Ricevi Aleteia tutti i giorni
Solo le storie che vale la pena leggere: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Santa Sede: in atto una inaudita violenza contro i cristiani nel mondo

Condividi

«Nonostante i numerosi sforzi per promuovere e rafforzare la libertà religiosa stiamo di fatto assistendo a un continuo peggioramento, se non a un vero e proprio attacco contro questo diritto inalienabile in diverse parti del mondo». Con questa amara constatazione si è aperto ieri l’intervento di monsignor Ivan Jurkovič, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra, durante l’incontro di alto livello sul tema “Rispetto reciproco e coesistenza pacifica condizione della pace interreligiosa e della stabilità: sostenere cristiani e altre comunità”. 

Nel suo discorso – riportato dalla Radio Vaticana – il delegato vaticano ha sottolineato come l’effettivo riconoscimento della libertà religiosa, quale primo e più importante fra i diritti umani fondamentali, sia la chiave per affrontare la crisi in cui è precipitato oggi il mondo, segnato da nuove persecuzioni religiose che vedono i cristiani tra le prime vittime. La libertà di cui parla Jurkovič ha però una rilevanza pubblica, perché la scelta di una fede incide «ad ogni livello della vita sociale e politica», essa non può essere ridotta a mero fatto individuale o al solo culto, perché per la sua stessa natura trascende «la sfera privata degli individui e delle famiglie». Tanto più oggi che «la religione ha assunto una rinnovata importanza a causa dei complessi rapporti tra le scelte personali di fede di ciascuno e la loro espressione pubblica». Le varie tradizioni religiose, infatti, «servono la società innanzitutto con il messaggio che proclamano», con il loro invito alla conversione, alla riconciliazione, al sacrificio per il bene comune, alla compassione per i bisognosi, ha affermato l’arcivescovo.  

Proprio per queste implicazioni – ha rimarcato – tale scelta «deve essere libera da vincoli e costrizioni» e va tutelata dalle autorità pubbliche. In questo senso, la grande attenzione puntata oggi contro i responsabili delle violazioni dei diritti umani fanno ben sperare che la comunità internazionale reagirà all’inaudita violenza contro i cristiani e le altre comunità religiose e che essa non cada in quella «globalizzazione dell’indifferenza», tante volte denunciata da Papa Francesco. 

Monsignor Ivan Jurkovič si è poi soffermato in particolare sulle persecuzioni dei cristiani in Medio Oriente, che – ha detto – sono di gran lunga «peggiori» di quelle subite nei primi secoli del cristianesimo. In un mondo «dove convinzioni deboli abbassano anche il livello etico» e sempre più soggetto alla «globalizzazione del paradigma tecnocratico» che cerca di «eliminare tutte le differenze e le tradizioni in una ricerca superficiale di unità» – ha aggiunto in conclusione – le religioni «hanno il diritto e il dovere di dire apertamente che è possibile costruire una società in cui un sano pluralismo che rispetta le differenze e le valorizza come tali è un alleato prezioso nell’impegno a difendere la dignità umana e una via per la pace nel nostro mondo». 

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.