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Pratica quaresimale: L’arte di reindirizzare il mio sguardo

Jeffrey Bruno
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Prendendo spunto da un libro laico di auto-aiuto, in questa Quaresima voglio ri-orientare il mio sguardo

Per motivi di lavoro mi sono trovata a leggere Pre-Suasion di Robert Cialdini. Cialdini ha studiato il modo in cui le persone prendono decisioni e come poterle influenzare. Parla di come si possano utilizzare i principi da lui esposti per migliorare la propria attenzione, il processo decisionale e la produttività, ma la maggior parte del suo libro si concentra sul marketing. Che tipo di pubblicità si dovrebbe usare per vendere un camion Ford durante The Walking Dead? Come si possono influenzare le persone in modo che considerino i punti di forza del prodotto, invece che i suoi punti deboli? Non è esattamente quello che io chiamerei una lettura spirituale.

Cialdini fa riferimento ad alcune recenti ricerche sull’attenzione. I ricercatori hanno scoperto che deviare l’attenzione di una persona può cambiare il suo modo di pensare. Gli esseri umani sono portati a pensare che ciò su cui è rivolto il proprio sguardo sia importante e influente. Cialdini ne offre un esempio personale, risalente alla stesura del suo ultimo libro. Se guardando fuori dalla finestra posava gli occhi sul cortile della vicina università, iniziava a scrivere rivolgendosi ad un pubblico di studiosi. Se invece guardava gente ordinaria, gli veniva spontaneo scrivere rivolgendosi ad un pubblico popolare. Dal momento che voleva vendere il suo libro a gente comune, ha dato il meglio lavorando lontano da un ambiente accademico.

Sebbene il libro non sia pensato per delle lezioni spirituali, ne ho tratto degli spunti interessanti. So che ripeto sempre di aver bisogno di maggior tempo per la preghiera, di agire di più nel modo in cui Cristo vorrebbe, di dovermi allontanare dal peccato ed essere fedele al Vangelo (per usare le parole della liturgia del Mercoledì delle Ceneri). Di solito penso che realizzare questi obiettivi sia semplicemente una questione di forza di volontà.

Ma il libro di Cialdini dimostra che conta anche il nostro ambiente fisico. Quando volgo il mio sguardo su sproloqui politici o giochi idioti, sono portata a pensare che quelle cose siano importanti, che meritino la mia attenzione, e, infine, che abbiano potere sulla realtà. Razionalmente, so che non è vero, ma è più faticoso pensare a Dio quando lo sguardo è rivolto verso queste cose.

Nel frattempo, se mi rivolgo il mio sguardo al crocifisso, o ai Vangeli, è più facile ricordare Chi è veramente importante e Chi è realmente al controllo delle situazioni. Se rivolgo il mio sguardo a discussioni su Facebook, è naturale che inizi a pensare che la mia vocazione sia correggere su internet le persone che hanno torto. Ma se rivolgo il mio sguardo alla mia famiglia e alla mia comunità, riesco a ricordare il motivo per cui Dio mi ha messa qui ed ora. Per la Quaresima, ho bisogno di allontanarmi dal peccato e di essere fedele al Vangelo. Non solo mentalmente, ma con tutto il mio corpo.


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Il mio lavoro non mi permette di lasciar perdere del tutto Internet, o di abbandonare Facebook. Tuttavia, posso fare mia l’arte di “continuare a scorrere la home“ quando qualcuno mi sbatte in faccia delle polemiche. Posso passare più tempo a guardare teneri bambini e pregare per le persone, e meno tempo a cercare di correggere gli altri. Posso riorganizzare il mio spazio di lavoro in modo che mi possa concentrare sul crocifisso, anche mentre scrivo (scrivendo questo articolo, mi sono resa conto di poter appendere un rosario sull’angolo del monitor in modo da poter vedere sempre Gesù e Maria, mentre lavoro. Vi farò sapere come va).

Cialdini parla di come guardare immagini di nuvole induca la gente a dare priorità, a livello inconscio, alla serenità; mentre, guardare le immagini dei centesimi, l’induca a dare enfasi alla parsimonia. Riorientare il nostro sguardo verso Dio potrebbe aiutarci a dare la priorità a Gesù? Non ne sono sicura, ma in questa Quaresima farò un tentativo.

[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]

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