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L’Hospital Sant Pau, un gioiello dell’architettura modernista catalana

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Tre fatti interessanti sul più grande ospedale modernista al mondo

Chi passa di fronte all’Hospital  Sant Pau di Barcellona, il più grande ospedale modernista del mondo, potrebbe facilmente confonderlo con un lavoro dell’architetto di Dio, Gaudí, soprattutto per la decorazione, ricca di ceramica. Ma si tratta di un capolavoro di un altro grande architetto catalano, Lluís Domènech i Montaner, che ha unito il tradizionale concetto di ospedale con quello di città-giardino, offrendo ai pazienti non solo cure mediche, ma anche i vantaggi di trovarsi in un ambiente in cui godere di aria fresca, molto diverso dal circostante contesto urbano.

Quien pasa frente al hospital de Sant Pau en Barcelona, el hospital modernista más grande del mundo, podría fácilmente confundirlo con una obra más del “arquitecto de Dios”, Gaudí, sobre todo por su decoración, abundante en cerámica. Sin embargo, es una obra maestra del otro gran arquitecto catalán, Lluís Domènech i Montaner. Foto de Paul Hermans (Own work)
Foto di Paul Hermans

Per costruirlo, Domènech ha studiato più di un centinaio di ospedali in tutto il mondo, spiega lo storico Daniel Venteo al giornale catalano ARA. I responsabili dei dipartimenti della sanità pubblica della città lo hanno ampiamente criticato, perché secondo loro l’esuberanza decorativa dell’edificio era superflua, aumentando inutilmente i costi di produzione.

Partendo dall’articolo pubblicato dall’ARA, abbiamo voluto presentarvi tre degli aspetti più interessanti di questo ospedale modernista, il più grande – e quasi certamente il più bello – al mondo.

1. L’architettura è pedagogica

Il primo edificio del complesso è il padiglione amministrativo, sulla cui facciata è concentrato il maggior numero di sculture di tutto l’ospedale. Questa facciata è costruita come se fosse l’altare di una basilica o di una cattedrale: vi troviamo Asclepio, il dio greco della medicina, insieme ad Ippocrate, il padre della medicina dall’antichità.

Inoltre sulla facciata sono presenti i santi patroni dell’ospedale (San Paolo e Santa Margarita), i quattro evangelisti e diversi personaggi importanti della storia e della società civile della Barcellona di allora, tra cui Ramon Berenguer I e Arnau de Vilanova.

2. È stato il miglior edificio dell’anno

La prima fase dell’ospedale fu completata nel 1913. Il Comune di Barcellona conferì ad esso il premio come Miglior edificio dell’anno. Negli anni successivi tuttavia, quando l’ospedale era completamente terminato, la giuria disse che ciascun edificio del complesso, anche preso singolarmente, avrebbe meritato il premio.

3. L’ospedale è protetto dagli angeli

Nell’esuberante decorazione dell’Hospital de Sant Pau emerge una serie di figure: gli angeli, che si trovano quasi ovunque. Secondo quanto riportato nell’articolo pubblicato dall’ARA, questi angeli rappresentano lo spirito ospedaliere del palazzo, forse in riferimento a San Raffaele.

Ma gli angeli del Sant Pau sono molto diversi tra loro; alcuni ricordano l’immagine, solitamente virile, di San Raffaele, ma altri hanno volti di donne e bambini.

Per leggere l’intero articolo pubblicato dall’ARA (in catalano), potete cliccare qui.

Para construirlo, Domènech estudió más de cien hospitales alrededor del mundo –explica el historiador Daniel Venteo a ARA, de Cataluña-, y recibió abundantes críticas de los responsables de los departamentos de salud pública de la ciudad, quienes argumentaban que la exuberancia decorativa del edificio era superflua, y encarecía innecesariamente los costos de producción. Foto de Jaume Meneses (Flickr: Modernisme)
Foto di Jaume Meneses (Flickr: Modernisme)

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

 

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