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Anche ottimi genitori (come i miei) possono allevare un figlio con dipendenze (come me)

Osadchaya Olga | Shutterstock
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C'è una cosa che forse fate che potrebbe aumentare le probabilità

Non ho molta esperienza a livello di figli e tossicodipendenza, visto che il mio figlio maggiore ha solo 11 anni, ma conosco la dipendenza da dentro. All’università ero dipendente dalle metamfetamine, e da qualche parte del mio inferno personale ho visto quello in cui ha gettato i miei genitori. Confusione, rabbia, paura, e soprattutto dubbio. “Dove abbiamo sbagliato?”, mi ha chiesto una volta mia madre. “Cosa avremmo potuto fare?”

Non penso che ci sia qualcosa che avrebbero potuto fare, o un punto su cui abbiano sbagliato. Le dipendenze possono riguardare chiunque, per qualsiasi ragione o senza alcun motivo. Quando ho letto queste parole di Patricia Byrne, il cui figlio era dipendente dall’eroina, queste parole hanno risuonato dentro di me:

Avrei dovuto riportarlo a scuola per prendere un libro che aveva dimenticato? Quando ha lasciato la ricerca sul contatore alle elementari avrei dovuto lasciarla lì anziché portarla a scuola? Aveva un disordine da deficit d’attenzione, e quindi organizzarsi per lui era difficile. Ho fatto troppo? Non ha mai imparato ad essere responsabile delle proprie azioni? Mi sono preoccupata troppo del fatto che venisse bocciato a uno stupido test di matematica alle elementari? Avrei dovuto lasciare che fallisse e imparasse il risultato di non lavorare anziché farlo studiare contro la sua volontà? Avevo la mente piena di “avrei dovuto” e “avrei potuto”. Vocine sottili che mi biasimavano…

Sì, avrei dovuto farlo cadere di faccia quando era piccolo. Le conseguenze degli errori aumentano man mano che questi diventano più grandi. Non dovevo prenderlo quando cadeva – lo stringevo così forte che non è mai caduto davvero. E quando è andato al college è caduto di brutto. E allora sì, avrei dovuto farlo fallire di più quando era piccolo.

Non riconosco i miei genitori nella sua descrizione. Mia madre ci ha fatti cadere bene e spesso, e la fiducia nella sua voce quando diceva “Stai bene” era tutto quello di cui avevamo bisogno.

Ma io mi riconosco.

Sono il tipo di madre che porta il pranzo dimenticato al figlio dopo avergli ricordato di prenderlo quando stava per uscire. Non mi piace veder soffrire i miei figli, e allora ricordo le cose in continuazione per evitare o attutire i fallimenti.

Se devo essere onesta, non mi preoccupo solo dei miei figli – non voglio sembrare la madre i cui figli non hanno mai il pranzo. Voglio che la gente mi guardi con approvazione e pensi “È una buona madre, ha dei bravi figli”.

Ecco la verità: ho dei bravi figli. Ma hanno bisogno di una madre migliore. Non sono qui per convalidare pubblicamente i miei sforzi domestici. I bambini imparano di più dalle conseguenze naturali che da quelle artificiose.

Non dimenticherò mai il giorno in cui ho dovuto andare a scuola a piedi. Da bambina ero in uno stato perpetuo di caos disorganizzato e non riuscivo mai a trovare le scarpe in tempo. Dopo aver fatto fare tardi a scuola a tutti varie volte, mia madre ha detto: “La prossima volta in cui non riuscirai a trovare le scarpe andrai a scuola a piedi!”

La mattina dopo ero tristemente in piedi sul vialetto, le scarpe trovate in ritardo ai piedi, con gli occhi fissi sul punto in cui avrebbe dovuto esserci la macchina e che invece era vuoto. Mio padre ha scosso la testa e ha detto: “Conosci la strada. È meglio che ti avvii”.

Dopo neanche una dozzina di passi ha iniziato a piovere. Tre persone che conoscevo si sono fermate e mi hanno offerto un passaggo, ma io ho scosso la testa e ho detto: “Non ero pronta in tempo e quindi devo andare a piedi”. Mi sentivo maltrattata e non amata.

Ma non ho più perso le scarpe. Da quel giorno ero pronta ogni mattina dieci minuti prima del momento in cui si doveva uscire.

La codipendenza non è l’unico motivo per la tossicodipendenza, ma è un motivo. Cosa più dannosa, gioca un ruolo importante nell’incapacità di liberarsi dalla dipendenza. Come l’eroina, le metamfetamine non sono una droga facile da abbandonare. Per molte ragioni, faccio parte della minoranza che è riuscita a uscirne, e credo che le lezioni dei miei genitori quando ero piccola siano state uno dei motivi.

I bambini devono imparare forza e capacità di recupero. Devono imparare che possono soffrire e non spezzarsi quando gli ostacoli sono bassi, per avere il coraggio di affrontare la sofferenza quando sono invece alti. Siamo onesti, gli ostacoli sono piuttosto bassi quando si parla di un pranzo dimenticato. Se un po’ di fame e un’email di disapprovazione da parte dell’insegnante sono le conseguenze peggiori si possono dimenticare rapidamente, mentre per la lezione imparata non sarà così.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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