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Un astronauta rivela di aver ricevuto l’Eucaristia nello spazio

Thomas D. Jones / Wikipédia (Domínio Público)

ACI Digital - pubblicato il 16/03/17

E Dio in quel momento ha dato un segno della sua presenza

Alcuni anni fa, un gruppo di astronauti che si trovavano nello spazio in una missione intorno al pianeta Terra ha avuto l’opportunità di ricevere la Comunione a bordo della navicella che li trasportava.

Nell’aprile 1994, l’astronauta Thomas D. Jones era a bordo della navicella Endeavour in una missione per studiare i cambiamenti intorno alla Terra. Con lui viaggiavano altre cinque persone.

Tra queste c’erano gli altri due astronauti che hanno ricevuto la Comunione: il comandante Sidney “Sid” Gutiérrez e il pilota Kevin Chilton. Per entrambi era il secondo viaggio nello spazio, mentre per Jones era il primo.

Nel suo libro Sky Walking: An Astronaut’s Memoir (Camminando nel cielo: memorie di un astronauta), Jones ricorda che era “consapevole del fatto che ogni giorno nello spazio era un dono speciale. Sapevo che mi era stato concesso un privilegio unico”.

“Ogni sera, prima di andare a dormire, ringraziavo Dio per quelle meravigliose viste della Terra e per il successo della nostra missione. Pregavo continuamente per la sicurezza del nostro equipaggio e perché potessimo rivedere le nostre famiglie”.


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Nel testo, Jones indica che Kevin Chilton era ministro straordinario dell’Eucaristia e che aveva portato con sé in viaggio alcune ostie in un porta-viatico d’oro.

La domenica in cui si trovavano nello spazio, due settimane dopo la Pasqua, i tre si sono riuniti nella cabina di volo per comunicarsi. In quel momento, “tutti e tre abbiamo ringraziato Dio per la vista del Suo universo, per la buona compagnia e per il buon esito che avevamo avuto fino a quel momento”, ricorda Jones.

“Kevin ha condiviso il Corpo di Cristo con Sid e con me e abbiamo fluttuato nell’abitacolo, riflettendo in silenzio su quel momento di pace e di vera comunione con Cristo”, ha indicato.

“Mentre meditavamo tranquillamente nell’abitacolo scuro, una scintillante luce bianca è sorta nello spazio ed è entrata nella cabina. La luce del sole filtrata attraverso le finestre anteriori dell’Endeavour ci ha dato calore. Quale altro segno potevamo chiedere se non questo? È stata l’affermazione amorevole di Dio della nostra unione con Lui”.

Commosso fino alle lacrime, Jones si è allontanato dai suoi compagni. Ha visto l’alba attraverso le finestre e l’Oceano Pacifico, la cui superficie blu risplendeva con la luce del sole.

L’astronauta racconta di aver chiamato i suoi colleghi perché ammirassero quella vista con lui. “Abbiamo goduto di quelle tonalità non paragonabili alla tavolozza di qualsiasi artista umano”, ha ricordato.


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“Dopo quel momento, Kevin ha detto: ‘È dello stesso colore blu del velo della Madonna, Tom’. Aveva ragione. Aveva trovato il modo perfetto per esprimere quello che stavamo vedendo dalla finestra”.

Trascorsi 10 anni da quel viaggio nello spazio, Jones ha affermato: “Siamo destinati a sorprenderci nello spazio. Se la nostra specie imperfetta ha vissuto questi flash di gioia nel nostro primo tentativo con il cosmo, allora Dio è veramente molto affettuoso e generoso”.

Attualmente Jones, Chilton e Gutiérrez sono in pensione. Jones ha partecipato a quattro missioni speciali, Chilton a tre e Gutiérrez a due. Tutti hanno ricevuto dei premi di riconoscimento conferiti dalla NASA.

È stata la prima volta che qualcuno ha fatto la Comunione nello spazio. Nel 2013, l’astronauta Mike Hopkins ha portato nello spazio sei ostie divise in quattro pezzi. Per farlo ha ottenuto il permesso della diocesi di Galveston-Houston. Hopkins ha consumato le ostie nelle 24 settimane in cui è rimasto nello spazio.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
astronauticomunionefede e scienzaspaziotestimonianze di vita e di fede
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