Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Il giorno che sono andato in chiesa arrabbiato… ed è successo qualcosa di meraviglioso

aleazzo-CC
Condividi

Dio scrive dritto anche sulle righe storte dei sacerdoti affamati

Quella domenica mi ero svegliato molto contento di andare a celebrare in parrocchia. Sono saltato fuori dal letto per prepararmi e arrivare in anticipo al mio appuntamento con il Signore e il Suo popolo. L’Eucaristia è stata molto bella, e alla fine delle signore mi hanno detto: “Padre, ci può confessare?”.

Erano solo tre, così ho accettato… ma poi hanno cominciato ad arrivarne sempre di più, e ancora di più… non dico il numero per non risultare esagerato, ma sono andato via tre ore più tardi, affamato, assetato e con il desiderio di riposarmi un po’.

Ero molto felice di tornare al seminario, quando mi è venuta incontro una signora che mi ha chiesto: “Sei un prete, vero? Mio padre è morto ieri e sarà sepolto oggi, ma non sono ancora riuscito a trovare un sacerdote“. Dentro di me ho pensato: “Signore, se vuoi che oggi io lavori per Te, ti chiedo solo di dare pace al mio stomaco“.

Celebrata l’Eucaristia per il signor Carlos, riposi in pace, ho deciso di andare a casa in taxi, per fare colazione e sdraiarmi un po’… sebbene non sembrasse che fossi stanco, celebrare due messe e confessare tre ore a stomaco vuoto non è così facile come sembra.

Ero contento come uno scolaretto, stavo per mangiare un panino… e all’improvviso è arrivato un fratello per dirmi: “Ti cercano, il parroco si è ammalato e nessuno può celebrare la messa…” La mia debolezza umana si è fatta subito sentire, e dentro di me mi sono lamentato con Dio: “Ma Signore, hai visto che non ho ancora fatto colazione… vado volentieri, ma dammi ancora un po’ di tempo… o meglio ancora: manda un altro sacerdote al posto mio”.

Non smette di sorprendermi il fatto che Lui sia Dio: appena ho finito di lamentarmi, l’ho sentito chiaramente dirmi: “Il giorno della tua ordinazione mi hai detto che ti saresti completamente dedicato a me e al mio popolo… va anche a questa Messa, ho una sorpresa per te”.

Ho dato dei morsi frettolosi al panino e, decisamente arrabbiato, sono andato a Messa. Ero partito più per senso del dovere che perché lo volessi.

Ma non appena sono entrato in sagrestia e mi sono vestito, la rabbia ha cominciato ad andare via. Sono venute da me due persone, marito e moglie, dicendomi: “Padre, nostra figlia ha cercato di togliersi la vita un mese fa. Siamo riusciti a farla venire a messa, mettetela nelle vostre intenzioni di preghiera, per favore”. Era questa la sorpresa, Dio mi aveva mandato a celebrare Messa per parlare a questa figliola, che aveva un gran bisogno.

Essere sacerdote porta a rendersi conto che non ci sono coincidenze, è Dio stesso colui che ci fa mettere in cammino. È stato meraviglioso, perché il Vangelo del giorno era proprio adatto a quella ragazza: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo”.

Sono andato a celebrare l’Eucaristia convinto che fosse stato Dio a mettermi lì; davanti al tabernacolo, prima di cominciare, ho chiesto che fosse Lui a parlare, non io, ricordandogli che avevo fame ed ero un po’ arrabbiato…

La celebrazione è stata piena di unzione, sono convinto che fosse Gesù stesso a guidarla. Non so come spiegarlo, non riesco ad esprimerlo… il punto è che l’omelia, quel giorno, è venuta direttamente da Dio. Ancora oggi non mi spiego cosa sia successo, le parole di Gesù erano conforto, carezza, forza, coraggio…

Dopo la Messa, i coniugi sono tornati da me, questa volta con la ragazza. Piangeva, e mi ha abbracciato: “Padre, avevo tanto bisogno di sentire tutto quello che lei ha detto, ho tanto bisogno dell’aiuto di Dio. Ero lontana da Lui, ma ora voglio solo stare davanti a Lui e chiedergli di amarmi e di aiutarmi ad andare avanti…”.

Quando mi ha abbracciato, ho sentito il sussurro di Dio: “Avevo bisogno di te in questa Eucaristia, ecco perché sei venuto, non ce l’avrei fatta senza di te”.

Amo il buon Gesù e il modo in cui riesce a arrivare dove c’è bisogno di Lui. La giovane che aveva tentato il suicidio è ora la più puntuale a Messa, Dio ha cambiato la sua vita.

E da quel giorno, ogni volta che mi sento stanco o arrabbiato per il troppo lavoro, penso: “Dai, su, va a Messa e vivila come se fosse la tua prima e ultima Messa, Dio ha bisogno di te“.

E sembra che Dio mi risponda: “Tranquillo, va, celebrerò io al tuo posto, basta che mi dia le tue mani e la tua bocca…“.

Chiedo una preghiera speciale per il vostro parroco, sicuramente anche lui, qualche volta, sarà andato a Messa senza aver fatto colazione e un po’ arrabbiato…

Padre Sergio

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.