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Pizzaballa: “Errori finanziari al Patriarcato. Ma li supereremo”

Vatican Insider - pubblicato il 04/03/17

Sono statii problemi finanziari e amministrativi del Patriarcato latino di Gerusalemme a spingere il Papa a nominare, nel giugno scorso,padre Pierbattista Pizzaballa come amministratore apostolico, dopo le dimissioni per raggiunti limiti di età del patriarca uscente Fouad Twal. A scriverlo è Pizzaballa stesso in una lettera indirizzata ai fedeli all’inizio della Quaresima. Un messaggio scritto dall’amministratore apostolico all’indomani di un incontro di due giorni tenuto ad Amman insieme a tutti i sacerdoti del patriarcato, a poche settimane dall’altra recente svolta: l’accoglimento da parte del Papa della rinuncia del vicario per la Giordania, l’arcivescovo Maroun Lahham, considerato fino alla primavera scorsa uno dei possibili successori di Twal alla guida del patriarcato

Padre Pizzaballa spiega che la lettera – intitolata “Abbiamo questo tesoro in vasi di creta (2 Corinzi 4,7) – è frutto di una scelta compiuta proprio durante l’assemblea dei sacerdoti: condividere in maniera trasparente le difficoltà attuali del patriarcato. «Tutti sappiamo che la nomina di un amministratore apostolico, che non viene dal clero del Patriarcato Latino – scrive l’ex Custode di Terra Santa – è stata una decisione inaspettata, ed è arrivata come una sorpresa per molti. Questo ci porta alla conclusione che non tutto va bene. In effetti, sono stati fatti degli errori che hanno ferito la vita del patriarcato, finanziariamente ed amministrativamente, soprattutto riguardanti l’Università americana di Madaba. Abbiamo sbagliato in alcuni ambiti importanti, forse non concentrandoci abbastanza sulla nostra primaria missione: predicare il Vangelo e dedicarci alle attività pastorali». 

Il riferimento all’Università americana di Madaba, in Giordania, è molto significativo: voluta fortemente dal patriarca Twal e da Lahham la nascita dell’ateneo cattolico voleva essere una risposta alla sfida di far crescere ulteriormente il contributo educativo dei cristiani nelle società del Medio Oriente. Un sogno coltivato a lungo (il permesso per aprirla risale al 2005) e concretizzatosi proprio nel 2011, nella stagione in cui si guardava con grande fiducia alla Primavera araba. Dopo aver provato altre strade, il patriarca Twal aveva accolto una proposta di gemellaggio da parte dell’Università del New Hampshire (di qui il nome di Università americana di Madaba): i corsi sono iniziati nel 2012 ed è attualmente frequentata da alcune migliaia di studenti. La gestione finanziaria e amministrativa dell’ateneo non si è però rivelata all’altezza di queste ambizioni: in pochi anni ha già creato problemi preoccupanti nelle finanze del patriarcato, oltre a far venire a galla anche altri problemi amministrativi

Pizzaballa nella lettera le definisce «situazioni che dobbiamo affrontare con onestà, coraggio, determinazione, amore fraterno e, naturalmente, credendo fermamente nel Signore che ci guida. Una crisi, infatti, può essere luogo di morte, ma, con l’aiuto dello Spirito Santo, può diventare luogo di vita nuova, di resurrezione». «Sebbene come amministratore apostolico io abbia ricevuto l’autorità di cambiare certe realtà finanziarie ed amministrative – precisa -, sono ben consapevole che se non lavoriamo insieme, la situazione non potrà essere risanata».  

Ma aggiunge anche che proprio l’incontro con il clero ha offerto segnali importanti in questo senso: “È stato commovente sentire un prete che ha parlato in modo forte e chiaro dicendo: “È venuto il momento di riconoscere le nostre responsabilità personali e di impegnarci in un nuovo inizio”. Un altro ha fatto notare: “Abbiamo bisogno di scoprire come trasformare questa realtà dolorosa in grazia”. Penso che volesse intendere la grazia “di un nuovo inizio”, la promessa della Resurrezione oltre la passione e la morte che molti di noi stanno vivendo proprio adesso. Abbiamo molto da fare. Ora è il momento di iniziare il lavoro di riforma, ricostruzione e rinnovamento in alcuni settori della nostra amministrazione, ma non solo. Tra le altre conclusioni, infatti, abbiamo deciso di concentrarci ancora di più sulle nostre attività pastorali e di aprire, per esempio, nuovi uffici diocesani per il lavoro pastorale che coordino ed unifichino il nostro servizio pastorale alla comunità». 

«Chiedo a tutti voi – conclude l’amministratore apostolico rivolgendosi ai fedeli del Patriarcato – di pregare durante la Quaresima perché possiamo davvero lavorare insieme, vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, laici e laiche, giovani e anziani. Come la vita apostolica della prima comunità di credenti a Gerusalemme, anche noi dobbiamo essere un cuore solo e un’anima sola (Atti 4,32), sicuri che il Signore continuerà a sostenere e ad aiutare l’opera che ha iniziato 170 anni fa», con la nascita del Patriarcato latino di Gerusalemme. 

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