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Ecco chi è il gelatiere che prepara le torte per Papa Francesco

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Aleteia - Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 15/03/17

Un ex avvocato calabrese titolare di una nota gelateria a Roma racconta le prelibatezze più apprezzate da Bergoglio

Francesco Maria Ceravolo, 42 anni, da Vibo Valentia, di professione gelatiere («il gelatiere lavora e trasforma la materia prima, il gelataio lavora su miscele» precisa), ha tra i suoi clienti Jorge Mario Bergoglio, dal 13 marzo 2013 Papa Francesco (Il Giornale, 15 marzo).

“EREDE” DEL NONNO

Ceravolo fa il gelatiere dal 2013, prima ha lavorato come avvocato e manager di multinazionali. Poi dice di aver capito che era il momento di «cambiare vita e tornare alle origini: mio nonno faceva il gelato e io ho deciso di seguire la sua strada», dice, sottolineando che l’obiettivo era quello di «fare il miglior gelato del mondo in una zona turistica dove spesso si bada più alla quantità che alla qualità».

LO STEMMA E IL MATE

Il suo laboratorio artigiano a Borgo Pio, cuore della Roma papalina, la gelateria “Hedera”, ha fatto breccia tra le Sacre Mura e non solo. Torte a tema legate a occasioni speciali. «Ne donammo una al Papa appena eletto – spiega Francesco – con lo stemma pontificio Miserando atque eligendo (uno scudo pieno di dettagli minuziosi e complessi, ndr) che fu realizzato a mano con il sac à poche e poi ponemmo sul dolce un cuscino gelificato di mate, la bevanda diffusa in Sud America preferita dal Papa. Solo il cuscino ci fece lavorare per un giorno intero».

IL GELATO DEL GIUBILEO

Fu quello, scrive Il Giornale, l’inizio di una galleria dolciaria particolare. Seguirono la torta di compleanno con le immagini delle mani dei bambini di Aleppo; il gusto di gelato dedicato al Giubileo della Misericordia («prima di lanciarlo, lo registrammo» ricorda l’avvocato-gelatiere); quella per l’onomastico con San Giorgio che uccide il drago.

DEVOTO A MARIA

Dal laboratorio di Borgo Pio non è uscita nessuna torta a tema per i quattro anni di pontificato del Papa venuto dalla fine del mondo. Ma c’è da starne certi: in caso fosse stato in programma un dolce ad hoc, Ceravolo avrebbe mantenuto il segreto più stretto. «Sono un calabrese devoto, il mio secondo nome è Maria…».

NE’ CIOCCOLATO NE’ LIQUORE

In una chiacchierata con Il Mio Papa (marzo 2016), Ceravolo aveva fatto trapelare che i dolci per il Papa sono sempre piuttosto austeri e che lui non ama il cioccolato né il liquore. Tanto che nella torta ricevuta per il 79° compleanno (17 dicembre 2016) c’era sì la crema al limoncello, ma lasciato evaporare, proprio per togliere l’alcool.

LE TRE TORTE

Quel giorno a Santa Marta sono arrivate tre torte: uguali nell’aspetto ma diverse nella composizione. O, meglio, nel bilanciamento degli ingredienti: «I dolci per papa Francesco vengono bilanciati secondo le sue esigenze e contengono meno zuccheri del solito. È una cosa che, però, facciamo per tutti con prodotti tarati su chi li mangia, tenendo conto delle intolleranze al glutine, al lattosio e così via».

LABORATORI DI SOLIDARIETA’

Tra un gelato e una torta, il gelatiere di Sua Santità si dedica anche alla solidarietà. Da tempo, tra le tante iniziative, ha avviato una collaborazione con i municipi romani per non sprecare i dolci che avanzano e una collaborazione con la casa Peter Pan per i piccoli malati oncologici dell’ospedale Bambino Gesù con i quali tiene laboratori di gelateria.

Tutto ciò, in attesa di realizzare un nuovo progetto: «Mi piacerebbe, magari una volta al mese, portare il gelato ai senzatetto che usufruiscono delle docce volute da papa Francesco sotto il colonnato. Devo parlarne con l’elemosiniere».

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