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4 segni per determinare chi è un vero amico e chi non lo è

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ZYTA RUDZKA - For Her - pubblicato il 10/02/17

Alcuni amici ci aprono le finestre su un nuovo mondo, altri ce le chiudono

“Avevo investito tanto in quest’amicizia. Sono andata con Iga dal ginecologo quando è rimasta incinta. Ho portato il marito in sala parto perché era troppo nervoso per guidare. Sono la madrina di sua figlia, e i miei figli trattano la sua come una sorella. Le ho prestato del denaro e ho risposto alle sue telefonate notturne quando aveva una pessima situazione al lavoro”, dice Sonia, 35 anni. “Ma è stato un investimento sbagliato. Non che mi aspettassi un contraccambio significativo, ma quando sono stata promossa e ho iniziato a guadagnare molto bene non è riuscita ad accettarlo”.

“C’erano quelle osservazioni che volevano passare per innocenti, come ‘Non è bene per una moglie guadagnare più del marito perché alla lunga lui non lo sopporterà’, o il fatto che il mio figlio maggiore era peggiorato a scuola e secondo lei era colpa mia perché non avevo tempo per aiutarlo nei compiti. Le ho fatto una scenata. Le ho detto che è cattiva e gelosa. Se fosse stata apprezzata al lavoro sarei stata felice per lei. Lei mi ha gridato contro a sua volta, e ha detto che tutti quei soldi mi avevano dato alla testa”.

La vicinanza con elementi di gelosia è ancora amicizia

“Non ci siamo parlate per molto tempo, ma poi l’ho cercata di nuovo. Per un po’ è andato tutto bene, poi qualcosa è andato storto quando le ho confidato che stavo risparmiando per far studiare i miei figli all’estero. Il suo volto è cambiato; abbiamo parlato un altro po’, ma non vedeva l’ora di andarsene. Mi sono chiesta: ‘Devo censurare quello che le dico di modo che non ci resti male?’ Ma è vero: impariamo chi sono i nostri veri amici nei momenti problematici, non quando abbiamo successo”.


LEGGI ANCHE: L’arte dell’amicizia: bisogna sempre fare il primo passo


Come si può capire dalla storia di Sonia (e probabilmente anche dalle vostre esperienze personali), a volte l’amicizia tra due donne può essere complicata. Molto complicata. Alcune settimane può sembrare una montagna russa: lunedì è la tua confidente, martedì una spina invidiosa nel fianco, per venerdì è tornata ad essere la tua anima gemella, con la quale non riesci a smettere di parlare.

È tua amica o tua rivale?

Questa domanda si ripropone costantemente. Tutti i rapporti profondi, inclusa l’amicizia, sono a volte tempestosi. Spaziano dal sostegno alla competizione, dal dare un senso di comunità all’essere ostili. Ma la vicinanza con elementi di gelosia è ancora amicizia. L’elemento competitivo è piuttosto naturale; fin dall’infanzia vogliamo un’amica, ed è un bisogno collegato al nostro sviluppo individuale.

Un buon amico è come uno specchio

La guardiamo. Com’è? Come si veste? Per chi ha una cotta? Anche lei litiga con i suoi genitori? Paragonare la propria vita a quella dell’amica è fonte di forza e motivazione a cambiare, ma non avviene senza gelosie, invidie e complessi. Iga è gelosa di Sonia, ma vuole comunque starle vicino. Vorrebbe anche lei avere successo al lavoro, e quello di Sonia le ricorda che non sarà così; che potrebbe non essere altrettanto apprezzata in campo professionale; che vorrebbe comprare vestiti migliori. E quelle emozioni spiacevoli sorgono quando sente che la situazione di Sonia è migliore della sua.

Il punto non è che una persona come Sonia debba censurare i resoconti sulla sua vita apparentemente felice, ma mostrare a Iga che la sua presenza è importante per lei. Che non avrebbe raggiunto tutto quello che ha se non fosse stato per il fatto che nei momenti difficili ha potuto lasciarle il figlio, prendere in prestito un vestito o lamentarsi del mondo.

