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La bellezza del cristianesimo armeno in Iran

L’interno della Chiesa di Bedkhem nel quartiere armeno di Giulfa, ad Isfahan, in Iran.
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Le elaborate decorazioni della Chiesa di Bedkhem la rendono uno dei gioielli di Isfahan

La Chiesa di Bedkhem (Betlemme) è una chiesa armena nel quartiere Julfa a Isfahan, in Iran. La città stessa, Isfahan, è soprannominata Nesf-e Jahān, “metà del mondo,” il che significa che questa chiesa si potrebbe considerare “al centro del mondo”.

Per migliaia di anni gli armeni sono stati presenti in quello che attualmente è l’Iran, interagendo con l’antico impero persiano e in seguito con le autorità sciite. Nei primi anni del 1600, il sovrano Shah Abbas I cacciò gli armeni da quelle che consideravano le loro terre ancestrali, e li trasferì nel quartiere Giulfa di Isfahan. Mercanti e commercianti armeni si integrarono presto nell’economia e nella società iraniana, adottando in molti modi elementi della cultura persiana. Conservando però la loro fede cristiana.

Fu un mercante armeno, Khaje Petros, a intraprendere la costruzione della Chiesa Bedkhem nel tardo 17esimo secolo. Assunse architetti e artigiani di origine armena, ma lo stile della chiesa è fortemente influenzato da quello delle moschee, soprattutto nella cupola dorata. L’interno della chiesa è caratterizzato da una forte iconografia cristiana, e vi si trovano 72 dipinti raffiguranti la vita di Cristo come raccontata nei Vangeli.

Le pareti della Chiesa di Bedkhem sono piene di iscrizioni in armeno, alcune risalenti al 1600, in onore di coloro che hanno dato le loro offerte per la  costruzione e l’abbellimento della chiesa.

All’epoca della rivoluzione iraniana, molti armeni sono fuggiti dal Paese per costruirsi una nuova vita altrove. Ma i cristiani armeni apostolici restano oggi la più grande comunità non musulmana in Iran, e continuano il loro culto e il loro ruolo nella società, avendo persino una rappresentanza nel governo. Un quarto di loro vive ancora ad Isfahan.

Scorrete la galleria qui sotto per gustare la bellezza unica della Chiesa di Bedkhem.

[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]

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