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Aiuto! Il mio parroco vuole abbellire la chiesa, e io invece voglio sfamare i poveri!

Andres Leighton

Katrina Fernandez - pubblicato il 08/05/17

Perché non si possono fare entrambe le cose?

Katrina,

nella mia parrocchia il sacerdote ha avviato una campagna di raccolta fondi per restaurare la chiesa. Sta cercando di raccogliere 100.000 dollari per acquistare statue, fare un murale, sistemare i confessionali e aggiungere una balaustra. Sull’altare vuole anche togliere il tappeto e mettere del finto marmo. La mia è una piccola chiesa di paese, e secondo me non ha senso spendere tutti quei soldi quando in zona ci sono persone DAVVERO bisognose. Ci sono molti altri ministeri che potrebbero usare quel denaro. Mi arrabbio ogni volta che il sacerdote tira fuori la storia della raccolta fondi. Vorrei davvero dirgli che spreco sarebbe prima che mandi in bancarotta la parrocchia.

Barbara

—————————————————

Cara Barbara,

vedo che sei molto devota e affezionata alla tua parrocchia. Capisco anche che sei il tipo di persona in grado di riconoscere i ministeri che hanno bisogno di sovvenzioni… e quindi di coordinare la raccolta fondi.

Il che è esattamente quello che ti raccomando di fare. Se ci sono persone in difficoltà economiche o ministeri che aiutano i bisognosi ma mancano di risorse, allora offriti volontaria senza indugio per avviare una campagna di raccolta fondi per loro in coordinamento con la parrocchia.

Vedo anche che il tuo parroco è devoto e affezionato alla sua parrocchia, e che è il tipo di persona in grado di riconoscere una necessità spirituale nella parrocchia e di rispondervi in modo adeguato. Il parroco STA aiutando i bisognosi. Sta affrontando le necessità spirituali della parrocchia che guida. Non è affatto uno spreco. La gente ha bisogno di bellezza per elevare la mente e lo spirito a Dio.




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Ho sentito dire molto spesso che la Chiesa dovrebbe vendere tutti i suoi tesori e le sue opere d’arte per nutrire gli affamati. E poi? Gli affamati verrebbero nutriti oggi, ma domani? E gli affamati del futuro, che non sono affamati solo fisicamente, ma non hanno a disposizione una bellezza che funga da rifugio alla durezza della loro esistenza? Sai chi altro ha tirato fuori le stesse argomentazioni? Giuda.

“Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: ‘Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?’” (Giovanni 12, 3-5).

Intendiamoci, non ti sto chiamando Giuda, ma Gesù ha fatto capire chiaramente che ci sono spese necessarie sia pratiche che di devozione, e che entrambe implicano la partecipazione alla vita di fede. Il messaggio che ci ha lasciato Gesù è che non è che una cosa debba escludere l’altra, perché si possono fare entrambe.

Dubito sinceramente che questo progetto di restauro manderà in bancarotta la parrocchia. Cose come queste in genere vengono pensate in anticipo e devono ricevere l’approvazione diocesana. Ed è una campagna di raccolta fondi, quindi la gente è libera di aderire o meno. Le persone non smetteranno di donare alle organizzazioni caritative della parrocchia in cui sono impegnate solo perché il parroco ha introdotto una nuova causa.

So che consideri la parrocchia la tua casa, ma è anche la casa di tutti gli altri membri della congregazione. È la casa del Santissimo Sacramento, e la casa in cui il culmine della nostra fede, la Messa, viene celebrato ogni giorno. Non abbiamo forse il dovere di rendere questa casa più bella possibile? E non è vero che anche i poveri meritano di poter accedere alla bellezza?

Penso che se andassi dal tuo parroco, esprimessi le tue preoccupazioni e lo accusassi di essere uno scialacquatore ti ricorderebbe che le persone hanno bisogno di più di veder soddisfatte le loro necessità temporali.

Ecco allora tre suggerimenti:

1.) Prima di fare qualsiasi cosa, offri una preghiera di gratitudine per il fatto di avere un sacerdote energico e intraprendente che tiene alla sua parrocchia e desidera portare la ricca bellezza liturgica delle tradizioni del cattolicesimo ai fedeli.

2.) Chiedi a Dio di mostrarti come puoi aiutare i poveri in un modo che cooperi con la tua parrocchia.

3.) Offriti di collaborare agli sforzi di raccolta fondi del tuo parroco, anche iniziando per conto tuo, come dimostrazione che serviamo la mente, il corpo e lo spirito. Potrebbe essere una cosa positiva per entrambi!

Ti raccomando anche di dare un’occhiata alla serie di Elizabeth Lev su Aleteia, che esplora il modo in cui l’arte ha non solo abbellito le chiese, ma anche istruito e perfino risposto ai tempi. Raccomando anche la serie d’arte di suor Wendy, disponibile su Amazon, o qualcuno dei suoi libri da prendere in prestito nella tua biblioteca. Non farebbe male conoscere meglio le tradizioni artistiche della Chiesa. Credo davvero che questa conoscenza apporterà alla tua fede un significato e un apprezzamento più profondi.

Ti auguro il meglio.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
parrocchiapoveri
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