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La “spesa” del Papa tra i rivenditori terremotati

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È un’iniziativa voluta da Papa Francesco per aiutare i piccoli produttori e i rivenditori delle zone terremotate. Nei giorni scorsi il vescovo Konrad Krajewski – accompagnato da un altro prelato vaticano, il vescovo Piero Marini – ha girato per alcuni centri colpiti dal terremoto nell’Italia centrale per acquistare derrate alimentari di produzione locale, aiutando così le persone che non riescono a risollevarsi dopo il sisma. I centri visitati finora sono stati Amatrice e Ascoli. 

Ne dà notizia il giornale online di Rieti Frontiera. «Il Santo Padre lo ha mandato a “fare la spesa” per rifornire le “sue” mense dei poveri», scrive Frontiera. Krajewski è stato accompagnato dal vescovo Domenico Pompili e dagli operatori della Caritas diocesana. Lunedì 20 febbraio si è recato a Pinaco, nell’Azienda Agricola di Antonio Aureli, al bivio di Santa Giusta da “Casale Nibbi”, e nello stabilimento del salumificio Sano di Accumoli, per rifornirsi di pasta, formaggi, vino, guanciale e prosciutto. La “spesa” è stata l’occasione per stare insieme alle persone. 

«Al momento non possiamo più produrre formaggi di alcun tipo, perché il caseificio è inagibile e la delocalizzazione va a rilento a causa della burocrazia – racconta Maria Grazia Nibi di “Casale Nibbi” – mentre il latte biologico siamo costretti a svenderlo a 0.35 centesimi al litro». Senza contare che l’azienda ha perso i suoi tre dipendenti: «Sono scappati via e di nuovi non ne vogliono venire, perché non ci sono case sicure dove possono dormire». 

Il giorno 21 febbraio Krajewski ha visitato la zona di Ascoli Piceno, in compagnia dell’arcivescovo Giovanni D’Ercole, e ha fatto nuovamente la “spesa”. Tutte le derrate alimentari e i prodotti tipici acquistati dall’Elemosineria per conto del Papa la sera stessa di lunedì e di martedì sono state consegnate alle mense che servono pasti per i poveri di Roma. 

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