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Conoscete la bella storia che si cela dietro la tragica fine di Riccardo Cuor di Leone?

© jennyt / Shutterstock
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Il 6 aprile 1199 soccombeva a Châlus re Riccardo I d’Inghilterra, detto “Cuor di Leone”, il figlio prediletto di Eleonora d’Aquitania

Siamo alla fine del XII secolo. La scena si svolge non lontano da Limoges, nel castello di Châlus, dove la leggenda vuole che sia nascosto un favoloso tesoro. È a questa fiaba che i cronachisti dell’epoca attribuiscono la campagna militare ingaggiata dal re Riccardo I sul continente. Sembra più probabile che, indebolito politicamente dai debiti accumulati dal suo ritorno dalla terza crociata, gli sia stato necessario riaffermare il suo potere sulle differenti province del suo vasto e tumultuoso regno mediante una vittoria che si presumeva facile.

Riccardo è il figlio della saggissima Eleonora d’Aquitania e di Enrico II Plantageneto. Terzo di cinque figli della coppia reale, non è destinato a regnare sull’Inghilterra. La corona è promessa a suo fratello, Enrico il giovane. Riccardo, da parte sua, riceve quindi la contea di Poitiers e il ducato d’Aquitania. Vive alla corte di sua madre e neanche parla inglese! Il primogenito tra i suoi fratelli muore molto giovane. Enrico lo accompagna nella tomba nel 1183, seguito dal padre nel 1189. I due fratelli maggiori chiamati a Dio prima di lui, Riccardo diventa re d’Inghilterra, contro ogni aspettativa.

Poco dopo la sua ascesa al trono, nel 1190 si unisce alla terza crociata per la Terra santa, onorando così il voto di “crociarsi”, pronunciato poco prima della sua incoronazione. La partenza avviene in modo precipitoso perché da poco tempo Saladino ha strappato Gerusalemme ai Franchi e i grandi principi d’Occidente sono chiamati alla riscossa dall’altra parte del Mediterraneo. Riccardo s’impadronisce di Acri – il principale porto di Terra santa – poi strappa la città di Arsour a Saladino. Nonostante i suoi talenti da stratega militare, non riuscirà mai a riprendere Gerusalemme. Riccardo negozia maldestramente con Saladino e riparte per l’Inghilterra il 9 ottobre 1192.

Sulla via del ritorno, il re d’Inghilterra è costretto ad attraversare le terre del duca d’Austria, che egli ha pubblicamente insultato durante la crociata. Malgrado il suo travestimento in abiti da mercante, viene riconosciuto, arrestato a Vienna e consegnato all’imperatore di Germania Enrico IV. La cattività e il colossale riscatto reclamato per la sua liberazione – 100.000 marchi d’argento pagati da Eleonora d’Aquitania – indeboliscono considerevolmente il Cuor di Leone. I suoi principali rivali, suo fratello Giovanni senza Terra e il re di Francia Filippo Augusto, approfittano dell’occasione per estendere i loro rispettivi poteri sui dominî inglesi. Liberato nel 1194, Riccardo dovrà guerreggiare senza posa per recuperare le terre perdute durante la cattività.

E rieccoci quindi nel 1199. Riccardo assedia la fortezza di Châlus-Chabrol. Protetta poco e male, quest’ultima tuttavia resiste meglio del previsto, e l’assedio si prolunga all’infinito. Il 26 marzo, dall’alto delle fortificazioni, un uomo – nel quale gli storici hanno riconosciuto il cavaliere Pietro Basile – scocca un colpo di balestra e sfiora il re alla base del collo. Seriamente ferito, ma di robusta costituzione, Riccardo si strappa egli stesso il proiettile dalla spalla. Sfortunatamente, la punta della freccia resta conficcata nella ferita. Ne segue una lenta agonia. Durerà undici lunghi giorni, che permetteranno ad Eleonora d’Aquitania di recarsi all’abbazia di Fontevraud a raccogliere le ultime volontà del suo amatissimo figlio e a sostenerlo fino all’ultimo respiro.

Mentre il re muore, l’armata riesce a espugnare la piazza forte e i soldati mettono le mani su Pietro Basile. Sono sul punto di giustiziarlo lì per lì, ma si controllano e lo presentano al re che, in un gesto di estrema misericordia, gli perdona il gesto che gli costa la vita. Il 6 aprile 1199 Riccardo esala il suo ultimo sospiro. Giovanni, suo fratello, sale sul trono.

[traduzione a cura di Giovanni Marcotullio]

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