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Perché il Vangelo può essere paragonato ad un’indagine di Polizia?

© Iurii / Shutterstock

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 27/04/17

La ricerca del corpo di Gesù morto ha una "struttura" sorprendente. Maria di Magdala è la protagonista del "giallo"

Si può leggere perfettamente il Vangelo come un’indagine poliziesca, ma a condizione di scoprire che la sua “struttura” è più sorprendente di un romanzo di Agatha Christie o anche dell’ “Edipo re” di Sofocle.

Lo racconta in modo semplice e divertente in Risurrezione” (edizioni Ares) il filosofo e teologo francese Fabrice Hadjadj.

«Nella celebre tragedia greca – scrive il teologo – Edipo conduce l’indagine e, alla fine, scopre che il criminale non è altri che il detective, cioè lui stesso. Il lettore resta tuttavia innocente, risparmiato – almeno sino all’arrivo dello psicanalista che tenterà di persuaderlo che anche lui è Edipo. Il Vangelo non ha bisogno di ricorrere allo stratagemma freudiano. Basta leggerlo – neanche tra le righe – per accorgersi che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture (1 Cor 15, 3) e che, di conseguenza, dietro Pilato, la folla degli ebrei, i sommi sacerdoti, ci sono io (o anche tu, caro lettore), e che costoro sono per noi come strumenti o collaboratori fidati».

MARIA DI MAGDALA

Ma l’indagine non si ferma qui. Si compone di una seconda parte, sostiene Hadjadj, che «non sembra derivare dalla competenza di qualche servizio finora inesistente nella polizia, anche se qualcuno non mancherà di credere che la squadra anticrimine, la squadra antidroga, e quella della repressione dello sfruttamento della prostituzione potrebbero averci a che fare. In ogni caso, se una simile squadra venisse istituita, avrebbe come santa patrona Maria di Magdala».

“DOVE E’ IL CORPO?”

È lei a condurre da «protagonista» la seconda parte dell’indagine: il mistero del sepolcro vuoto, «ben più misterioso di quello della “camera gialla” di Gaston Leroux (1907). Poiché, dopo l’omicidio il cui caso è rapidamente risolto (sono io che ho fatto il colpo, ossia anche tu, caro lettore), viene la Risurrezione, il cui evento è abbastanza raro per sconcertare sia Sherlock Holmes sia Hercule Poirot». E l’enigma è il seguente: dove si trova adesso il corpo di Cristo?

L’INCONTRO CON GLI ANGELI

Non si tratta soltanto di rivederlo dopo la constatazione del sepolcro vuoto, ma di sapere dove stia adesso, dopo l’Ascensione. «È tra le stelle, tra l’Orsa Maggiore e il Leone Minore? O è invece nel tabernacolo della chiesa parrocchiale? – si domanda l’autore di “Risurrezione” – Il Credo dichiara senza alcuna connotazione politica che è a destra, alla destra del Padre. Ma dov’è dunque questa destra che non è la mia e che potrebbe trovarsi anche alla mia sinistra?».




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A occhio, Maria Maddalena, ragiona Hadadj, «non è Miss Marple, protagonista di tanti romanzi di Agatha Christie. Trascura gli indizi più flagranti. Innanzitutto, vede e sente due angeli – e ciò non desta in lei alcun sospetto: le due creature celesti catturano la sua attenzione non più di due comparse sullo sfondo di una grande scena d’amore. Successivamente, mentre dovrebbe subito procedere a un interrogatorio in debita forma per individuare una pista, resta muta ed è lei a lasciarsi interrogare: “Donna, perché piangi?” Gli angeli sono manifestamente più interessati a lei che lei a loro».

IL DIALOGO CON IL “RAPITORE

Infine, ecco che appare Gesù: lei si imbatte proprio in colui che sta cercando e, invece di riconoscerlo immediatamente, «lo scambia per il giardiniere del luogo, – peggio ancora – per il sospettato numero 1: “Se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto!”».

Maria Maddalena, però, «si è talmente sbagliata che la somma di tutti i suoi errori le fa trovare la strada giusta. Ha ragione di supporre di trovarsi davanti a un rapitore: è proprio lui! Anche se lei – chiosa Hadjadj – non ha ancora realizzato che il rapitore è tutt’uno col rapito».

L’ “ENIGMA” NEL VANGELO

Ed è lei che annuncerà al mondo la lieta notizia, come racconta Giovanni.

(…) Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?”. Rispose loro: “Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto”. Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù.

Le disse Gesù: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo”. Gesù le disse: “Maria!”. Ella si voltò e gli disse in ebraico: “Rabbunì!” – che significa: “Maestro!”. Gesù le disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro””. Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: “Ho visto il Signore!” e ciò che le aveva detto (Gv 20, 1-18).


Mary Magdalene

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