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La leggenda della conchiglia del Cammino di Santiago

Gena Meledrez/Shutterstock

Gaudium Press - pubblicato il 08/05/17

Da dove deriva questo simbolo? Qual è la sua origine?

Con Gerusalemme e Roma, Santiago de Compostela è uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti della cristianità. Ogni anno, migliaia di pellegrini – più di 200.000 – percorrono le diverse rotte giacobee che in Spagna, e anche dalla Francia, arrivano alla cattedrale compostelana, nella quale si trova la tomba di San Giacomo Apostolo.

Uno dei simboli più diffusi di questo antico pellegrinaggio è la conchiglia – vieira – del pellegrino, la cui origine è legata a una tradizione che rimanda all’inizio stesso del cammino giacobeo.

Quando l’imbarcazione che portava il cadavere del fedele seguace di Gesù giunse all’altezza delle isole Cíes, alla foce del fiume Vigo e di fronte alle coste della Galizia, i discepoli di San Giacomo notarono che sulla riva del mare si stava celebrando un matrimonio in cui si svolgeva un gioco particolare, che consisteva nel montare a cavallo mentre il cavaliere lanciava in aria una lancia che doveva raccogliere prima che cadesse al suolo. Si dice che quando il corpo dell’apostolo Giacomo venne trasferito da Gerusalemme in Galizia su una barca dai discepoli che lo avevano accompagnato nel suo compito di evangelizzazione dell’Hispania accadde un fatto miracoloso ma anche carico di umorismo.

Arrivò il turno dello sposo di giocare, e questi tirò la lancia in aria e cavalcò come meglio poteva per raggiungerla, ma questa deviò verso il mare. Il giovane corse per raggiungerla tuffandosi col cavallo in acqua. Per lo stupore di tutti, lo sposo, il cavallo e la lancia sprofondarono nell’acqua, ma all’improvviso riapparvero accanto a un’imbarcazione che si avvicinava alla riva. Era la barca che portava i resti mortali dell’apostolo Giacomo.




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Il tocco di umorismo della storia si verificò quando lo sposo andò a salutare coloro che stavano sulla barca, perché era coperto dalla testa ai piedi di conchiglie di capasanta. I discepoli dell’apostolo interpretarono il fatto come un miracolo e invitarono lo sposo a salire sull’imbarcazione. Mentre arrivavano a riva parlarono dell’accaduto, e fu allora che accadde il vero miracolo: il giovane decise di convertirsi al cristianesimo.

Tornato a terra, il ragazzo raccontò l’accaduto agli invitati, che avevano assistito dalla riva. Anche molti di loro decisero di convertirsi al cristianesimo. L’imbarcazione proseguì la sua rotta verso nord alla volta della Ría de Aurosa, dove sbarcarono per trasferire il corpo dell’apostolo a Padrón, dove venne sepolto.

Anche il Codice Calllistino – manoscritto illuminato attribuito a Papa Callisto II – parla del grande significato della capasanta e del fatto che i pellegrini la utilizzavano per rendere omaggio all’apostolo. Oggi il simbolo persiste e viene collocato sullo zaino del pellegrino. Col passare degli anni, e per perpetuare questo fatto, si è imposto il costume che ogni pellegrino che partecipava al pellegrinaggio verso la tomba dell’apostolo Giacomo portasse con sé questa conchiglia, creandosi così un simbolo che si è mantenuto nel corso dei secoli e che oggi identifica il Cammino di Santiago.




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Oltre a questo simbolismo, la conchiglia ha un uso pratico, visto che era utilizzata come bicchiere naturale, per cui si suppone il suo uso frequente da parte dei pellegrini per placare la sete nei ruscelli e nel fiume.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
cammino di santiagoleggendapellegrinaggiosimboli
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