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5 modi per respingere la rabbia malsana in questa Quaresima

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Suor Theresa Aleteia Noble - pubblicato il 28/02/17

Per cominciare, non fatevi coinvolgere dall'ira altrui

Al giorno d’oggi, l’ira ci circonda. L’emozione dell’ira in sé non è una cosa negativa. San Tommaso d’Aquino diceva addirittura che non rispondere a qualcosa con ira può essere un vizio perché a volte la ragione richiede la rabbia di fronte all’ingiustizia e al peccato.

L’ira, però, è un’emozione volatile e pericolosa, che i cristiani devono fare molta attenzione a indirizzare in modo sano. Sant’Agostino avvertiva del fatto che “se mette radici nel cuore, la collera diventa odio”, e che “è senza confronto più utile per la nostra salvezza non aprire il santuario del nostro cuore all’ira”. Tommaso d’Aquino ha scritto che l’ira può diventare un peccato mortale se “trascende tanto da rompere la carità verso Dio e verso il prossimo”.

Il che è il motivo per il quale è inquietante che tanti cristiani scusino così facilmente le dimostrazioni poco caritatevoli d’ira ricordando Gesù che ha rovesciato i tavoli dei cambiavalute nel Tempio e Nicola ha dato un pugno ad Ario al Concilio di Nicea (cosa che probabilmente non è mai accaduta). Di tutti i peccati mortali, infatti, l’ira sembra essere quello considerato meno serio dalla maggior parte dei cristiani (almeno a giudicare dai social media!)

Nel mondo odierno, se si è come me e si ha la tendenza ad arrabbiarsi facilmente bisogna fare molta attenzione a discernere quello a cui permettiamo di entrare nei nostri occhi, nella nostra mente e nel nostro cuore, e la Quaresima è un’ottima occasione per implementare pratiche che ci allontanano dall’ira furiosa e ci guidano verso la pace e la carità di Cristo.


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Ecco alcuni modi in cui in questa Quaresima potete lasciarvi alle spalle l’ira malsana:

1. Non fatevi coinvolgere dall’ira altrui. Una persona ha detto di recente che “la vita è troppo breve per farsi travolgere dall’ira degli altri”. Questa semplice frase motivazionale mi ha aiutata moltissimo. Attenendomi a questa regola, non ho seguito molta gente sui social media, persone che mi piacciono e ammiro mai i cui post mi fanno inalberare regolarmente o mi buttano giù di morale, anche se concordo con loro. Certe persone gravitano sempre intorno alle cose controverse, e questo va bene finché non porta al peccato, ma gli attacchi divisivi costanti su altre persone o altri gruppi (il Presidente Trump, papa Francesco, i liberali, i conservatori… scegliete il vostro nemico!) non sono utili e non ci portano alla santità. Va bene tenersi aggiornati, ma non attraverso persone piene di rabbia o fonti di notizie che ci spingono intenzionalmente verso un’ira malsana. È meglio ottenere notizie da fonti rispettabili, sentirne parlare a cena o non sentirle affatto. Non abbiamo bisogno di conoscere ogni cattiva notizia.

2. Reindirizzate la vostra ira per “riformarvi”. Clemente Romano ha scritto che l’ira giusta è quella per la quale “una persona si indigna con se stessa e si accusa per le cose in cui ha sbagliato”. In altre parole, meglio arrabbiarsi per i propri peccati! Fate sì che la vostra ira per gli eventi che avvengono nel mondo sia una motivazione che vi spinga a controllare quello che potete controllare con la grazia di Dio, ovvero il vostro comportamento. Come ha detto una volta il beato Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina, “evitate chi vuole cambiare a cominciare dagli altri. La vera riforma inizia dicendo ‘Mea culpa’”. Trovate le persone nella vostra vita e online che abbiano l’umiltà di dire “Mea culpa” anziché puntare il dito.

3. Digiunate dai social media. I social media e l’attività online sono probabilmente la più grande occasione di ira malsana della nostra vita. State lontani dai social media in questa Quaresima per concedervi più tempo con Dio (può farvi arrabbiare ma vi guarirà anche!) I digiuni dai social media sono come qualsiasi altro digiuno: ci aiutano a diventare più moderati nel nostro uso. Spesso, quando ritorno da un digiuno dai social media, ho la mente più sgombra e non vengo risucchiata tanto facilmente in discussioni, scandali e pettegolezzi, sporcizia e negatività.


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4. Non rispondete subito. Secondo il Libro dei Proverbi, “lo stolto manifesta subito la sua collera” (12, 16). E allora, quando siete arrabbiati e sentite che dovreste rispondere immediatamente a qualcuno di persona o online, NON FATELO. Fermatevi e pregate. Secondo Efrem il Siro, “le virtù si formano con la preghiera”, e “la preghiera sopprime l’ira”. In altre parole, la preghiera ci aiuta a diventare più pazienti e a lavorare attraverso la nostra rabbia prima che diventi peccaminosa. Meglio non dire niente che dire qualcosa che si dovrà poi riferire in confessione.

5. Andate alle radici della vostra ira. Le persone perennemente arrabbiate spesso hanno questioni irrisolte che emergono nella loro vita quotidiana. Per tutti noi, indipendentemente dal fatto che siamo naturalmente gentili o irascibili, l’ira è una risposta all’immediato, ma spesso è collegata a qualcosa di più profondo. A volte, quando sono arrabbiata, vado in cappella e dico a Gesù: “Sono arrabbiata, perché?” È sorprendente la rapidità con cui risponde (e quanto raramente lo faccia io considerando il modo in cui mi ricompensa). Chiedete a Gesù di aiutarvi a estirpare le radici della vostra rabbia. Spesso, quando perdiamo completamente la pace riguardo a qualcosa, c’è qualcos’altro che Dio ci sta invitando a portare a Lui perché possa guarire le nostre ferite.

In questa Quaresima, se tutti lavorassimo sull’esprimere la nostra ira in modi più sani, le nostre famiglie, la nostra Chiesa e tutto il nostro mondo sarebbero un molto molto migliore.


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Suor Theresa Aletheia Noble, fsp, è autrice di The Prodigal You Love: Inviting Loved Ones Back to the Church. Di recente ha pronunciato i primi voti con le Figlie di San Paolo. Ha un blog su Pursued by Truth.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
iraquaresimarabbiasan tommaso d'aquinosant'agostinosocial media
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