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“Pecado Mortal”, la processione che ci ricorda qualcosa che non dovremmo mai dimenticare

dominio pubblico

Alvaro Real - pubblicato il 24/03/17

In un comune spagnolo, Calzada de Calatrava, le anime continuano a chiedere aiuto

A Calatrava de la Calzada, in Spagna, esiste una tradizione singolare: ogni sera di Quaresima c’è una processione chiamata “Pecado Mortal” (Peccato Mortale), in cui delle donne vanno in giro in coppie con una vecchia lampada ad olio, un cesto e una campana con cui annunciano la loro presenza.

Girano per le strade ricordando a tutti che la vita è effimera e chiedendo l’elemosina per le anime del Purgatorio. Con i soldi raccolti  vengono celebrate delle Messe per la redenzione delle loro anime. È una tradizione del XVII secolo, che in questa località spagnola esiste ancora: le confraternite delle anime. Ora ci si limita a chiedere l’elemosina, ma anticamente si cantavano canzoni per incoraggiare le persone a contribuire: “Per coloro che sono in peccato mortale, per fare del bene e dire messa”.

Le confraternite delle anime

Bisogna risalire ai secoli XIV e XV per comprendere l’importanza delle “confraternite delle anime”, comparse successivamente. Le guerre, le epidemie e le crisi economiche avevano decimato la popolazione, e l’aumento della mortalità portò le persone a preoccuparsi di più dell’aldilà.




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La morte era qualcosa di vicino e di conosciuto. Pertanto, la popolazione ha cominciato a preoccuparsi del trascendente, piuttosto che dell’immediato. Dovevano assicurarsi di andare in Paradiso; in caso contrario avrebbero dovuto avere aiuto dalla terra per potersi purificare dai peccati commessi. Queste confraternite di anime aiutavano tutti i parenti defunti. Facevano costruire cappelle, altari, luoghi speciali di preghiera e prendevano anche parte a processioni come quella del “Pecado Mortal”.

Il peccato mortale

C’è una leggenda a Calatrava de la Calzada, che parla di una giovane donna morta nel peccato mortale che, ogni Mercoledì delle Ceneri, percorreva le vie del paese con una campana per ricordare che tutti, prima o poi, avrebbero dovuto rendere conto dei propri peccati. Da qui il nome della tradizione.

Ma ciò che non è affatto una leggenda è l’ordinanza emanata dall’Ordine di Calatrava nel 1670: “Così come le chiese costruite sui territori del nostro Ordine sono di sua proprietà, allo stesso modo anche le elemosine che si fanno su di essi appartengono all’Ordine; e a riguardo delle elemosine fatte per le anime che sono in Purgatorio aspettando il refrigerio dei vivi, ordiniamo che il Beneficiato che si trovava in una Chiesa dell’Ordine … con altre due persone affidabili del villaggio in questione (scelte e nominate dal villaggio stesso), custodiscano fedelmente queste elemosine“.

La tradizione è stata tramandata di anno in anno, di secolo in secolo ed è sopravvissuta fino ad oggi. A Calatrava de la Calzada si continua a chiedere elemosine per le anime con una preghiera che è ha resistito al tempo grazie alla tradizione orale:

“Per coloro che sono in peccato mortale,
per fare del bene
e dire messa.
Se le Anime Sante raggiungono le tue porte,

dà l’elemosina, oh devoto, perché potrebbero essere i tuoi genitori.Per coloro che sono in peccato mortale,
per fare del bene.

Il peccato mortaleè un coltello avvelenato;colui che vi si taglia può morire condannato.




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Udite, cristiani!
Udite le anime penare: alcune soffrono alle braccia,
altre ai piedi e alla testa,
altre ancora sono immerse in pozzi di neve,
perché esistono varie pene.
Il padre chiama la figlia;
l’uomo chiama una sua parente,
il marito chiama sua moglie,
dicendo: Sposa del mio cuore, ti sei scordata di me? Perché non hai pregato Dio affinché allontanasse da me queste pene per portarmi a riposare nella sua Santa Gloria Eterna?”.

Con informazioni da La Semana Santa de Calzada de Calatrava

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

Tags:
anime del purgatoriodefuntimortepurgatorioquaresima
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