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Vaticano e Al-Azhar: “Cooperare per contrastare l’estremismo e le sue cause”

Vatican Insider - pubblicato il 28/02/17

Cooperare per contrastare fanatismo, estremismo e violenza, fin dalle loro cause (quali la povertà e l’interpretazione sbagliata dei testi sacri), promuovere il valore della tolleranza e della diversità religiosa, respingere l’odio tra appartenenti a fedi diverse e l’offesa verso i simboli religiosi, adoperarsi affinché le organizzazioni terroristiche non vengano fornite di armi, denaro e la possibilità di irretire i giovani tramite internet. Sono alcune delle raccomandazioni contenute nella dichiarazione congiunta conclusiva di un simposio che si è svolto al Cairo tra il Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso e l’università islamica sunnita di Al-Azhar. 

Il convegno, ospitato dallo stesso ateneo, è stato introdotto, il 22 febbraio, dal vice del Grande imam di Al-Azhar, lo sceicco Abbas Shouman, dal direttore del Centro per il dialogo dell’istituzione accademica sunnita, Mahmoud Hamdi Zakzouk, e dal cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Dicastero vaticano responsabile per i rapporti con l’islam e le altre religioni. I partecipanti hanno poi presentato diverse ricerche in merito alle cause del fanatismo, dell’estremismo e della violenza e al modo di contrastare questi tre fenomeni, e il 23 febbraio il simposio si è concluso con la firma di una dichiarazione conclusiva che contiene tredici raccomandazioni. Lingue di lavoro, l’inglese e l’arabo. 

Il simposio, afferma la dichiarazione, sottolinea l’importanza del dialogo tra Al-Azhar e il Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso e la necessità di contrastare le derive estremiste sulla base di comuni valori umani e affrontandone le cause quali povertà, ignoranza, abuso politico della religione e comprensione sbagliata dei testi religiosi.

Il simposio evidenzia anche l’importanza del rispetto della diversità religiosa e ribadisce anche l’importanza dell’educazione ai valori umani comuni, prendendo in particolare considerazione la formazione delle donne, dei giovani e dei bambini

Evidenziati nel documento anche il ruolo che valori come la misericordia, l’amore e il rispetto dell’altro possono avere nel contrastare l’estremismo, la violenza e l’intolleranza. La dichiarazione finale continua affermando che la diversità di fede o appartenenza religiosa non deve negare la pacifica convivenza.  

Il simposio rimarca pure l’importanza della cooperazione tra il centro per il dialogo di Al-Azhar e il Pontificio Consiglio presieduto dal cardinale Tauran nella promozione della coesistenza e della comunicazione tra i responsabili politici nelle aree della sicurezza e dello sviluppo. Il simposio considera, inoltre, il dialogo come base per le relazioni tra popoli, individui, culture e religioni per garantire la pace, la sicurezza e la stabilità. E rifiuta ogni forma di fanatismo, estremismo e violenza.  

Il testo finale della due giorni afferma, ancora, che il simposio esorta tutti i governi, le organizzazioni internazionali e le autorità a cooperare nel contrasto ai gruppi estremisti e violenti. Questi gruppi hanno avuto un impatto negativo sulla stabilità e sulla coesistenza pacifica tra i popoli.  

Tra le raccomandazioni del simposio anche quella di alleviare situazioni di violenza e disagio che possono gravare sui seguaci delle religioni nel mondo, di contrastare fenomeni di odio e ostilità nei confronti delle religioni e manifestazioni di offesa nei confronti dei simboli religiosi. 

Il simposio, infine, esorta a stabilire una seria cooperazione al fine di contrastare, in modo realistico e fattibile, il terrorismo e le organizzazioni terroristiche, prosciugandone le risorse, fermando chi le rifornisce di denaro e di armi, chiudendo gli accessi alle comunicazioni sui social network al fine di proteggere i giovani dalle loro devastanti ideologie. 

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