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The Sun: “Mettiamo l’amore nelle scelte”

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La rock band, premiata di recente dal Papa, ha realizzato nel deserto del Negev un videoclip della canzone «Le opportunità che ho perso»

di Luciano Zanardini

Nella vita c’è una seconda possibilità ma non è per sempre. Ecco perché nella quotidianità siamo chiamati alla responsabilità. Verso noi stessi e verso gli altri. L’esortazione che arriva dalla canzone «Le opportunità che ho perso» mette in guardia dal rischio, come si ascolta nel brano, di non riuscire a giocare «qualche asso». Il testo dei «The Sun», inserito nell’album «Cuore aperto», si arricchisce di un videoclip suggestivo registrato quasi per caso nel deserto del Negev all’indomani della strage di Parigi del 2015.

«Eravamo lì per un altro videoclip. Non c’era nulla di programmato. Questa canzone è qualcosa che mi è stato consegnato. Vuole lanciare un messaggio forte dal punto di vista spirituale che si concretizza nelle scelte di ogni giorno. Senza amore – racconta l’autore Francesco Lorenzi – le nostre scelte prendono strade non feconde. Dobbiamo avere più attenzione e contrastare la condizione egoistica della vita. Quando una persona si guarda dentro, si rende conto, prima o poi, di non aver compiuto delle scelte con la logica dell’amore. Alla fine ci ricorderemo solo delle persone che hanno dato la loro vita per amore». Il ritornello («Lasciati amare e ama senza posa. Rimani saldo anche se crolla ogni cosa. Sentiti parte di ogni essere vivente. Che nulla mai ti sia indifferente») è un invito a prendere in mano la propria vita. Sentiamo «l’urgenza di risvegliare la consapevolezza che ciò che viviamo sulla terra non si conclude quaggiù, ma i suoi effetti vanno oltre la nostra presenza fisica qui e ora». Lorenzi si muove nel solco di una canzone impegnata, merce rara in un mercato, quello discografico, avaro di proposte: «Purtroppo non c’è nessuno che si espone sui temi importanti. Dov’è finita la tradizione dei cantautori italiani? La musica ha la forza e il dovere di parlare di ciò che i potenti non vogliono comunicare».

Invece di stimolare le coscienze, riflette soltanto la società. «Sono sconvolto dall’indifferenza che ci circonda. Eppure abbiamo grandi opportunità di conoscere i grandi temi». Indifferenza di fronte ai bombardamenti e ai soprusi. «Ci siamo abituati a dire che non ci riguarda. Ma se il mondo brucia da una parte, prima o poi brucia anche da noi». Lorenzi ha la fortuna di girare l’Italia in tour e con i dialoghi in musica a partire anche dalla proposta del suo libro «La strada del sole». «Scopro tante persone che hanno forza ed entusiasmo, ragazzi che si prendono cura degli altri. Incontro tanti giovani che hanno compreso di avere grandi opportunità che a milioni di loro coetanei non sono concesse. Alla Gmg di Cracovia il Papa ha messo in guardia dalla sindrome del divano. Siamo troppo assopiti. A volte, forse, servirebbero meno mezzi e più coraggio».

Quel coraggio che manca ad alcuni colleghi: «Non sono disposti a parlare di valori universali. Noi proviamo a fare la nostra parte, ma non accetto che ci etichettino come quelli che fanno christian music. No, noi siamo dei cristiani che fanno musica rock». Uno sforzo artistico apprezzato anche in Vaticano. Recentemente hanno ricevuto la Medaglia del Pontificato. Il prestigioso riconoscimento, a cura della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon, è stato assegnato a Lorenzi per la sua attività di autore e compositore, oltre che di leader dei «The Sun», e «per il contributo dato allo sviluppo dell’umanesimo cristiano e delle sue espressioni artistiche nel mondo». Con lui anche gli altri componenti del gruppo: Riccardo Rossi (batterista), Matteo Reghelin (bassista) e Gianluca Menegozzo (chitarrista). Riescono a parlare di Dio fra le righe di una musica che arriva direttamente al cuore della gente.

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