È importante distinguere tra la gelosia naturale, che sorge anche tra le amiche migliori, e l’interesse personale. Ad esempio, arrossire per la gelosia è una reazione psico-fisiologica che a volte si verifica. Meno innocenti sono le parole di adulazione, che fingono intimità e devozione per mostrare sostegno, o manipolare la tua gioia in un modo che la faccia sembrare inferiore.

Un falso amico è una persona che usa te o la tua posizione

Lei abusa della tua gentilezza o del fatto che non sai dire di no. Ti lascia regolarmente il suo bambino piccolo. Ti chiede in prestito dei soldi. Si autoinvita a cena quando vorresti stare da sola con la tua famiglia. Non chiude la telefonata quando le dici che hai l’emicrania. Ti prende in giro per il fatto che sei religiosa. Ti chiede di presentarle qualcuno o di prenderti cura di qualcosa. Ti nasconde delle piccole cose.

Sono tutte questioni che annebbiano e valicano il limite di quello che dovrebbe essere una vera amicizia. Ciascuno di questi esempi è un modo per “usare”.


LEGGI ANCHE: 6 passi per coltivare l’amicizia e vivere meglio la vita cristiana


Da psicologa e in base alla mia esperienza personale, posso dire che porre dei limiti è molto importante nelle amicizie. Con molte persone viene naturale. Sappiamo che non dobbiamo raccontarci i dettagli di ogni giornata per sentirci vicine. Ecco un breve promemoria: non ci si deve dire tutto in un rapporto perché si possa definire una buona amicizia. Ad esempio, i segreti di tuo marito non dovrebbero essere svelati a meno che a lui non interessi che la tua amica sappia dei suoi problemi di salute o lavorativi. Lo stesso vale per i tuoi figli adulti. Quando i bambini sono piccoli hanno problemi simili, e condividerli da genitori rafforza le amicizie, ma quando crescono bisogna proteggere la loro privacy.

L’amicizia non riguarda i numeri, ma gli individui

A volte nei gruppi di amici è difficile riconoscere la persona che non va bene per noi, perché non pensiamo abbastanza al suo collegamento individuale solo con noi, al di fuori del gruppo.

Ecco però alcune domande di cui tener conto:

1. Spesso ti senti peggio dopo un incontro con un’amica di quanto ti sentivi prima di incontrarla?
2. È ansiosa di criticare ma mai di congratularsi?
3. Esiteresti a confidarle le tue paure e le tue preoccupazioni? O tende a trovare un problema dove non pensavi che ci fosse?
4. Guida la conversazione in un modo che la faccia sentire meglio? Ad esempio, ti offre un articolo con una nuova dieta e non è un segreto che tu sia sensibile al peso, o dice che suo figlio ha ancora una volta presto 10 sapendo che il tuo ha qualche difficoltà o che è uno studente nella media.

Se la risposta a una qualsiasi di queste domande è positiva, probabilmente devi pensare bene a come questa persona sta influendo sul tuo spirito e sulla tua autostima. È possibile che siate amiche solo per convenienza più che per vero affetto.

L’amicizia è sorella dell’amore

L’amicizia è possessiva, schiacciante, competitiva e distruttiva, ed è per questo che ha bisogno di confini. E allora, se avete bisogno di riconoscere le cose che non vanno in un’amicizia, ciò non significa che dobbiate sempre gettare quel rapporto alle ortiche. A volte, come in tutte le forme d’amore, dovete lavorarci su.

È bene imparare ad essere assertivi. Se avete bisogno di prendervi una pausa dalla vostra amica, provate a dirle: “Per favore, non chiamarmi di domenica, perché è il giorno che dedico a mio marito e ai miei figli”. Se sentite che è prepotente nei suoi consigli o negativa su alcuni aspetti della vostra vita, provate a dire: “So che hai buone intenzioni, ma per favore lasciami essere me stessa. È una cosa che devo gestire a modo mio”. E non fa mai male aggiungere: “Ti apprezzo moltissimo per il fatto che sei sempre lì quando ho bisogno di te”.

Siate consapevoli del fatto che le amicizie, come qualsiasi altro rapporto significativo, implicano un dare e avere. Un vero amico vuole contare su di voi e sostenervi, non usarvi per sembrare migliore.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
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