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Pro Vita Onlus raccoglie le firme contro l’UNAR

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Toni Brandi: "chiediamo con forza che il Governo intervenga e chiuda l’UNAR"

Il recente servizio delle Iene ha scoperchiato un vaso di Pandora sopra le attività dei circoli LGBT che molto spesso ricorrono a diciture politically correct per ricevere fondi e appoggi dalle istituzioni pubbliche, come ad esempio i patrocini, mentre il fine reale è ben diverso da quello propagandato. Contro questo tipo di abusi – e dunque per controlli più serrati da parte degli uffici competenti – Pro Vita Onlus si batte da anni, al fianco di genitori, bambini, scuole affinché la verità, e non le ideologie, vengano promosse nei contesti educativi. A questo proposito, per iniziativa del suo presidente, Toni Brandi, ha promosso una campagna di raccolta firme tramite la rete, per la chiusura dell’UNAR, un ente che negli ultimi anni ha perso molta della sua credibilità e della sua autorevolezza.

 

Infatti i progetti e le iniziative promosse dall’UNAR, con il pretesto di educare all’uguaglianza e di combattere le discriminazioni, il bullismo, spesso promuovono: l’equiparazione di ogni orientamento sessuale e di ogni tipo di “famiglia”; la prevalenza dell’ “identità di genere” sul sesso biologico (e la conseguente normalizzazione della transessualità e del transgenderismo); la decostruzione di ogni comportamento o ruolo tipicamente maschile o femminile insinuando che si tratterebbe sempre di arbitrarie imposizioni culturali; la sessualizzazione precoce dei giovani e dei bambini..

 

 

Secondo la Onlus:

L’UNAR, che dovrebbe occuparsi solo di discriminazioni razziali e basate sull’origine etnica, ha da tempo violato i limiti delle sue competenze occupandosi di tematiche LGBT e promuovendo la teoria del gender nelle scuole. La sua famosa “strategia nazionale” diretta anche alle scuole, escludeva le associazioni di famiglie e genitori e includeva soltanto 29 associazioni LGBT. Ha anche preteso di censurare e plasmare il linguaggio dei giornalisti conformandolo ai dettami LGBT.

E’ stato grazie a Pro Vita Onlus – tra l’altro – che la stampa ha potuto risalire al nome dell’associazione (Anddos) che percepiva i soldi dall’Ufficio che opera presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con cifre anche importanti e che ha causato le dimissioni del Presidente dell’Unar, Francesco Spano). Sul sito di Pro Vita:

ProVita ha consultato informazioni accessibili al pubblico e ha scoperto “coincidenze” sorprendenti: l’associazione “ANDDOS” si presenta come associazione LGBT “contro le discriminazioni da orientamento sessuale” e “senza fini di lucro”. Essa avrebbe ricevuto dall’Unar nel 2016 esattamente €55.560,00. Tra i suoi cosiddetti “Centri Ascolto e Antiviolenza” troviamo – ad esempio – la sede affiliata “Macholato” a Napoli, che comprende i “sex box” e proprio le ormai famose “dark room”. Oppure il Circolo “Bunker” a Roma, presentato come “il più grande sex club di Roma”, che offre anche i “glory holes” menzionati dalle Iene, e una “red zone sotterranea”. O ancora: la “Black Sauna” di Bologna, con le sue“dark room“, che fa pagare €75 per 5 ingressi, €350 per 33, ecc.

“Ci chiediamo come possa dirsi ‘presidio di informazione sulla salute e sulla prevenzione di malattie sessualmente trasmesse’, un’associazione che, attraverso le sue affiliate, promuove pratiche che sono l’estremo opposto del cosiddetto ‘sesso sicuro’”, dichiara Toni Brandi, presidente di ProVita Onlus, “Difficile che Francesco Spano, direttore dell’Unar, possa sostenere di non conoscere personalmente, ma solo tramite un controllo ‘cartaceo e formale’, l’associazione ANDDOS, finanziata dall’ufficio che dirige: basta una rapida ricerca su internet per scoprire che Francesco Spano è stato coinvolto in prima persona in eventi promossi dall’ANDDOS ed era presente fisicamente anche all’inaugurazione della nuova sede nazionale dell’ANDDOS a Roma”.

Per sostenere quindi gli sforzi di Pro Vita è possibile firmare QUI per la PETIZIONE

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