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Una ragazza bruciata viva in un rituale “religioso” commuove il Nicaragua

Shutterstock / JIMENEZ MECA
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Una presunta “rivelazione divina” ha spinto i responsabili del caso a lasciar ardere viva la giovane

“Dio ha detto che le avrebbe tolto quello spirito maligno e che dovevamo fare un falò perché sarebbe stato espulso il demonio”.

Il caso, avvenuto il 22 febbraio, ha commosso la società nicaraguense. La vittima è la giovane Vilma Trujillo, di 25 anni, che ha riportato ustioni gravi su quasi tutto il corpo ed è morta dopo vari giorni di ricovero presso l’ospedale Lenín Fonseca della capitale nicaraguense Managua. Secondo alcuni testimoni, la ragazza è stata denudata, le sono state legate le mani ed è poi stata gettata nel fuoco. In seguito “l’hanno tirata in un burrone”. Prima di arrivare a questo epilogo era stata sottoposta per sei giorni a digiuni e preghiere.

L’argomentazione iniziale degli autori di questa atrocità è stato il fatto che fosse “indemoniata”, come rivela la terribile frase di Juan Gregorio Rocha, autoproclamato pastore della congregazione evangelica Assemblee di Dio, riferisce il quotidiano El País di Madrid.

Il presunto pastore ha anche segnalato che la giovane è caduta nel falò quando “lo Spirito Santo è uscito dal suo corpo”. Ed è stato in questo modo, adducendo un processo di guarigione, dicendo che si è trattato di un caso di esorcismo, che ha giustificato i fatti.

La tragica vicenda, che ha avuto luogo nella remota comunità di El Cortezal, nella regione del Caribe Norte, ha suscitato forti reazioni sia in Nicaragua che all’estero.

“È deplorevole, davvero deplorevole che una sorella sia stata martirizzata dai membri della sua comunità. È una cosa che non può, che non deve ripetersi”, ha detto ai mezzi di comunicazione la vice Presidente del Paese, Rosario Murillo.


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Anche il vescovo ausiliare di Managua, Silvio Báez, numero due della Chiesa del Nicaragua, ha commentato il caso attraverso le reti sociali, affermando: “Mi addolora molto la morte di Vilma Trujillo a causa del fanatismo e dell’ignoranza religiosa. Non si può distruggere la vita in nome di Dio!”

I responsabili della vicenda, il presunto pastore e altri cinque membri della Chiesa Visione Celeste delle Assemblee di Dio sono stati arrestati in attesa di una decisione giudiziaria.

Le Assemblee di Dio hanno preso le distanze dall’accaduto, informando che il presunto pastore non è registrato in quella Chiesa, per cui è da supporre che si possa trattare di una setta religiosa.

Il presidente, Rafael Arista, ha infatti negato a Canal 15 di Managua che Rocha fosse membro della sua congregazione.

La vita della famiglia della ragazza, madre di due figli, è ovviamente distrutta. Il marito, Reynaldo Peralta, ha detto di essersi dovuto assentare per vari giorni da casa per aiutare la madre nella costruzione di un’abitazione. Ha anche confessato che Vilma soffriva di “problemi di salute e svenimenti”, motivo per il quale hanno cercato rifugio in una comunità religiosa, non immaginando mai il terribile epilogo a cui si sarebbe arrivati.

“Mia moglie non era indemoniata. Quello che le hanno fatto è stato un atto di stregoneria”, ha riferito al quotidiano La Prensa.


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[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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