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Il bambino disabile a cui Springsteen ha salvato la vita… con la sua musica

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"No Surrender" del cantautore statunitense ha risvegliato nel piccolo Adam la voglia di aprirsi al mondo e agli altri

Adam Brooker è un ragazzino australiano di 13 anni, affetto da un ritardo mentale che gli ha impedito di imparare a leggere e scrivere.

Una disabilità che Adam ha sviluppato nel ventre materno, durante la decima settimana, quando la madre J’aimee Brooker fu coinvolta in un incidente d’auto; con due gambe rotte, dovette essere sottoposta a intervento chirurgico, ma l’anestesia ebbe gravi conseguenze sullo sviluppo del cervello di Adam.

Un ritardo che gli ha da sempre causato difficoltà di apprendimento e problemi nelle relazioni. Comunicava grugnendo e non ascoltava nessuno. Totalmente isolato, nel corso degli anni ha persino smesso di andare a scuola, perché vittima di bullismo.

Un giorno, quando aveva quattro anni, la madre mise un cd di Bruce Springsteen nella radio dell’auto. Una canzone in particolare, No Surrender, colpì in modo particolare il giovane Adam. Una volta tornati a casa, la madre gli fece sentire altre canzoni del Boss, che ebbero il risultato sperato: Adam iniziò a interagire con lei, a reagire agli stimoli esterni. La madre J’aimee comprese che quelle non erano semplici canzoni, bensì la chiave per sbloccare l’identità di Adam e farlo aprire al mondo esterno. I due iniziarono dunque a studiare grammatica partendo dai testi di Springsteen, che il bambino apprezzava particolarmente.

Una motivazione che negli anni è cresciuta sempre di più, fino a quando la madre ha avuto un’idea eccezionale: far incontrare ad Adam il suo “salvatore” durante un suo tour in Australia. Martedì scorso, prima di un concerto a Brisbane, la rockstar ha incontrato il suo fan numero uno.

Adam gli ha consegnato dei fogli dove aveva scritto a mano i testi di alcune sue canzoni, tra cui quella di No Surrender, la stessa che a quattro anni scatenò in lui il desiderio di aprirsi al mondo.

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“Era molto onorato e sorpreso”, ha racconta la madre J’aimee Brooker alla 4BC, “del fatto che Adam avesse scelto di usare le sue parole per imparare a scrivere”.

Un incontro breve, di circa 10 minuti, ma “pazzesco”, come l’ha definito la madre. Dopo un abbraccio e alcune parole molto dolci, il team del Boss ha fatto fare al bambino un incredibile tour dei camerini e del palco.


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Il tecnico delle chitarre ha dato ad Adam alcuni plettri personali di Springsteen, un set di bacchette della batteria, nonché una copia autografata di Born To Run.

Poi Adam è stato invitato ad assistere al concerto in una posizione privilegiata, al lato del palco e vicinissimo al suo beniamino.

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Senza Bruce Springsteen, oggi Adam non avrebbe una voce e sarebbe ancora dentro la prigione interiore in cui le circostanze della vita lo avevano rinchiuso.

 

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