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Gli effetti psicologici secondari dell’aborto

Chiara Cremaschi-CC

Observatorio de Bioética - pubblicato il 07/03/17

Esiste un alto rischio di problemi di salute mentale nella donna

Un tema ampiamente dibattuto è l’esistenza o meno di una “sindrome post-aborto” o se ci siano solo alcuni disturbi psicologici dopo gli aborti indotti.

Abbiamo pubblicato uno studio sulla questione arrivando alla conclusione che, anche se alcune donne sviluppano disturbi psicologici dopo aver abortito, non ci sono prove mediche dell’esistenza di una “sindrome post-aborto”.

Nel 1989, il Collegio dei Chirurghi statunitense affermava che “gli studi scientifici condotti finora non apportano dati definitivi sull’esistenza di effetti sulla salute delle donne che hanno abortito e raccomandano di realizzare studi per cercare di chiarire il tema”.

Ora è stato pubblicato uno studio nel quale si analizzano i possibili effetti secondari nelle donne che hanno abortito e in altre alle quali non è stato permesso di farlo, il tutto a cinque anni dai fatti. Nel lavoro sono incluse 956 donne, per una media di 24.9 anni.

Nello studio si verifica che il gruppo di donne che non hanno abortito aveva più ansia, minore soddisfazione per la propria vita e livelli simili di depressione rispetto al gruppo di donne che hanno abortito.


LEGGI ANCHE: L’aborto è solo un “problema di coscienza”?


Gli autori concludono che le donne alle quali è stato negato l’aborto avevano più problemi psicologici di quelle che hanno abortito, ma che questi effetti secondari col passare del tempo diventavano simili nei due gruppi, ritenendo quindi che non si debbano promuovere politiche volte a limitare l’aborto basandosi sui possibili effetti secondari negativi sulla salute delle donne.

In questo Osservatorio di Bioetica difendiamo una posizione contraria all’aborto da qualsiasi punto di vista lo si consideri, ma non per questo non diffondiamo gli articoli che, con base scientifica, sembrano apportare dati favorevoli all’aborto, anche se non sono significativamente sufficienti a confutare la valutazione etica che merita l’aborto.

Altri studi pubblicati in precedenza*, tuttavia, mostrano conclusioni contrarie a quelle offerte nell’articolo menzionato.

Concretamente, un’ampia revisione realizzata da PK. Coleman conclude quanto segue:

– Le donne che hanno abortito hanno l’81% di possibilità in più di soffrire di disturbi mentali rispetto a quelle che non hanno abortito.

– La possibilità di soffrire di problemi d’ansia è del 34% in più.

– La possibilità di soffrire di depressione è del 37% in più.

– C’è il 110% di possibilità in più di cadere nell‘alcolismo.

– C’è una probabilità del 220% superiore di consumare marijuana.

– Il 10% delle donne che soffrono di qualche disturbo mentale ha abortito prima della comparsa dei sintomi clinici.

Sul suo lavoro di revisione Coleman afferma: “La letteratura conteneva una gran quantità di dati contraddittori rispetto alla domanda di base relativa al fatto che l’aborto aumenti o meno il rischio di problemi di salute mentale”.

Negli ultimi anni, tuttavia, sono stati realizzati studi su ampia scala, sofisticati a livello metodologico, alcuni dei quali sono stati analizzati nell’introduzione di questo articolo. Questi studi hanno stabilito chiaramente un rischio superiore per una serie di problemi di salute mentale in relazione all’aborto.


LEGGI ANCHE: C’è un rapporto tra pornografia, prostituzione e aborto?


* Coleman PK. Abortion and mental health: quantitative synthesis and analysis of research published 1995-2009. The British Journal of Psychiatry 2011; 199: 180-186.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
abortodonnematernitàpsicologia
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