 90 per cento degli adolescenti si è inoltre detto d’accordo con la seguente dichiarazione: “Sarebbe molto più facile rimandare la propria attività sessuale, ed evitare gravidanze, se con i genitori si parlasse più apertamente e onestamente su questi argomenti“.

Ho alcune idee su come noi genitori possiamo parlare di questo argomento con i nostri adolescenti (e preadolescenti). Non basta dire soltanto che è peccato, che la ragazza potrebbe rimanere incinta o che c’è la possibilità di contrarre delle malattie. Dobbiamo introdurre la prospettiva dell’integrità, e parlare loro di tutti i diversi aspetti coinvolti – fisico, psicologico, sociale e spirituale – che sia in merito all’aumento della possibilità di cadere in depressione/ansia o alla probabilità di entrare in un vortice di pettegolezzi. Dobbiamo infine presentare, insieme agli aspetti negativi, anche quelli positivi: dobbiamo renderli consapevoli che il sesso nel contesto di un matrimonio amorevole rappresenta l’altro lato delle preoccupazioni adolescenziali, e che vale davvero la pena aspettare per esso.

E per tutti voi adolescenti che vogliono essere felici e ridurre il dolore, sappiate che l’astensione è un ottimo modo per farlo.

[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]

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