Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Per chi non ha ben compreso ancora perché si digiuna in Quaresima

© Godong
Condividi

Nel libro di don Fabio Bartoli troviamo il senso profondo della rinuncia cristiana al cibo

È appena cominciata la Quaresima, quel periodo speciale di silenzio e preghiera in cui ritornare al Padre. Scrive in proposito don Antonello Iapicca:

«È tempo di chiudere la porta del cuore e cercare nostro Padre. Viviamo, infatti, come orfani, che fanno tutto per essere notati e amati, ammirati e lodati. E così anche “le preghiere, le elemosine e i digiuni” si riducono a sentimenti ostentati, mai segreti; strumentalizziamo tutto, onnivori di carne e spirito, Dio e mondo. Tutto in un boccone a saziarci, a messa e al Centro commerciale, ogni cosa ce la offriamo senza misura. Per questo oggi inizia la Quaresima, a raccogliere la carne sgonfiata dei mascherati esausti dopo una vita di carnevale. Arriva la Quaresima come un seno di misericordia, amore gratuito e senza condizione preparato dal Padre per i figli perduti. La Quaresima è una buona notizia: c’è speranza, possiamo convertirci, ritornare a casa, da nostro Padre».

Preghiera, elemosina e digiuno sono i pilastri del tempo quaresimale, ma che senso ha digiunare? Perché la Chiesa ci invita a farlo?

 

Proveremo a rispondere a queste domande attraverso le pagine di un libro di cui vi abbiamo già parlato “Per fortuna c’è la Quaresima! Riflessioni inattuali” (Àncora edizioni) di don Fabio Bartoli.

Il sacerdote nota come negli ultimi decenni sia tornato di moda uno stile di vita alimentare rivolto alla sobrietà, salutare e salutista, ovviamente per motivi legati alla cura e alla bellezza del corpo. Il digiuno cristiano però non ha questo scopo, non rincorre fini estetici, ma… Dio.

DIGIUNARE: SVUOTARSI PER RIEMPIRSI DI DIO

«Come ogni altra pratica ascetica, ha la sua verità nell’apertura all’altro più che nella rinuncia, è uno svuotarsi per riempirsi, non una semplice rinuncia al proprio appetito, ma piuttosto un riorientamento dell’Eros verso Colui che solo è degno di essere amato e desiderato. Non digiuniamo per punirci dei nostri appetiti, ma per imparare a rivolgerli a Chi veramente ha gusto e bellezza, Colui la cui presenza è più dolce del miele e di ogni altra cosa, come canta un antico inno cistercense».

Il cibo non è disprezzato dalla nostra religione, anzi, Gesù si è fatto cibo per essere mangiato affinché noi potessimo essere trasformati in Lui.

Allora perché ci è chiesto di digiunare?

«Non certo per disprezzare il cibo né per reprimere l’appetito, ma proprio al contrario per sottolinearne ancora di più il valore, una volta che viene illuminato dalla luce divina».

DIGIUNARE PER FARE DI OGNI PASTO UN’EUCARISTIA

Il primo motivo per cui la Chiesa ci invita a digiunare è perché il Signore “si è dato a noi in cibo”.

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.