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Dio ispira l’ultima importante decisione del premier britannico

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Cerith Gardiner - pubblicato il 21/04/17

Dà sollievo quando il leader di un Paese trova apertamente conforto nella sua fede e nel marito

Theresa May è diventata il premier britannico nel luglio 2016 a seguito delle improvvise dimissioni del suo predecessore, David Cameron, dopo il controverso referendum sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, la cosiddetta Brexit.

Uno dei suoi primi doveri è stato lanciare l‘Articolo 50, che avrebbe avviato il processo di uscita della Gran Bretagna dall’UE, compito che pochi avrebbero voluto assumersi. Malgrado una forte opposizione, la May lo ha svolto, sentendosi in dovere di rispettare la volontà popolare.

Considerata un Primo Ministro temporaneo fino a quando il Paese terrà le prossime elezioni politiche, la May ha detto ai suoi consiglieri e al popolo britannico che non avrebbe indetto queste elezioni fino a circa il 2020. Martedì, però, sorprendendo molti, ha annunciato alla stampa che le elezioni politiche si svolgeranno l’8 giugno di quest’anno. Molti si sono chiesti perché abbia cambiato posizione.

La May ha affermato che il dietrofront è arrivato dopo una vacanza di Pasqua. Se in passato i premier si rivolgevano ai loro consiglieri politici o ai colleghi, la May si è concessa un viaggio di cinque giorni per essere aperta all’ispirazione di due fonti non politiche: suo marito e Dio.

Durante il viaggio, il marito Philip, a cui si rivolge spesso per ricevere consigli, “l’ha gentilmente esortata a indire le elezioni per avere più legittimazione nei suoi negoziati con l’Unione Europea e il Partito Nazionale Scozzese (SNP)”.

Secondo una fonte governativa, “il Primo Ministro temeva che si dicesse che aveva infranto la sua parola per opportunismo politico reagendo ai sondaggi d’opinione positivi”. Dopo un’ulteriore discussione con il marito nel weekend di Pasqua, la May ha informato i membri anziani del suo partito che avrebbe indetto elezioni anticipate, e questa decisione è stata suggellata da una visita in chiesa.

Mentre la May, figlia di un vicario, stava ascoltando durante la Domenica di Pasqua un servizio nella sua chiesa locale, quella di St. Andrew’s, accompagnata dal marito, è stata incoraggiata dal sermone sulla Resurrezione sul fatto che stava facendo davvero la cosa giusta. Visto che la fede è una parte importante della vita della signora May, questa convalida sarà stata la benvenuta.

È difficile non apprezzare il modo in cui il leader di un Paese trova apertamente conforto nella sua fede e nel marito. La coppia è sempre stata molto unita, e la May descrive il marito come la sua “roccia”. Purtroppo non sono riusciti ad avere figli, e questo ha avuto un forte impatto su di loro. La May ha affermato che lei e Philip hanno trovato conforto nel loro matrimonio felice e in tutte le altre cose con le quali sono stati “benedetti”.

Il premier crede che il padre abbia avuto il merito di averle instillato il senso pubblico del dovere e di averle offerto una base religiosa. Non parla mai in modo specifico delle sue convinzioni religiose, ma nel suo primo messaggio pasquale alla Nazione ha detto: “Dobbiamo continuare ad assicurare che la gente si senta libera di parlare della propria fede, e questo include decisamente la fede in Cristo”.

Con le elezioni tra meno di due mesi, alcuni potrebbero criticare il premier per aver preso una decisione così repentina, mentre altri loderanno il fatto che il periodo pre-elettorale sarà breve – siamo tutti un po’ spossati da elezioni, voti e buttarsi il fango addosso. Con la May avanti nei sondaggi, possiamo solo sperare che la sua fede cristiana continui ad essere una forza che possa guidare la sua gestione del Paese, e che il marito continui ad essere la sua roccia.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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