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Perché i cattolici fanno il segno della croce prima di pregare?

Frank Perry | AFP
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È una sorta di superstizione medievale?

Quando un gruppo di cristiani di diverse denominazioni si riunisce per pregare insieme, è facile scoprire chi è (o era) cattolico. Invece di immergersi subito nella preghiera rivolta a Dio Padre, il cattolico usa la mano per “disegnare” una croce sul corpo o sulla fronte.

Ma perché? È una specie di rito superstizioso?

Iniziamo ad approfondire la storia dietro questo gesto.

Secondo alcuni scritti risalenti al III secolo, i cristiani hanno fatto il segno della croce sul corpo sin dal principio. L’apologeta cristiano Tertulliano scrisse poi che “noi cristiani abbiamo il segno della croce impresso sulla fronte”.

Poi ha aggiunto: “Se ci mettiamo in cammino, se usciamo od entriamo, se ci vestiamo, se ci laviamo o andiamo a mensa, a letto, se ci poniamo a sedere, in queste e in tutte le nostre azioni ci segniamo la fronte col segno di croce”.

San Cirillo di Gerusalemme, vissuto nel IV secolo, ha osservato nella sua Catechesi: “Non vergogniamoci, dunque, della croce di Cristo ma, per un’altro mistero, se ci segniamo la fronte apertamente, i demoni verranno scacciati tremando davanti a questo segno regale. Facciamo, dunque, questo segno quando mangiamo e beviamo, quando ci sediamo e riposiamo”.

Si ritiene che questa tradizione sia ispirata ad un brano del libro di Ezechiele, in cui si dice: “Il Signore gli disse: «Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna un tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti gli abomini che vi si compiono»” (Ezechiele 9: 4).

Il Tau è una lettera dell’alfabeto greco che si scrive come una T, ecco perché i primi cristiani vedevano in esso il segno della croce. Ritenevano che il segno della croce li distinguesse e li “caratterizzasse” quale popolo eletto appartenente al vero Dio.

Il segno della croce che i cattolici fanno prima di pregare o di iniziare qualsiasi attività non dovrebbe essere un atto superstizioso, ma una manifestazione esteriore della fede.

Spiega il Catechismo di Baltimora che “il segno della croce è una professione di fede nei principali misteri della nostra religione, perché esprime i misteri dell’Unità e Trinità di Dio, dell’incarnazione e della morte di Nostro Signore … esprime il mistero dell’Incarnazione ricordandoci che il Figlio di Dio, divenuto uomo, ha sofferto la morte in croce”.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica aggiunge: “Il cristiano incomincia la sua giornata, le sue preghiere, le sue azioni con il segno della croce, « nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen ». Il battezzato consacra la giornata alla gloria di Dio e invoca la grazia del Salvatore, la quale gli permette di agire nello Spirito come figlio del Padre. Il segno della croce ci fortifica nelle tentazioni e nelle difficoltà” (CCC, 2157).

La croce è al centro di ciò che crediamo, e farne il segno dovrebbe essere un ricordo costante del prezzo che Gesù ha pagato per i nostri peccati. È sia una professione di fede che una semplice preghiera dal potere immenso.

Secondo San Giovanni Crisostomo, “ovunque [i demoni] vedano il segno della croce, questi volano via, temendolo come il bastone col quale vengono percossi”.

In breve, il segno della croce è un semplice gesto con radici antiche e bibliche. Anche se può sembrare che alcuni cattolici lo facciano in maniera scaramantica, questo gesto non è mai stato pensato per essere superstizioso. Ci ricorda del profondo sacrificio che Gesù ha compiuto duemila anni fa, ed è un modo per invocare il Suo aiuto quando siamo nel bisogno.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

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