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Nata senza gambe, diventa acrobata professionista: “Dio mi ha creata così, sono una guerriera”

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Valerio Evangelista - Aleteia - pubblicato il 05/04/17

L'avevano abbandonata per la sua condizione fisica, ma Qualcuno aveva dei piani straordinari per la sua vita

Jennifer Bricker è nata senza gambe e con il cuore sul lato opposto del suo petto. Sconvolti. e ritenendo di non potersi prendere cura di una bambina che aveva due gravi malformazioni congenite, i suoi genitori biologici (una coppia rumena immigrata negli States) la diedero in adozione.

A tre mesi fu adottata da Sharon e Gerald Bricker, che l’hanno cresciuta insieme ai loro tre figli più grandi. La famiglia, profondamente cristiana, si è presa cura di lei con amore spingendola a seguire una sola regola, categorica: “Mai dire non posso“.

Non sono mai stata trattata diversamente rispetto a chiunque altro“, ha dichiarato Jennifer, “né dalla mia famiglia, né dai miei compagni di scuola o dagli insegnanti, tanto meno dal mio allenatore. Crescere per me è stata una cosa semplice”.

In poco tempo la bambina si rese conto di avere successo in ogni tipo di attività fisica che faceva: rollerskating, pallavolo, power tumbling, ginnastica acrobatica. Oggi Jen vive e lavora a Hollywood come acrobata e trapezista professionista.




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Una vita straordinaria e piena di sfide, che dimostra – per usare le parole della stessa Jennifer – l’importanza di “rimuovere dal proprio vocabolario parole come coincidenza e limite”.

DOMINIQUE MOCEANU: GINNASTA, SUO IDOLO… E SUA SORELLA

Col passare degli anni crebbe in Jennifer la passione per lo sport, che la portò a nutrire un’incredibile attrazione per Dominique Moceanu, la più giovane ginnasta degli Stati Uniti ad aver vinto l’oro olimpico.

Ho sempre sentito una sorta di connessione con lei, da subito. Mi rivedevo in lei: era piccola, ed io ero piccola. Era romena, e io ero romena. Aveva la mia stessa indole coraggiosa. Mi sono accorta subito che era come se fossimo una cosa sola.

A 16 anni, Jennifer sentì il bisogno di avere qualche informazione in più sulla famiglia che l’ha messa al mondo. Sua madre frugò nei documenti dell’adozione, dando una notizia che avrebbe cambiato la vita di Jennifer: il suo cognome biologico era esattamenteMoceanu’.

Ci vollero quattro anni per mettere insieme la documentazione necessaria, prima di potersi presentare al suo idolo Dominique Moceanu e dirle che, probabilmente, le due erano sorelle biologiche. Quando si sentì pronta, le scrisse una lettera. Le parlò delle origini romene, dell’adozione, dell’amore per la ginnastica, dell’attrazione magnetica per lei e della scoperta del cognome.

Una lettera intensa, conclusa con una richiesta da togliere il fiato: “Vorrei sottopormi a un test del Dna, se sei d’accordo, solo per provare il nostro legame. Sono pronta a tutto. Ho perso tutti questi anni senza mai incontrare o conoscere le mie due sorelle”.




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Quando Jennifer ha incontrato l’altra sorella, Christina, “sembrava si stesse guardando allo specchio”, ha raccontato Dominique. “Sembravano due gemelle”.

“DIO MI HA CREATA COSI’, SONO UNA GUERRIERA”

Jennifer non ha mai percepito la sua condizione fisica come una disabilità. “Mi sento carina così come sono, piccolina e senza gambe”, aveva dichiarato a Be Somebody.

Essere nata senza gambe, scherza ai microfoni della Cbn, è una parte di lei, una sua caratteristica. “Come il fatto di avere i capelli scuri, o cose così!”.

I genitori le hanno insegnato ad affrontare la vita di petto, a lottare per i propri sogni e ideali. Ma soprattutto le hanno trasmesso il valore di una fede vissuta in modo autentico: “Prego e leggo la Parola tutti i giorni. Quando ho fatto di questo un appuntamento quotidiano, la mia vita è cambiata. Tutto quanto è iniziato da lì“.

Nel 2009 partecipò al Circus tour con Britney Spears, un evento per lei straordinario ma in cui la pressione era ai limiti dell’inimmaginabile. Il tour fu un successo totale, ma l’essersi esposta davanti a tantissime persone, col rischio di fallire miseramente, aprì la porta ad un pensiero che iniziò a farsi sempre più ricorrente: la sgradevole sensazione di sentirsi brutta.

E a lei non importava affatto che tutti le ripetessero continuamente quanto fosse bella, la sua mente aveva deciso diversamente. Divorata interiormente da questo pensiero ossessivo, Jennifer decise di cambiare radicalmente qualcosa nella sua vita. Si stava avvicinando la Quaresima. Per quaranta giorni, Jennifer decise di coprire lo specchio (quello specchio davanti al quale passava ore per dirsi quanto fosse brutta) con le foto di parenti e amici, pregando Dio di mostrarle cosa fare.




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“Coprendolo con le foto dei miei cari, da quello specchio iniziai a percepire un fiume di amore, di gioia, di serenità. Nessuno mi ha potuta aiutare a uscire da quella situazione, soltanto Dio l’ha fatto. Ho iniziato a leggere i versi della Bibbia ad alta voce, ogni giorno. A scegliere la gioia, anche quando non la sentivo dentro di me. A scegliere di vincere le mie battaglie di tutti i giorni, anche quando non mi sentivo in grado di farlo. A scegliere di amare me stessa e sentirmi bella, anche quando mi sentivo grassa nonostante fossi così piccolina”.

Per lei non è stata facile, per niente. Ma da quell’esperienza Jennifer ha tratto un insegnamento molto importante: “Ho capito che Dio mi ha creata come una guerriera. E la mia arma è una sola: permettere a Dio di splendere in me, per diffondere il Suo amore e la Sua gioia. Ed è incredibile come questo possa cambiare la vita degli altri“.

Tags:
disabilitàfedefede e sportsport
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