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La straordinaria profezia surrealista in un crocifisso di Dalì dove la croce vince

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L'omelia di Padre Raniero Cantalamessa nella celebrazione della Passione del Signore

“È stato detto che ‘uccidere Dio è il più orrendo dei suicidi’, ed è quello che in parte stiamo vedendo. Non è vero che ‘dove nasce Dio, muore l’uomo’ (J.-P. Sartre); è vero il contrario: dove muore Dio, muore l’uomo”, ha spiegato il Predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa nell’omelia tenuta in occasione della celebrazione della Passione del Signore questo Venerdì Santo nella Basilica Vaticana.

“Un pittore surrealista della seconda metà del secolo scorso (Salvador Dalì) – ha continuato padre Cantalamessa – ha dipinto un crocifisso che sembra una profezia di questa situazione. Una croce immensa, cosmica, con sopra un Cristo, altrettanto monumentale, visto dall’alto, con il capo reclinato verso il basso. Sotto di lui, però, non c’è la terra ferma, ma l’acqua. Il Crocifisso non è sospeso tra cielo e terra, ma tra il cielo e l’elemento liquido del mondo”.

“Questa immagine tragica (c’è anche, sullo sfondo, una nube che potrebbe alludere alla nube atomica), contiene però anche una consolante certezza: c’è speranza anche per una società liquida come la nostra! C’è speranza, perché sopra di essa ‘sta la croce di Cristo’. È quello che la liturgia del Venerdì Santo ci fa ripetere ogni anno con le parole del poeta Venanzio Fortunato: “O crux, ave spes unica”, Salve, o croce, unica speranza del mondo”.

“Sì, Dio è morto, è morto nel Figlio suo Cristo Gesù; ma non è rimasto nella tomba, è risorto. ‘Voi l’avete crocifisso – grida Pietro alla folla il giorno di Pentecoste -, ma Dio l’ha risuscitato!’ (Atti 2, 23-24). Egli è colui che ‘era morto, ma ora vive nei secoli’ (Ap 1, 18). La croce non ‘sta’ immobile in mezzo agli sconvolgimenti del mondo come ricordo di un evento passato, o un puro simbolo; vi sta come una realtà in atto, viva e operante”.

Venerdì Santo, Papa Francesco ha presieduto nella Basilica Vaticana la celebrazione della Passione del Signore. Durante la Liturgia della Parola è stato letto il racconto della Passione secondo Giovanni. Quindi il Predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa ha tenuto l’omelia.

 

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