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«Cara Santità, vorrei una famiglia unita»: la lettera di una bambina al Papa

© Antoine Mekary / ALETEIA
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In un commovente appello la figlia di genitori separati chiede di pregare per farli tornare insieme

Il Papa Francesco che ti aspetti. Capace di sorprendere e di tendere la mano con tanta semplicità ai più piccoli. Questa volta Bergoglio ha deciso di rispondere ad una letterina arrivata in Vaticano dalla Lombardia. Gliel’ha scritta una bimba della provincia di Cremone.

«Cara Santità, vorrei una famiglia unita». Con il candore e la determinazione dei suoi anni, la piccola ha preso carta e penna e senza dir nulla in casa ha scritto la letterina al papa per aprirgli il suo piccolo cuore addolorato dopo la separazione dei genitori: «Vorrei una famiglia unita – ha scritto – invece vivo con la mamma e i miei nonni bravi».

E dalla Segreteria di Stato del Vaticano è arrivata qualche giorno dopo la risposta di monsignor Paolo Borgia, assessore. Poche righe formali, ma che hanno suscitato sorpresa ed emozione.

«Papa Francesco – si legge nella missiva firmata — ha accolto con vivo piacere il grazioso pensiero con il quale hai voluto manifestarGli affetto e vicinanza. Egli ti ringrazia per il filiale gesto e … di cuore invia a te e ai familiari la Sua Benedizione» (http://www.laprovinciacr.it, 7 marzo).

“A MAMMA LE CRESCERANNO LE ALI IN PARADISO?”

Di letterine di bambini ne arrivano migliaia ogni giorno sulla scrivania di Francesco. Alcune le ha raccolte Padre Antonio Spadaro in “L’amore prima del mondo. Papa Francesco scrive ai bambini” (Rizzoli).

«La mia mamma è nel Paradiso, le cresceranno le ali d’angelo?», scrive Luca, 7 anni, dall’Australia, e il Papa gli risponde con verità: «No, non le cresceranno le ali, ma sarà bella,splendida e piena di luce» (http://www.acistampa.com, 10 marzo 2016).


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“HAI MAI FATTO IL CHIERICHETTO?”

Alessio Gulino, nove anni, originario di Catania, ha disegnato un bambino in abiti da chierichetto e ha scritto: «Caro papa Francesco, sei mai stato accanto al sacerdote come chierichetto?». Il Pontefice ha risposto così: «Caro Alessio, sì che sono stato chierichetto. E tu? Quello del disegno sei tu?».

Nella prosecuzione della risposta, il Papa ha sottolineato la differenza notevole tra l’attività di chierichetto ai tempi della sua infanzia e la situazione attuale: «Ma, senti, adesso è più facile. Devi sapere che quando ero bambino io la Messa si celebrava in maniera differente da come si fa adesso. Il prete intanto guardava l’altare, che era accostato al muro, e non le persone. Poi il libro con il quale diceva la Messa, il messale, era messo sull’altare nella parte destra. Ma prima della lettura del Vangelo si spostava sempre sul lato sinistro. Questo era il mio compito: portarlo da destra a sinistra e da sinistra a destra. Ma che fatica! Era pesante! Io lo prendevo con tutta la mia energia, ma non ero robusto: lo sollevavo e mi cadeva, e così il prete mi doveva aiutare. Era un’impresa!» (http://www.famigliacristiana.it, 1 marzo 2016).


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“VIENI A MANGIARE LA MIA PIZZA?”

La storia di Matteo Ribaldi ha fatto il giro del web. Lui, è un bambino foggiano di 8 anni, che frequenta la terza elementare dell’istituto “Vittorino da Feltre” di Foggia, e ha invitato il papa a visitare i monumenti di Foggia e, soprattutto «a mangiare la pizza buona che faccio io».

«Senti, caro Papa – aveva aggiunto – io sono un grande tifoso della Roma, e tu per quale squadra tifi?». La risposta della Santa Sede non si è fatta attendere molto. Infatti, dopo meno di dieci giorni, Matteo si è visto recapitare una busta proveniente dal Vaticano contenente le parole del Santo Padre il quale, oltre ad abbracciarlo, ha inviato la benedizione su di lui e sulla sua famiglia. Il Papa ha anche appagato la curiosità sportiva del piccolo Matteo, dicendogli che la squadra per la quale tifa è il San Lorenzo, formazione argentina (http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it, 22 novembre 2013).

“TI RACCONTO LA MIA VOCAZIONE”

Paolo, un bambino di 11 anni di Udine, ha scritto a Francesco per raccontargli la sua vocazione. Nella sua lettera il giovane aveva confidato al Santo Padre l’intenzione di intraprendere un giorno la carriera ecclesiastica, chiedendo proprio a Papa Francesco un ricordo nelle Sue preghiere.

Poche settimane dopo la sorpresa: a casa nella posta ha trovato una busta con il timbro del Vaticano indirizzata a lui, con all’interno una lettera scritta da monsignor Peter Welles a nome di Papa Francesco.

La lettera di monsignor Welles recita: «hai confidato a Papa Francesco il servizio di ministrante svolto con entusiasmo in parrocchia e il desiderio di comprendere la tua vocazione, chiedendogli il sostegno della Sua preghiera. Sua Santità ti ringrazia per i sentimenti di affetto che hanno ispirato il filiale gesto e, mentre assicura il Suo ricordo nella preghiera affinché l’impegno di servire all’altare faccia maturare una genuina ed affettuosa amicizia con il Signore Gesù e ti aiuti a capire il Suo progetto d’amore su di te, di cuore invia a te e ai familiari la Benedizione Apostolica, volentieri estendendola alle persone care» (http://www.lalucedimaria.it, 16 settembre 2015).


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“VORREI CHE TU FOSSI IL MIO PADRINO DI CRESIMA”

Riccardo, un bambino di sei anni di Monreale (Palermo) invece le ha rivolto una richiesta che già da tempo portava nel cuore: avere Francesco come padrino di cresima. Nessuno in famiglia credeva in una risposta, ma dal Vaticano è giunta la sorpresa inattesa.

La lettera, arrivata nei giorni scorsi, ha commosso anche i genitori, soprattutto perché il Papa ha chiesto al bambino di pregare per lui, ringraziandolo per il «gesto filiale con cui ha voluto manifestargli il suo affetto». Ha poi chiesto l’intercessione della Madre di Dio affinché protegga il piccolo sul suo cammino e “di cuore” ha impartito la sua benedizione a Riccardo e ai familiari (livesicilia.it, 6 giugno 2015).

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